20 Maggio 2026

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Radicondoli Festival 2026: quarant’anni di Resistenza Culturale e Officina Creativa

Radicondoli Festival 2026: quarant’anni di Resistenza Culturale e Officina Creativa

Ci sono comunità, anche piccole e decentrate, che scelgono di non adattarsi ad essere periferia del mondo, ma di diventarne il centro attraverso il pensiero. Radicondoli è una di queste. Quarant’anni di festival non sono un semplice traguardo, ma il manifesto di una comunità e di un’amministrazione che, con grande lungimiranza, ha scelto la resistenza culturale per trasformare un piccolo borgo in un’officina creativa permanente.


Dal 18 al 31 luglio 2026, sotto la direzione artistica di Massimo Luconi, la 40ª edizione del Festival riconferma Radicondoli come crocevia privilegiato del dialogo interculturale e generazionale. Il borgo si trasformerà in un’officina creativa dove convivono proposte inedite e work in progress, in un equilibrio costante tra tradizione e nuova scrittura, tra talenti emergenti e maestri affermati. Sarà un luogo magmatico, capace di intrecciare sguardi diversi sul teatro e sul presente. Qui, l’impegno prioritario sarà di alimentare un flusso di energie che trasforma l’evento in un rito collettivo: una dimensione sospesa tra la spontaneità della festa popolare e il rigore della performance d’autore.

Il Festival 2026 è un caleideoscopio di incroci spettacolari e giocosi, riflessivi ed intimi e si dispone come un invito a ritrovare il tempo dell’interiorità, stabilendo  attraverso il linguaggio del teatro un contatto con la parte autentica del nostro essere ,cercando un nutrimento non finalizzato alla consumazione immediata dell’oggetto.

Il cuore di questa edizione risiede nei versi di Margherita Guidacci: Lascia che sia il vento. Più che un titolo, è un invito a chinare il capo per ascoltare il silenzio e trovarvi nutrimento. Questa suggestione attraversa il borgo fino a un boschetto di lecci vicino al paese, dove la natura si fa drammaturgia viva. In questo scenario si terrà lo spettacolo dedicato all’opera di Margherita Guidacci, una delle grandi voci del Novecento italiano: l’architettura sonora di Mirio Cosottini, l’interpretazione di Sandra Bedino e un coro di voci bianche trasformeranno l’ombra degli alberi in uno spazio corale di ascolto e risonanza (Mercoledì 29 luglio Ore 19.30 Boschetto al pianetto – prima nazionale).


Su questa linea di ricerca, il progetto sonoro di Flo, cantante e attrice di grande espressività, con un coro composto da dieci donne in un percorso sulla vocalità e sulla narrazione sonora con la parola poetica di Erri De Luca, il viaggio di Solo andata dei tanti migranti che attraversano il mediterraneo (25 luglio ore 21.15 Chiesa di Santa Caterina).

Il programma

Il programma vedrà coinvolte 17 compagnie, 26 titoli di cui 8 prime nazionali, 28 recite complessive. In cartellone il ritorno atteso dei Marcido Marcidoris, che celebrano i 40 anni del festival con lo storico successo Le Serve da Jean Genet con Maria Luisa Abate, Paolo Oricco (22 luglio ore 21.15 Teatro dei Risorti), l'intensità e il talento di grande narratore di Marco Paolini che, con i suoi Antenati, ci conduce in un viaggio ironico tra ecologia e progresso (21 luglio ore 21.15 Piazza della Collegiata). La scena italiana brillerà con la Madre Coraggio di Laura Marinoni (26 luglio ore 21.15 Pieve vecchia della Madonna), la struggente Billie Holiday di Mariangela D’Abbraccio (29 luglio ore 21.15 Pieve vecchia della Madonna), Paola Pitagora e Fernando Maraghini VAI PURE. Autocoscienza di una coppia. Gli anni 70 fra arte e femminismo nella storia di Pietro Consagra e Carla Lonzi. (28 luglio ore 21.15 Teatro dei Risorti), Elena Arvigo con Ismene, un testo del grande autore greco Ghiannis Ritsos (26 luglio ore 19.15 Teatro dei Risorti ).

Radicondoli sarà una finestra aperta sul mondo, un luogo dove le storie di ieri incontrano le ferite di oggi, il giovane attore e autore senegalese Abdou Gueye, con il suo monologo ci porta una riflessione profonda sulla condizione femminile e il rapporto tra Europa e Africa ( live - 22 luglio ore 18.30 Palazzo Bizzarini – anteprima nazionale).
La narrazione si fa impegno civile  anche con Arianna Scommegna e Mattia Fabris (23 luglio ore 21.15 Pieve vecchia della Madonna), che esplorano le minoranze dimenticate dal bellissimo romanzo di Marco Balzano Resto qui. Nicola Russo con Christophe, un racconto dolce e nostalgico, getta uno sguardo intimo e profondo sulle altre culture, sull’umanità di un sans papier tunisino conosciuto nel cuore della metropoli parigina (24 luglio ore 21.15 Chiesa di Santa Caterina).
Mentre Francesca Ritrovato con Aleniate, ci porta nel mondo dei manicomi con storie di straordinaria tensione emotiva di donne recluse e abbondonate (lunedì 20 luglio ore 19 teatro dei Risorti).

La ricerca drammaturgica, tra nuove generazioni e maestri, rappresenta un riferimento essenziale per il teatro di oggi e di domani. Il Festival rinnova il suo impegno nella attenzione ai nuovi linguaggi, promuovendo opere originali e indagando le connessioni tra scrittura teatrale, nuove tecnologie e arte contemporanea.
Dacia Maraini è da tempo una presenza preziosa e importante per il festival, il suo lavoro di grande scrittrice è sempre attento all’evoluzione drammaturgica e anche in questa edizione presentiamo un suo testo sulla condizione femminile Corpo felice con l’interpretazione di Federica di Martino. (25 luglio ore 19.30 Teatro dei Risorti).
Il legame con il territorio e la nuova drammaturgia prosegue con Nicola Zavagli, regista e drammaturgo da tempo attivo con la compagnia toscana di Teatri d’imbarco patner del festival, presenta La magnifica imperfezione, nuovo lavoro sul mondo della pallavolo con Andrea Zorzi, fuoriclasse della pallavolo mondiale e Beatrice Visibelli (27 luglio ore 21,15 Pieve vecchia della Madonna)

Infine, il Festival si conferma un autorevole osservatorio per la scena contemporanea, sostenendo attivamente la produzione giovane e consolidando network strategici per favorire la mobilità delle realtà emergenti. Tra i protagonisti di questa edizione spiccano: il regista Ciro Gallorano, già vincitore della Biennale College Teatro 2023/24 (26 luglio ore 18.00 Palazzo Lolini – prima nazionale; Carlo Caracciolo, erede della prestigiosa tradizione napoletana (27 luglio ore 19.00 Palazzo dei Lolini – anteprima nazionale; Francesco Dendi, attento al dialogo tra tecnologia e narrazione (23 luglio ore 19.00 Teatro dei Risorti – prima nazionale); Davide Nicolini un giovane attore e autore emergente del panorama teatrale italiano (24 luglio ore 19.00 Teatro dei Risorti – prima nazionale).

In questo crocevia di generi, non mancherà lo spirito della festa, quello capace di unire il colto e il popolare: Maria Cassi torna con il suo istrionismo surreale e comico con Avanzi di Balera, uno spettacolo fra ricordi e musica ( 18 luglio ore 21.15 Piazza della Collegiata, il concerto di Peppe Voltarelli, uno degli chansonnier più originali del teatro-canzone di gaberiana memoria, compie un viaggio dalla Calabria fino a Leo Ferrè e Bob Dylan. (19 luglio ore 21.15 Piazza della Collegiata). Il concerto di Giulia Bertasi e il suo trio ci trasporta nel mondo delle sonorità cinematografiche nella location intima di Belforte (31 luglio ore 21.15 Belforte). Gli straordinari musicisti acrobati del Teatro necessario ci portano nel mondo del circo e del gioco scenico fra il paradosso acrobatico e il talento puro di musicisti raffinati, con due progetti il 19 luglio a Belforte ore 18 con PACCOTTIGLIA 100% Cialtroneria di qualità superiore! e il 30 luglio alle Ore 21,15 Piazza collegiata con CLOWN IN LIBERTÀ

Il festival quest’anno si concede anche ai numerosi appassionati della lirica con un recital di Sabina Martin, cantante tedesca ma con radici a Radicondoli, con un viaggio nel mondo della lirica e del teatro musicale, da Puccini a Schubert (Sotto le stelle dell’opera - 20 luglio ore 21.15 Piazza della Collegiata).
 

PAESAGGI CONTEMPORANEI
Se il palcoscenico è il luogo della parola, il territorio diventa il corpo vivo dell'arte grazie al progetto Paesaggi Contemporanei, l'anima speculare del Festival, un’estensione visiva che dialoga costantemente con lo spettacolo dal vivo. Questo percorso di arte ambientale, nato nel 2021 e curato con rara sensibilità da Fabio Gori che, con la collaborazione della Fattoria di Celle e il coinvolgimento di artisti affermati e giovani promesse, ha saputo trasformare Radicondoli in un museo a cielo aperto di respiro internazionale, dove l'opera non è ospite, ma parte integrante del paesaggio e della sua memoria.
Anche questa edizione vede la presenza di artisti legati da affinità e profonda amicizia con Fabio Gori, recentemente scomparso, che si collocano idealmente alla sua cultura di raffinato collezionista e promotore culturale ad ampio raggio, e il suo impegno lascia un segno indelebile nel mondo dell’arte contemporanea e nel percorso artistico e culturale di Radicondoli

Paesaggi contemporanei inaugurerà sabato 18 luglio dalle ore 16.00:

Moussa Traore L’inferno di Dante ispirata alla Divina Commedia, un cavallo tagliato a metà con dentro le viscere dei personaggi dell’inferno, realizzata a seguito di una residenza a Radicondoli, in materiali di ferro riciclati, e collocata nello spazio antistante agli ex lavatoi;

Giuliano Tomaino, PICASSO CI GUARDA…E ACCENDE UNA SIGARETTA
Le sue opere disarmanti , ironiche e giocose saranno collocate nel centro storico di Belforte, l’altro paese del Comune di Radicondoli  come figure ancestrali che giacciono oltre la superficie della materia colorata, sono immagini che escono da una memoria remota.
I cavalli a dondolo, i cimbelli, le mani che si intrecciano, simboli ricorrenti del suo lavoro, archetipi quasi magici che propagano una forte carica vitale e ci riportano al mondo dell’infanzia e dei sogni;

Luca Gilli, Abitare l’arte, omaggio a Fabio Gori, nella casa di Fabio e Virginia
Nella sala mostre di Palazzo Bizzarrini, Luca Gilli rielabora attraverso il suo stile di fotografo di grande sensibilità, le immagini della casa di Prato che Fabio aveva ideato con grande attenzione e cultura visiva in contatto fra i più importanti artisti contemporanei.

Paesaggi Futuri : Sei artisti under 35 in collaborazione con la Fattoria di Celle portano a Radicondoli opere nate dal dialogo con la terra, la memoria e il paesaggio toscano.

Infine, l’opera vedere me in te del duo artistico Antonello Ghezzi verrà traslocata dall’attuale sede negli ex lavatoi in una spazio coperto della via principale di Radicondoli.

 

LA FORMAZIONE
Parallelamente alla scena e alle installazioni, il Festival vive di una linfa vitale dedicata alla formazione. Radicondoli non si limita a ospitare la bellezza, ma si impegna a tramandarla, sviluppando una strategia profonda per i giovani che si avvicinano al teatro. Attraverso stages sui mestieri dello spettacolo, approfondimenti critici e iniziative sul "fare teatro", il borgo diventa un’aula a cielo aperto. Questa vocazione è sostenuta da una solida rete di partenariati con le Università di Siena, Arezzo, Firenze e Prato, la Scuola di Musica di Fiesole e prestigiose realtà nazionali. L'appartenenza al progetto Reset e alla rete museale senese testimonia la volontà di fare sistema, unendo le eccellenze del territorio in un unico grande disegno culturale.

Tutto questo accade in un’ottica rigorosamente green. Il festival non si limita a "usare" la natura, ma la rispetta, integrando scenografie semplici e sostenibili nel tessuto architettonico del borgo.

Il Radicondoli Festival 2026 ci ricorda, citando Peter Brook, che il teatro esiste per offrirci bagliori di un mondo invisibile. Per quattordici giorni, tra spettacoli, workshop e incontri, Radicondoli diventerà quel "luogo delle risposte" dove il silenzio è nutrimento e l'incontro con l'altro è l’unica vera meta.

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