Tari a Poggibonsi, il consiglio le approva ma le opposizioni si spaccano: un sì "a tempo" e due no netti
POGGIBONSI — Il consiglio comunale di ieri, martedì 29 luglio, ha dato il via libera alle nuove tariffe Tari per il 2026, ma la seduta si è trasformata in un banco di prova per la tenuta della maggioranza e per le diverse anime dell'opposizione. Se Fratelli d'Italia ha scelto la strada del voto favorevole, ponendo però delle condizioni per il futuro, Rifondazione Comunista e la lista civica Vivi Poggibonsi hanno votato contro, con motivazioni diverse ma un giudizio comune: gestione dei rifiuti ancora problematica e scarsa attenzione ai territori più colpiti dalle criticità cittadine, a partire dal caso del ponte di Bellavista.
Fratelli d'Italia: "Sì, ma sotto osservazione"
Il gruppo di Fratelli d'Italia ha votato a favore delle nuove tariffe, rivendicando il lavoro svolto in commissione: secondo il partito, l'esame in aula ha permesso di recepire alcune richieste avanzate dall'opposizione, in particolare un contenimento della tariffa che ha evitato aumenti a carico di cittadini e imprese.
Il consenso, però, non è incondizionato. Fratelli d'Italia chiede all'amministrazione di proseguire "con determinazione" su due fronti: un'ulteriore riduzione della Tari e forme di compensazione sui costi dell'energia elettrica, chiamando in causa anche il ruolo del termovalorizzatore. Su questo punto il partito è netto: il peso sostenuto dal territorio "deve tradursi in benefici concreti per la comunità di Poggibonsi".
Il gruppo avverte inoltre che il voto favorevole di oggi non è una garanzia per il futuro: sarà determinante verificare nei prossimi mesi la capacità dell'amministrazione di ottenere altri risultati. In caso contrario, la posizione di Fratelli d'Italia potrebbe cambiare.
Rifondazione Comunista: "Voto contrario, troppe risposte evasive"
Posizione opposta per Rifondazione Comunista, che ha votato contro Tari, Pef, variazione di bilancio e documento di programmazione. Il partito collega il tema tariffario alla vicenda del ponte di Bellavista, il cui cantiere resta ancora bloccato: da qui la richiesta di tagliare la Tari ai piccoli esercenti danneggiati dalla chiusura prolungata, con oneri a carico del bilancio comunale, e di aprire un confronto con la Regione Toscana per l'attivazione di ristori, sul modello già seguito in altri territori toscani come Pistoia e Pisa.
Critiche sono arrivate anche sui rincari dei servizi ausiliari scolastici: Rifondazione ha chiesto trasparenza sulla quota di risorse pubbliche destinata agli appalti alle cooperative, denunciando un modello che a suo giudizio penalizza sia il personale, pagato meno a parità di mansioni, sia la continuità educativa nei servizi per l'infanzia.
Il partito ha inoltre contestato il conguaglio Tari, ritenuto ingiustificato a fronte del risparmio ottenuto sullo smaltimento dei rifiuti, chiedendo la rinegoziazione degli accordi del 2023 che hanno affidato larga parte del ciclo dei rifiuti a Iren, gruppo quotato in borsa che controlla Sei Toscana e Sienambiente. Su tutti questi temi, secondo Rifondazione, l'amministrazione ha fornito "risposte poche ed evasive".
Vivi Poggibonsi: "Più tasse, meno investimenti"
Voto contrario anche per la lista civica Vivi Poggibonsi, che affida la propria posizione a un comunicato stampa a firma di Claudio Lucii. Il documento si concentra sui numeri del Documento Unico di Programmazione, approvato dalla maggioranza e respinto dalle opposizioni: tra il 2023 e il 2025 la tassazione pro capite nel Comune di Poggibonsi sarebbe passata da 647 a 701 euro, un incremento del 10%, mentre la spesa in conto capitale per investimenti pro capite si sarebbe ridotta da 259 a 216 euro nello stesso periodo.
Per Vivi Poggibonsi si tratta di un bilancio negativo, aggravato dalle criticità emerse durante la discussione sulla gestione dei rifiuti, che ha motivato il voto contrario sia sulla Tari sia sul Piano Finanziario predisposto dall'Ato. La lista civica denuncia inoltre l'assenza di ristori per cittadini e imprese di Bellavista e Staggia legati alla vicenda del ponte, la mancanza di una reale volontà di ampliare la Piazza d'Armi del Cassero e l'assenza di un progetto per l'area del Tondo, definita "strategica". La conclusione del comunicato è tranciante: "Nessuna strategia realmente innovativa di sviluppo".

