27 Maggio 2026

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«Sul ring insegniamo la vita, l'integrazione e il no al bullismo»: il maestro Gian Marco Giachi conquista gli studenti del Roncalli

«Sul ring insegniamo la vita, l'integrazione e il no al bullismo»: il maestro Gian Marco Giachi conquista gli studenti del Roncalli

«I ragazzi erano tantissimi, più di cento, ed è piaciuto moltissimo». Con l'entusiasmo della voce di chi ha saputo toccare le corde giuste dei giovani, Gian Marco Giachi, stimato maestro di boxe del Boxing Club di Poggibonsi, traccia il bilancio di una giornata straordinaria. Il suo workshop dedicato al pugilato è stato il vero e proprio cuore pulsante dell’area sportiva durante la giornata di Autogestione Monitorata promossa oggi dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore "Roncalli" di Poggibonsi. Una giornata nata non per sospendere le lezioni, ma per sperimentare una didattica alternativa capace di abbattere il muro tra la scuola e la realtà esterna.

La boxe come metafora delle durezze della vita

Il maestro Giachi ha saputo trasformare la palestra della scuola in un'aula di alta formazione sociale e valoriale, catturando l'attenzione di una platea vastissima di adolescenti. Il corso è stato strutturato partendo dall'analisi video di alcuni storici pugili del passato che non ci sono più, ma che hanno dimostrato tantissimo al mondo dello sport. Da quegli esempi pratici, il tecnico del Boxing Club ha attivato un profondo parallelismo generazionale.

«Ho collegato il pugilato alla durezza che a volte ci propone la vita, spiegando lo spirito di sacrificio, la dedizione, l'ambizione e la capacità di porsi degli obiettivi da raggiungere con passione» spiega Giachi che sottolinea come la fase adolescenziale abbia un disperato bisogno di stimoli positivi e di passioni sane per guardare al futuro.

Sul ring l'integrazione è cultura, stop ad ogni bullismo

Il messaggio più potente lanciato dal maestro del Boxing Club Poggibonsi ha riguardato l'alto valore sociale della boxe, declinato su due fronti caldissimi per le nuove generazioni: l'inclusione e il contrasto alla violenza gratuita. Giachi ha fatto notare ai ragazzi come nelle palestre di pugilato e su ogni ring del mondo sventolino le bandiere di ogni nazione, perché in questa disciplina l'integrazione è cultura. Gli studenti sono rimasti estremamente colpiti da questa visione dell'integrazione sotto il profilo sportivo, un aspetto forse mai citato prima d'ora in ambito scolastico, che offre l'opportunità di incontrarsi, allenarsi e persino scontrarsi nel rispetto delle regole con coetanei che hanno fibre e culture diverse dalle nostre.

Allo stesso modo, il workshop è diventato un manifesto aperto contro il bullismo. «Insegniamo proprio questo, a saper usare le proprie mani e a sapere quanto esse possano essere pericolose» ha rimarcato con forza il maestro Giachi, evidenziando come la consapevolezza della propria forza sia il primo freno inibitore contro ogni prevaricazione. Se un adolescente vive un momento di rabbia o di dolore profondo, lo sport non offre una valvola di sfogo violenta, ma diventa lo strumento perfetto per canalizzare queste emozioni negative e trasformarle in energia costruttiva.

Una giornata di grandi temi e cittadinanza attiva

L'intervento del Boxing Club si è inserito in un fitto calendario di workshop scelti e autogestiti dagli stessi studenti in sinergia con la dirigenza, che ha visto i ragazzi affrontare la geopolitica internazionale con lo storico Riccardo Bardotti, il benessere mentale con lo "Psicologo Atipico", l'educazione affettiva, il diritto e le esperienze Erasmus all'estero. I rappresentanti degli studenti hanno espresso enorme soddisfazione, spiegando che l'obiettivo era dimostrare che la scuola può essere uno spazio di aggregazione sana e crescita personale, ringraziando il personale e i docenti per la fiducia concessa.

Giachi ha anche ricordato il sostegno degli sponsor locali, che hanno scelto di investire concretamente sui giovani del territorio: Banca di Cambiano., LR Edilizia di Romano Luigi, Autoscuola Tinti, Pizzeria il Pomodorino, Pasticceria Barone e l'Impresa edile di Occhipinti Luciano.

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