Monte San Savino, la scrittrice Costanza Miriano nella pre-festa de L’Arca
di Claudio Zeni
Il Tatro Verdi di Monte San Savino, nell’ambito della pre-festa dell’Arca in programma ai primi di giugno, ospiterà sabato 16 maggio, ore 17.30 (ingresso libero) l’incontro con la scrittrice Costanza Miriano, autrice del libro ‘Non desiderare la vita d’altri’. Il motivo di avere inserito nella pre-festa l’incontro con Costanza Miriano lo spiega Rolando Zanon presidente dell’Associazione “L’ARCA” di Monte San Savino.
“Incontrare il pensiero di Costanza Miriano è un’esperienza che provoca – esordisce Rolando Zanon - ho sentito il bisogno di condividerla perché tocca un tema che è una ferita aperta in tutti noi: l’illusione che la vita degli altri sia sempre più desiderabile della nostra. È un’esperienza comune, quasi universale, che merita di essere portata all'attenzione della gente”. “Nel suo testo la Miriano parla di una ‘mancanza’ che ci accomuna. Perché abbiamo sempre l'impressione che agli altri vada meglio? Dal lavoro ai figli, sembra una rincorsa costante...” “È esattamente così. Spesso viviamo con l’impressione che ci manchi sempre un “pezzo di un puzzle” per essere felici: il marito degli altri sembra più premuroso, i figli degli altri più educati, la carriera degli altri più brillante. La scrittrice Miriano, però, ci insegna a guardare queste "piccole mancanze" con ironia. Ci suggerisce che questa insoddisfazione non è un errore, ma una domanda.
“Accettare la propria vita, con tutti i suoi limiti, sembra una sfida quasi rivoluzionaria oggi. Come ci aiuta la Miriano a trovare risposte nel "quotidiano"? “Ci aiuta mostrandoci che la nostra vita non è una serie di mancanze da sanare, ma il punto di partenza ideale. Guardare con ironia ai propri limiti permette di smettere di scappare verso vite immaginarie. La risposta non è altrove, è dentro la giornata di ciascuno di noi, così com'è.” “Se dovesse riassumere in una frase il valore di questo "viaggio nel desiderio", cosa direbbe ai nostri lettori?” “Direi che la felicità non consiste nell'avere ciò che hanno gli altri, ma nello scoprire che la nostra "mancanza" è in realtà una bussola che ci indica la strada verso il vero senso della vita.”
