Campostaggia, la sindaca Cenni: «Nessuna chiusura di chirurgia e ortopedia, ma la partita vera è un'altra»
Con un lungo post su Facebook, la prima cittadina di Poggibonsi e presidente della Società della Salute Alta Valdelsasi replica alle preoccupazioni sollevate dopo la delibera dell'AUSL Toscana Sud Est sulla riorganizzazione chirurgica: «Il provvedimento non riguarda il senese, solo tabelle sui volumi». Ma il vero fronte aperto resta il punto nascite di Campostaggia, con l'assessora regionale Monia Monni attesa a un incontro entro settembre
POGGIBONSI — Non ci sono decisioni, né proposte, che riguardino la chiusura dei reparti di chirurgia e ortopedia di Campostaggia. Lo scrive a chiare lettere la sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni in un lungo intervento pubblicato su Facebook, in risposta alle preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi dopo la delibera n. 901/2026 dell'Ausl Toscana Sud Est sulla riorganizzazione della rete chirurgica aziendale, di cui questa testata ha dato conto lo scorso 3 settembre. dove si spiegava come per i due presidi senesi non fosse prevista una centralizzazione immediata, ma sei mesi di osservazione per poi decidere i base ai numeri.
«Solo tabelle, nessuna ipotesi per il senese»
Secondo la sindaca, il provvedimento varato a fine agosto dalla direzione aziendale contiene ipotesi di riorganizzazione della chirurgia che riguardano il territorio di Arezzo e Grosseto, ma non toccano in alcun modo i presidi di Campostaggia e Nottola, per i quali — sottolinea Cenni — sono state pubblicate soltanto le tabelle con i dati sui volumi di intervento, senza alcuna proposta organizzativa concreta. Per la sindaca le tabelle mostrerebbero che Campostaggia è da tempo un ospedale attrattivo anche oltre il proprio bacino territoriale per interventi di protesica d'anca e ginocchio, al punto da generare liste d'attesa importanti perché personale e posti letto non riescono a smaltire la domanda.
Non manca, tuttavia, una nota critica sul metodo. Cenni esprime perplessità sui tempi e sulle modalità con cui la delibera è stata approvata: a pochi giorni da un cambio ai vertici della direzione sanitaria e senza che il provvedimento fosse portato all'esame della Conferenza dei Sindaci, l'organismo che riunisce i primi cittadini del territorio per il confronto con l'azienda sanitaria.
Il vero nodo: il punto nascite
Se sulla chirurgia generale la presidente della Società della Salute invita a non alimentare allarmi infondati, ben diverso è il tono quando il discorso si sposta sul punto nascita di Campostaggia, definito da Cenni un fronte su cui «mai abbassare la guardia». Il post racconta settimane di lavoro intenso tra amministratori locali, Regione, medici del reparto e direzione ospedaliera per tutelarne la qualità e la tenuta. Entro settembre, riferisce la sindaca, l'assessora regionale al Diritto alla salute Monia Monni incontrerà i sindaci del territorio per discutere le proposte avanzate dagli amministratori insieme all'azienda Usl e al personale medico di Campostaggia.
È un punto che l'articolo di questa testata aveva già segnalato come procedimento distinto da quello chirurgico, legato agli standard ministeriali sui volumi minimi di parti annui: la conferma della sindaca rafforza quella distinzione, ma ne certifica anche l'attualità e la delicatezza.
La spesa sanitaria e la "logica delle soglie"
Il post si allarga poi a una riflessione più ampia sullo stato della sanità pubblica. Cenni richiama il recente dato dell'istituto Gimbe secondo cui l'Italia sarebbe il fanalino di coda in Europa per la spesa sanitaria, e mette in guardia dai rischi di un progressivo peggioramento legato alla carenza di personale medico, infermieristico e di medicina generale. Ok, scrive, a proposte di ottimizzazione, scambio professionale e collaborazione tra ospedali di diverso livello, ma no a una logica basata unicamente sulle soglie di volume che ignori qualità, professionalità e soprattutto prossimità dei servizi al territorio — un principio, sostiene, che se disatteso rischierebbe di intaccare i pilastri della sanità pubblica e universalistica.
A sostegno della tenuta dei presidi zonali, la sindaca cita le competenze dei professionisti di Campostaggia, protagonisti anche di convegni nazionali, e gli investimenti pubblici in corso in Valdelsa: i lavori per le nuove cappelle del commiato a Campostaggia, cui seguirà la realizzazione del nuovo pronto soccorso con conclusione prevista nel 2028, la Casa di Comunità di Poggibonsi — la prima attivata in provincia di Siena, cui seguiranno quelle di Colle di Val d'Elsa e San Gimignano — e il progetto di ristrutturazione dell'edificio di via Montesabotino a Poggibonsi per completare l'offerta dei servizi territoriali.
La linea politica
Chiude il post un'affermazione di indirizzo politico: per Cenni non è depotenziando gli ospedali zonali a favore della concentrazione sui grandi plessi che si risolvono le criticità economiche e organizzative del sistema sanitario, ma investendo sulla sanità di prossimità, con idee chiare, determinazione e risorse adeguate. Un impegno, conclude, su cui serve la mobilitazione di tutti gli attori del territorio.

