17 Ottobre 2026

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Fondazione Mps, Siena chiede garanzie sull’Opas di Intesa. Dalla politica piovono critiche

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Fondazione Mps, Siena chiede garanzie sull’Opas di Intesa. Dalla politica piovono critiche

Siena chiede risposte sul futuro del Monte dei Paschi mentre si apre il confronto sulla possibile adesione della Fondazione Mps all’Opas di Intesa Sanpaolo. La proposta del presidente Riccardo Coppini, che sarà sottoposta alla Deputazione Amministratrice il 23 ottobre, ha innescato una serie di prese di posizione politiche e istituzionali: al centro ci sono il mantenimento delle funzioni direttive in città, la tutela dei posti di lavoro e il rapporto storico tra la banca e il territorio.

A intervenire con una dichiarazione congiunta sono la presidente della Provincia Agnese Carletti e la sindaca di Siena Nicoletta Fabio. Le due amministratrici ribadiscono il rispetto per l’autonomia gestionale della Fondazione, ma chiedono che questa non si traduca in un distacco dalla comunità senese. «Riteniamo indispensabile che il presidente Coppini chiarisca al più presto le motivazioni e il senso di queste scelte», affermano, sollecitando spiegazioni su come la posizione prospettata possa conciliarsi con la tutela degli interessi generali del territorio.

Comune e Provincia confermano una linea che, assicurano, non è cambiata dall’inizio della vicenda: difendere l’integrità di Mps, il suo radicamento a Siena, la permanenza della direzione generale e i livelli occupazionali. Le due istituzioni promettono di continuare a operare, nell’ambito delle rispettive competenze, per salvaguardare il futuro della banca.

Sinistra Italiana-Avs: «La Fondazione spieghi»

Più dura la posizione di Sinistra Italiana Siena e Alleanza Verdi e Sinistra, che parlano di un mandato chiaro espresso dalla città e dalle sue forze sociali e politiche: difendere la banca, le sedi, le funzioni e i posti di lavoro qualificati.

Secondo la formazione politica, lo 0,2% del capitale detenuto dalla Fondazione rende marginale il peso numerico dell’eventuale adesione, ma non quello simbolico. Senza garanzie e senza un ruolo nella governance di Intesa, la scelta viene definita «una resa incondizionata».

Sinistra Italiana-Avs chiede a Coppini un confronto aperto con la città e sollecita chiarimenti prima del 23 ottobre. In particolare, vuole sapere quali richieste saranno rivolte a Intesa per tutelare le funzioni a Siena, l’occupazione, il marchio Mps e il ruolo della Fondazione, oltre a quali impegni scritti si intenda ottenere.

Nel comunicato viene chiamato in causa anche il Governo: secondo Sinistra Italiana-Avs, il Golden Power, nella disponibilità dell’esecutivo attraverso il quadro normativo di riferimento, rappresentava lo strumento più efficace per difendere l’integrità della banca. La formazione critica inoltre quella che giudica una posizione di neutralità da parte del Governo, ritenuta favorevole agli sviluppi attuali.

Avanti-Psi: «In gioco il futuro di Siena»

Anche Avanti-Psi esprime forte preoccupazione. Per i socialisti senesi, la vicenda non riguarda soltanto gli equilibri finanziari, ma il futuro economico e occupazionale di una città che considera Mps parte della propria identità.

Il partito contesta l’ipotesi che l’operazione di Intesa possa determinare uno smembramento della banca e denuncia l’assenza, a suo giudizio, di garanzie sufficienti per il territorio. Chiede inoltre al Comune, alla Provincia e alla Regione Toscana di chiarire se fossero a conoscenza della posizione annunciata dalla Fondazione.

Avanti-Psi ricorda le mozioni presentate e approvate nei mesi scorsi in diversi Comuni della provincia e nelle assemblee istituzionali, con richieste di tutela del centro direzionale e delle funzioni decisionali a Siena, dei dipendenti e della denominazione storica Monte dei Paschi di Siena.

Quegli atti avevano accompagnato anche il confronto istituzionale con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Secondo i socialisti, tuttavia, il percorso non avrebbe prodotto risultati concreti sufficienti. Da qui la richiesta alle forze politiche di uscire dall’ambiguità e assumere posizioni esplicite.

Il partito interviene anche sulle indiscrezioni relative a possibili dimissioni dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, successivamente smentite: Avanti-Psi conferma la fiducia nel suo operato e auspica che possa portare avanti le proprie proposte nell’interesse della banca e dei territori.

Movimento 2050: «Una vergogna per Siena»

Ancora più radicale la presa di posizione di Alessandro Fanetti, coordinatore provinciale del Movimento 2050 Siena. Nel comunicato, l’eventuale adesione della Fondazione viene definita «una resa senza condizioni» e accusata di tradire la missione originaria dell’ente.

Fanetti mette a confronto l’attuale partecipazione dello 0,2% con il 55% detenuto dalla Fondazione in passato e contesta l’assenza, nella posizione annunciata da Coppini, di garanzie esplicite per l’occupazione, il mantenimento di un centro direzionale a Siena, l’indotto economico e il credito alle piccole imprese.

Il coordinatore solleva inoltre interrogativi sul peso che la Fondazione potrebbe avere nella governance di Intesa Sanpaolo rispetto alle altre fondazioni azioniste e chiede quali benefici concreti siano previsti per Siena. Nel comunicato vengono richiamati anche i possibili effetti sull’economia locale e sul ruolo storico della banca.

Si tratta di valutazioni e contestazioni politiche del Movimento 2050, che chiede alla classe dirigente senese di assumersi le proprie responsabilità e considera l’operazione un passaggio decisivo per l’identità economica della città.

Il 23 ottobre il passaggio decisivo per la Fondazione

La decisione, al momento, non è ancora definitiva. Coppini ha annunciato che porterà alla riunione della Deputazione Amministratrice del 23 ottobre la proposta di esprimere una valutazione positiva sull’Opas di Intesa e la conseguente intenzione di aderire. La posizione, secondo quanto comunicato dalla Fondazione, arriva dopo le analisi tecniche richieste e la riunione della Deputazione di Indirizzo. 

Intesa Sanpaolo sostiene che l’operazione possa creare valore per gli azionisti e rafforzare il proprio ruolo nel sistema bancario italiano. Nella comunicazione ufficiale del 3 ottobre, il gruppo ha inoltre annunciato un incremento di 25 centesimi per azione della componente in denaro dell’offerta, precisando che l’efficacia dell’Opas resta legata alle condizioni indicate nella documentazione dell’operazione. Il comunicato ufficiale di Intesa Sanpaolo illustra termini e condizioni dell’offerta.

La partita, dunque, resta aperta sul piano delle decisioni societarie e del confronto pubblico. Da una parte c’è la valutazione della Fondazione, chiamata a considerare la propria posizione di azionista; dall’altra, una città che attraverso istituzioni e forze politiche chiede garanzie sul futuro di Mps e sul suo ruolo economico e sociale a Siena.

Il 23 ottobre sarà il primo appuntamento per capire se alle rassicurazioni sul valore dell’operazione seguiranno impegni concreti per il territorio. È questo, al di là delle contrapposizioni politiche, il punto sul quale si concentrano le richieste di chiarimento rivolte a Coppini.

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