03 Settembre 2026

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Mps, Adusbef: «Sul risiko bancario troppe zone d’ombra». Chiesto l’intervento della Consob

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Mps, Adusbef: «Sul risiko bancario troppe zone d’ombra». Chiesto l’intervento della Consob

SIENA - Il risiko bancario italiano entra nel mirino di Adusbef. L’associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari chiede alla Consob di fare piena luce sulle operazioni che coinvolgono i principali istituti di credito e di garantire agli azionisti la possibilità di decidere senza condizionamenti. Nel mirino, in particolare, ci sono le due Ops promosse da Mps su Banco Bpm e Banca Generali e l’operazione di Intesa Sanpaolo.

Adusbef: «Consob tuteli gli azionisti»

Secondo Adusbef, le richieste di chiarimento già avanzate dalla Consob ai protagonisti delle operazioni rappresentano un passaggio opportuno. L’associazione ritiene però necessario verificare con rigore il rispetto della cosiddetta passivity rule.

La norma, sottolinea Adusbef, attribuisce agli azionisti, e non agli amministratori della società oggetto dell’offerta, la decisione sulle iniziative potenzialmente idonee a contrastare un’Ops.

Mps ha subordinato le due operazioni al voto dell’assemblea convocata per il 29 ottobre. Per Adusbef spetta quindi alla Consob accertare anche se gli atti già compiuti dal consiglio di amministrazione e la comunicazione della decisione di promuovere le offerte siano pienamente compatibili con la passivity rule.

Il nodo dell’operazione di Intesa Sanpaolo

L’associazione chiede inoltre a Intesa Sanpaolo di chiarire al mercato quali conseguenze potrebbe avere l’eventuale approvazione delle operazioni di Mps sulla propria Opas e in quali circostanze l’offerta potrebbe essere modificata, proseguita o revocata.

Per Adusbef, considerando che le operazioni in discussione coinvolgono decine di miliardi di euro, è necessario garantire agli azionisti retail informazioni complete e trasparenti.

L’associazione chiede dunque che non vengano create corsie preferenziali e che i tempi stabiliti dagli istituti di credito non prevalgano sull’esigenza di assicurare il rispetto delle regole e una corretta informazione al mercato.

I rischi per consumatori e concorrenza

Adusbef pone poi l’attenzione sulle possibili conseguenze del consolidamento del sistema bancario per i consumatori. La nascita di gruppi sempre più grandi, secondo l’associazione, non rappresenta automaticamente un vantaggio per la clientela.

Andranno verificati, in particolare, gli effetti delle concentrazioni sui costi dei conti correnti, sull’accesso al credito da parte di famiglie e piccole imprese, sulla presenza degli sportelli sul territorio e sulle condizioni applicate ai clienti.

Tra i temi indicati anche il risparmio gestito e la distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi, oltre al rischio di una progressiva desertificazione degli sportelli bancari.

«Saranno gli azionisti a scegliere fra i diversi progetti industriali», afferma il presidente di Adusbef Antonio Tanza. Secondo l’associazione, il compito delle Autorità di vigilanza è garantire che questa scelta possa avvenire liberamente, sulla base di informazioni complete e senza che la competizione tra i gruppi bancari si traduca in un costo per risparmiatori e clienti.

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