13 Ottobre 2026

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Zoout. non in vendita

Animali nei mercati, inchiesta Rai 3 e Zoout: «Condizioni gravi ad Arezzo, la Regione Toscana vieti la vendita»

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Animali nei mercati, inchiesta Rai 3 e Zoout: «Condizioni gravi ad Arezzo, la Regione Toscana vieti la vendita»

Per la prima volta in Italia vengono diffuse immagini che documentano gravi condizioni di sofferenza degli animali e i rischi per la salute pubblica legati alla loro vendita nei mercati settimanali, alcune delle quali realizzate nei mercati di Arezzo e della provincia di Pisa e Firenze.

Sabato 10 ottobre, la trasmissione Mi Manda Rai 3 ha presentato in esclusiva le immagini relative alle condizioni degli animali vivi nei mercati italiani, con anche immagini del mercato di Arezzo. 

Per la prima volta in Italia, la coalizione “Non in vendita”, di cui fa parte anche l’organizzazione toscana Zoout, insieme a Mi Manda Rai 3, rende pubbliche immagini che documentano le condizioni degli animali vivi venduti nei mercati settimanali.

Le immagini, raccolte sia dalla coalizione che da Rai 3 tra il 2025 e il 2026, mostrano banchi di vendita di animali vivi in Piemonte, Toscana e Puglia, dove sono state documentate quaglie ferite, polli apparentemente agonizzanti, uccelli esposti al sole con temperature superiori ai 37 gradi e trote colpite ripetutamente con una barra di metallo fino alla morte, il tutto davanti agli occhi dei clienti.

È stata inoltre documentata la presenza di uova e altri prodotti di origine animale accanto agli animali vivi, nonché di resti di carne fresca conservati in contenitori non protetti.

Nel mercato di Arezzo, mostrato dall’inchiesta di Rai 3, sono stati trovati animali rinchiusi in piccole gabbie posizionate direttamente a terra, a stretto contatto con i passanti e con i cani degli acquirenti che, avvicinandosi alle gabbie, causavano inevitabilmente molto stress agli animali detenuti.Le stesse gabbie inoltre erano collocate vicino a scatole contenenti molti pulcini nati da poco che apparivano stipati. Indubbiamente stipati erano anche altri volatili (tacchini e galline) detenuti nel camion. Nel corso del servizio di Rai 3 è stata rilevata quindi un’inevitabile componente di stress riguardante gli animali venduti riconosciuta in parte anche dalla stessa venditrice intervistata. Le gabbie inoltre risultavano in condizioni igieniche totalmente inadeguate.

POSSIBILI RISCHI PER IL BENESSERE ANIMALE E LA SALUTE PUBBLICA

Secondo la coalizione “Non in vendita”, gli elementi documentati sollevano interrogativi rilevanti sia sul piano del benessere animale sia sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza alimentare.

La normativa italiana ed europea prevede specifici obblighi in materia di tutela degli animali, condizioni di detenzione e gestione degli alimenti. In particolare, il Decreto Legislativo 146/2001 e la normativa europea in materia di igiene e sicurezza alimentare stabiliscono requisiti volti a prevenire sofferenze evitabili, contaminazioni e rischi per la salute pubblica.

“È NECESSARIO VIETARE LA VENDITA DI ANIMALI VIVI NEI MERCATI IN TOSCANA E IN TUTTE LE REGIONI CHE NON LO FANNO”
Secondo la coalizione “Non in vendita”, quanto documentato rende necessario intervenire alla radice del problema, vietando la vendita di animali vivi nei mercati.

La vendita ambulante espone infatti gli animali a trasporti ripetuti, manipolazioni, sovraffollamento, rumore, temperature elevate e contesti non progettati per garantire condizioni adeguate di benessere. Inoltre, secondo la coalizione, la vendita diretta nei mercati può favorire acquisti impulsivi, senza una valutazione adeguata delle responsabilità connesse alla detenzione di un animale.

Per questi motivi, la coalizione «Non in vendita» chiede alla Regione Toscana di adottare provvedimenti che vietino la vendita di animali vivi nei mercati su tutto il territorio regionale. La Regione Puglia è stata la prima Regione italiana ad adottare un divieto di questo tipo. Numerosi Comuni italiani hanno già introdotto provvedimenti che vietano la vendita di animali vivi nei mercati, tra cui Milano, Roma, Monza, La Spezia o Lecce.

In Toscana, sono già sette i Comuni che hanno vietato la vendita di animali vivi nei mercati: Pontedera, Chianni, Casciana Terme, Palaia, Calcinaia, Bientina e Buti.

La coalizione “Non in vendita” dichiara:

“Queste immagini mostrano una realtà che non può più essere ignorata. Animali feriti, agonizzanti, esposti a temperature estreme e detenuti in condizioni inadeguate non possono essere considerati una normale attività commerciale. Chiediamo anche alla Regione Toscana di intervenire e di vietare immediatamente la vendita di animali vivi nei mercati, tutelando il benessere degli animali, la salute pubblica e la sicurezza alimentare.”

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