L'Autopalio sessant'anni dopo: la via che ha cambiato il volto del territorio tra storia e degrado
Bistrattata, perennemente bisognosa di manutenzione e al centro di infinite polemiche: l’Autopalio è, oggi, la croce e la delizia di chiunque debba spostarsi tra Siena e Firenze. Eppure, per quanto sia facile criticarne l’asfalto dissestato, l'esercizio controfattuale è d'obbligo: cosa sarebbe oggi il nostro territorio se quella via di collegamento non fosse mai esistita?
Il "miracolo" degli anni '60 e il ruolo del Monte
La genesi di questa arteria vitale affonda le radici in un’epoca di grande attivismo politico e finanziario. Come ricordato nel volume “Facce da Monte” di Stefano Bisi (Betti Editore), la storia dell'Autopalio inizia ufficialmente nel 1960. Fu allora che l'allora Presidente del Consiglio Amintore Fanfani ricevette una delegazione del Monte dei Paschi guidata da Danilo Verzili.
Il piano era ambizioso: una superstrada per unire i due capoluoghi toscani. La banca non si limitò a proporre l'idea, ma decise di sostenerne i costi di progettazione con una delibera storica datata 31 agosto 1960. L'attivismo di Rocca Salimbeni sotto la guida di Verzili non si fermò lì: tra il 1960 e il 1970, il Monte finanziò i progetti anche per la Siena-Bettolle e per il fondamentale collegamento verso Grosseto, disegnando di fatto la mappa della mobilità senese del futuro.
Tra cantieri infiniti e necessità di rilancio
Se il passato ci parla di una visione strategica e di investimenti rapidi, il presente ci consegna una realtà fatta di infrastrutture che mostrano i segni del tempo. Se l’Autopalio necessiterebbe oggi di un rifacimento integrale, la Siena-Grosseto resta il simbolo di un "cantiere infinito", una ferita aperta nella logistica della Toscana meridionale.
L’appuntamento al Presidio Mattioli
Proprio di questo intreccio tra memoria storica, aneddoti politici e sfide infrastrutturali moderne si parlerà giovedì 12 marzo, alle ore 17:00, a Siena. L’incontro si terrà presso l’aula conferenze (secondo piano) del Presidio Mattioli del Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali.
L'evento, introdotto dai saluti della professoressa Alessandra Viviani, vedrà confrontarsi tre voci autorevoli del panorama culturale e storico senese: Stefano Maggi, Maurizio Bianchini e Pierpaolo Fiorenzani.
