30 Maggio 2026

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Gasolio "annacquato" e a rischio infiammabilità: maxi sequestro di 105mila litri nel senese

Gasolio "annacquato" e a rischio infiammabilità: maxi sequestro di 105mila litri nel senese

Oltre centomila litri di carburante fuorilegge, potenzialmente dannosi per i motori e pericolosi per la sicurezza dei cittadini, sono stati sottratti al mercato nella provincia di Siena. È il bilancio di una massiccia operazione congiunta condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dai funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm).

Il blitz, nato da una mirata analisi del rischio nell'ambito dei protocolli di collaborazione tra le due istituzioni, ha portato al sequestro preventivo di circa 105mila litri di gasolio non conforme e alla denuncia dei titolari di tre attività commerciali.

I controlli hanno interessato da vicino due depositi commerciali di oli minerali e un distributore stradale della zona. A far scattare i sigilli sono state le successive analisi chimiche di laboratorio, effettuate nelle sedi Adm di Roma e Livorno, che hanno scoperchiato un sistema di frode articolato su tre diversi fronti, tutti penalizzanti per il consumatore e per il fisco.

Acqua nel motore e frode sulle accise: i dettagli del blitz

Nel primo deposito controllato, i tecnici hanno riscontrato nel gasolio destinato all'autotrazione una presenza di acqua superiore ai limiti consentiti dalla legge, unita ad anomalie sulle sostanze denaturanti.

Nel secondo caso, la frode toccava la fiscalità: il carburante presentava una percentuale inferiore di denaturazione (il tracciante colorato che identifica il gasolio agricolo). Questo stratagemma permetteva, secondo l'ipotesi accusatoria, di destinare all'uso comune un prodotto che gode invece di un'aliquota d'accisa agevolata, riservata esclusivamente all'agricoltura.

Il pericolo del "Flash Point" sotto i livelli di sicurezza

Ancor più preoccupante quanto emerso nel terzo controllo, effettuato presso un distributore stradale. Qui il gasolio esaminato è risultato avere un punto di infiammabilità (il cosiddetto flash point) notevolmente inferiore al minimo di legge. Si tratta della temperatura minima alla quale il carburante emette vapori sufficienti a formare una miscela infiammabile con l'aria: un valore più basso del normale rappresenta un serio pericolo per la sicurezza pubblica durante lo stoccaggio, la movimentazione e il rifornimento da parte degli ignari automobilisti.

Le accuse: La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena ha già convalidato i sequestri d'iniziativa. Le ipotesi di reato contestate ai titolari delle aziende vanno dalla frode in commercio alla sottrazione al pagamento delle accise.

L'operazione si inserisce in un quadro di costante monitoraggio del territorio, particolarmente cruciale in un momento storico caratterizzato dall'altalena dei prezzi dei carburanti. L'intervento di GdF e Adm non solo ha bloccato l'evasione fiscale sulle accise, ma ha evitato che migliaia di automobilisti subissero danni meccanici costosi ai propri veicoli, tutelando al contempo la filiera degli imprenditori onesti che operano in regime di sana concorrenza.

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