«I frati non lasceranno San Lucchese»: il guardiano smentisce l'allarme. Anzi.
POGGIBONSI - I frati non se ne andranno da San Lucchese. Anzi. La notizia circolata nei giorni scorsi, e ripresa anche da alcuni organi di stampa, secondo cui la comunità francescana avrebbe lasciato la basilica che custodisce le spoglie del patrono di Poggibonsi, non è vera. La smentita arriva direttamente dal guardiano del convento, che ha voluto fare chiarezza dopo aver ricevuto decine di telefonate di fedeli preoccupati.
«Non capisco come sia nata la notizia», spiega il guardiano di San Lucchese. «Di fatto non è assolutamente vera, ma averla letta ha scatenato la preoccupazione di decine e decine di fedeli, già disposti a mobilitarsi. Posso garantire che i frati non lasceranno la basilica».
La voce, diffusasi rapidamente tra i cittadini poggibonsesi, aveva toccato un nervo scoperto: la basilica di San Lucchese non è soltanto un luogo di culto, ma il cuore identitario della città, legato indissolubilmente alla figura del patrono Lucchese da Poggibonsi, il primo terziario francescani della Storia.
Non solo i frati resteranno, ma il numero dei religiosi presenti nel convento è destinato ad aumentare. «È previsto che due di noi, i più anziani, se ne vadano, ma che ne arrivino tre più giovani, sulla quarantina», racconta il guardiano. «Quindi alla fine ci sarà un frate in più». Un avvicendamento fisiologico, dunque, non una chiusura: parte della normale rotazione delle fraternità che caratterizza la vita degli ordini religiosi.
Poggibonsi, insomma, continuerà ad avere i suoi frati in quella che è, per la comunità, la basilica del cuore.
Chi sono i frati di San Lucchese: l'Ordine dei Frati Minori e il legame con il Terz'Ordine francescano
La comunità religiosa che vive presso il convento di San Lucchese appartiene all'Ordine dei Frati Minori (OFM), ramo maschile della famiglia francescana fondata da San Francesco d'Assisi. I frati di San Lucchese dipendono dalla Provincia Toscana dell'Ordine dei Frati Minori, l'organismo territoriale che coordina le fraternità francescane presenti in Toscana e che, tramite il proprio capitolo provinciale, decide gli spostamenti, gli avvicendamenti e le eventuali chiusure delle sedi storiche — decisioni che vengono comunque comunicate anche all'Arcivescovo competente.
A differenza di altre comunità religiose guidate da un priore, la fraternità di San Lucchese — come da tradizione francescana — è retta da un guardiano, la figura che nell'Ordine dei Frati Minori ha la responsabilità della singola fraternità locale (il termine richiama volutamente l'idea del "custode" più che del superiore gerarchico, in coerenza con lo spirito di fraternità voluto da San Francesco).
Il legame tra Poggibonsi e il francescanesimo, del resto, affonda le radici nella storia stessa dell'ordine: fu proprio a Poggibonsi, secondo la tradizione, che San Francesco incontrò Lucchese, mercante convertito che insieme alla moglie Buonadonna sarebbe stato tra i primi laici francescani della storia, tanto che alcuni studiosi riconoscono nella loro vicenda la nascita del Terz'Ordine francescano proprio a Poggibonsi, tra il 1209 e il 1211. Fu lo stesso Francesco, secondo il racconto tradizionale, a far indossare a Lucchese e alla moglie un saio simile a quello dei frati, cinto da una corda annodata, inviando loro in seguito la Regola del Terz'Ordine francescano.
La presenza dei frati minori nel convento è documentata storicamente a partire dall'8 agosto 1235, quando un frate del convento risulta presente alla nomina dell'ambasciatore di Poggibonsi per un trattato di pace con Firenze e Orvieto: quasi otto secoli di presenza ininterrotta che spiegano perché anche solo l'ipotesi di un addio abbia potuto generare tanta apprensione in città.

