28 Maggio 2026

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Caso agriturismo a Poggibonsi: la chat con la turista israeliana diventa virale, scoppia la bufera social su «Le Cantine»

Caso agriturismo a Poggibonsi: la chat con la turista israeliana diventa virale, scoppia la bufera social su «Le Cantine»

Una prenotazione per un soggiorno nelle campagne senesi si trasforma in un caso diplomatico e in una feroce guerra digitale. Al centro della bufera c'è l'agriturismo «Le Cantine» di Poggibonsi, gestito da Pietro Del Zanna. Quella che doveva essere una normale operazione sulla piattaforma Booking.com da parte di una turista israeliana ha innescato un cortocircuito mediatico internazionale dopo che il gestore ha condizionato l'accoglienza a una precisa presa di posizione politica sul conflitto in Medio Oriente, provocando l'immediata reazione della cliente e un massiccio boicottaggio online della struttura ricettiva valdelsana.

La vicenda è passata rapidamente dalle chat private alle bacheche dei social network, dove lo screenshot della conversazione è diventato virale prima in Israele e poi in Italia. All'atto della conferma del soggiorno, Del Zanna ha inviato un messaggio alla donna specificando che sarebbe stata la benvenuta nella sua struttura solo se si fosse apertamente dissociata dalle politiche del primo ministro Benjamin Netanyahu. Nel testo, il gestore ha chiarito fin da subito di non essere animato da sentimenti antisemiti, ma di non riuscire a far finta di niente di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza, offrendo contestualmente alla cliente la possibilità di annullare la prenotazione in modo del tutto gratuito.

La risposta della turista è stata immediata e si è concretizzata sia nella cancellazione del viaggio sia nella segnalazione del caso a Booking.com, con un formale reclamo per discriminazione legata alla propria nazionalità di origine. La diffusione online dello scambio di messaggi ha scatenato una ritorsione digitale contro l'agriturismo, con centinaia di recensioni negative coordinate per affossare il punteggio della struttura sulle principali piattaforme di viaggio. Sul fronte opposto, il profilo Facebook del gestore e le pagine locali si sono riempite di commenti polarizzati tra chi accusa l'imprenditore di razzismo e chi ne difende il diritto all'obiezione politica.

A solidarizzare con Pietro Del Zanna è intervenuta sui social anche la sindaca di Poggibonsi, Susanna Cenni, che ha preso le difese del concittadino respingendo fermamente le accuse di antisemitismo. La prima cittadina ha definito Del Zanna una persona per bene che non merita i commenti schifosi proliferati in rete, aggiungendo che esprimersi contro un genocida condannato per crimini contro l'umanità non significa essere antisemiti, ma schierarsi dalla parte giusta della storia. Le parole della sindaca hanno ulteriormente surriscaldato il dibattito, spostando la contesa dal piano puramente commerciale a quello del diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero e ai limiti dei doveri di ospitalità imposti dalle leggi di pubblica sicurezza.

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