19 Agosto 2026

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. A accusamus cumque excepturi illum iste magni minus quaerat rerum tenetur voluptatibus!

legacoop agroalimentare

Vino patrimonio culturale a rischio tra clima, mercati e consumi che cambiano

Condividi:
Vino patrimonio culturale a rischio tra clima, mercati e consumi che cambiano

 Rese in calo per effetto del riscaldamento globale, una vendemmia anticipata come mai visto prima, mercati internazionali incerti tra dazi e tensioni geopolitiche, consumi in trasformazione: sono questi i fronti aperti su cui si gioca il futuro di uno dei comparti più identitari dell'agroalimentare italiano, il vino. A fare il punto sulla situazione è Legacoop Agroalimentare, l'associazione che riunisce le principali cooperative vitivinicole del Paese, nei giorni in cui riparte la pianificazione dello spot istituzionale dedicato al vino italiano, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

«Il settore del vino è pienamente dentro la nostra cultura e storia, ma molte questioni tra cui il riscaldamento globale mettono a rischio un settore fondamentale per l'economia agroalimentare del nostro Paese», dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. «Accogliamo con favore ogni iniziativa che contribuisca a raccontare il valore del vino italiano nel mondo. Ma la promozione, da sola, non basta: il comparto ha bisogno di politiche capaci di accompagnarlo di fronte a sfide che si sommano tra loro». E, invita Maretti, «c’è bisogno di gustare questo finale di agosto con un bel calice».

Il nodo del clima e delle aree collinari

 Il riscaldamento globale, ricorda Maretti, non è più una minaccia astratta ma un fattore che incide già oggi sulle rese e sulla qualità delle produzioni, colpendo in particolare le aree collinari, dove le basse rese renderebbero necessari interventi mirati, a partire dal potenziamento delle infrastrutture irrigue.

Nuovi impianti

 A preoccupare il presidente di Legacoop Agroalimentare è anche il proliferare di nuovi vigneti: il sistema attuale consente ogni anno l'impianto di quasi 7mila nuovi ettari, un ritmo che il Coordinamento vitivinicolo di Legacoop Agroalimentare chiede da tempo di sospendere temporaneamente, insieme a un rafforzamento degli strumenti di liquidità per le imprese cooperative.

I mercati internazionali: primi segnali positivi dal Brasile

Sul fronte del commercio estero, pesano ancora le incognite legate ai dazi Usa sul vino europeo, che interessano un mercato da 4,88 miliardi di euro, pari al 28% del valore totale delle esportazioni vinicole dell'Unione europea. Un contesto reso ancora più complesso da tensioni geopolitiche, rincari energetici e costi dei trasporti in aumento. «Tuttavia sembra di vedere i primi riscontri positivi dal mercato brasiliano, uno spiraglio di luce in omento non facile», commenta Maretti.

I consumi che cambiano

 Il presidente segnala infine l'impatto dell'evoluzione dei consumi sui vini rossi a maggiore gradazione alcolica, un trend che sta spingendo le cantine cooperative a guardare con crescente attenzione ai vini dealcolati e parzialmente dealcolati, un segmento che a livello mondiale vale già oltre 2,4 miliardi di dollari e che, secondo le previsioni, arriverà a 3,3 miliardi entro il 2028.

Le richieste al Governo

 Su tutti questi fronti, Legacoop Agroalimentare chiede alle istituzioni interventi rapidi e coordinati: dall'attuazione tempestiva del recente "Pacchetto vino" concordato in sede europea, alla certezza sul futuro dell'Ocm vino nell'ambito della riforma della Pac post-2027, fino a misure straordinarie – come distillazione ed estirpazione – da tenere pronte per le situazioni di crisi più acute.

«Il vino italiano continua a essere un ambasciatore del nostro Paese nel mondo», conclude Maretti, «ma perché questo racconto resti vero anche negli anni a venire, servono scelte coerenti: sostenere chi negli anni ha investito in innovazione, tutelare il reddito dei viticoltori e affrontare con strumenti concreti gli effetti della crisi climatica. Legacoop Agroalimentare continuerà a portare queste istanze nei tavoli istituzionali, a fianco delle cantine cooperative di tutto il territorio nazionale».

.

Forse potrebbe interessarti anche...