13 Agosto 2026

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SentierElsa, scatta il divieto di balneazione: primo giorno parlano Francesco Cavalieri e Piero Pii

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SentierElsa, scatta il divieto di balneazione: primo giorno parlano Francesco Cavalieri e Piero Pii

COLLE DI VAL D'ELSA – Da oggi e fino al 30 ottobre è vietato fare il bagno e svolgere qualunque attività in acqua lungo il SentierElsa, il tratto del fiume Elsa tra il Ponte di San Marziale e il Ponte di Spugna, nel cuore del Parco fluviale dell'Elsa. Lo stabilisce l'ordinanza del Comune entrata in vigore stamattina: chi viola il divieto rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. Nella prima giornata di applicazione, un volontario ha accolto i visitatori all'ingresso del percorso spiegando le nuove regole: la maggioranza — in gran parte turisti stranieri — ha accettato senza problemi, mentre altri hanno preferito dirottare verso le Vene di Onci o le Caldane. Sul posto, a vigilare sul rispetto dell'ordinanza, due agenti della polizia municipale.

Cosa prevede l'ordinanza

Il provvedimento, valido fino al 30 ottobre 2026, è finalizzato alla tutela degli ecosistemi, degli habitat e della biodiversità acquatica di SentierElsa. Il divieto, come ricorda anche il post pubblicato dal Comune sui social, riguarda l'intero tratto del fiume compreso tra il Ponte di San Marziale e il Ponte di Spugna, all'interno dell'Area naturale protetta di interesse locale "Parco fluviale dell'Elsa". Oltre al bagno, restano vietate tutte le attività di rafting e navigazione con gommoni, canoe, kayak, SUP e qualsiasi altro tipo di natante, sia a scopo sportivo e ricreativo sia commerciale.

Il provvedimento colpisce esclusivamente le attività svolte in acqua: non comporta la chiusura del percorso pedonale del SentierElsa, che resterà regolarmente accessibile. La decisione dell'amministrazione nasce da valutazioni tecniche: il provvedimento nasce da esigenze di tutela ambientale emerse dai pareri del Comitato tecnico-scientifico del Parco e dagli approfondimenti condotti dall'Università degli Studi di Siena, che hanno certificato la fragilità dell'ecosistema fluviale sottoposto negli ultimi anni a una pressione turistica crescente. Chi non rispetta il divieto va incontro a una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro, come indicato anche dal Comune nella nota diffusa sui propri canali social.

La battaglia del consigliere Cavalieri

Il divieto arriva dopo mesi di pressioni dell'opposizione. Francesco Cavalieri, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, aveva chiesto da tempo un intervento drastico, collegando la richiesta ai tre annegamenti avvenuti nel fiume Elsa dal 2021 a oggi. Nella sua analisi, Cavalieri aveva evidenziato come le vittime fossero tutte persone di origine straniera, nordafricana o balcanica, un dato che a suo avviso imponeva scelte più incisive da parte dell'amministrazione. "Il primo intervento da mettere in atto è il divieto di balneazione lungo il SentierElsa, almeno nei punti più pericolosi", aveva dichiarato il consigliere, aggiungendo che la sola presenza di volontari lungo il percorso non poteva bastare a garantire la sicurezza dei bagnanti. Cavalieri aveva chiesto anche una campagna di informazione multilingue e percorsi educativi sui rischi del fiume rivolti in particolare a chi non conosce le correnti dell'Elsa.

Le parole del sindaco Piero Pii

Il primo cittadino ha inquadrato la misura come temporanea ma necessaria. "SentierElsa è un patrimonio naturale prezioso e fragile, che abbiamo il dovere di proteggere", ha dichiarato Pii, sottolineando che l'obiettivo dell'ordinanza non è impedire la fruizione del parco, ma renderla compatibile con la tutela dell'ambiente. Il Comune, in questa direzione, ha avviato con la Regione l'iter per trasformare l'area in un sito della Rete Natura 2000 e in Zona speciale di conservazione, un passaggio che potrebbe rafforzare ulteriormente i vincoli di protezione sull'area.

Il primo giorno di divieto: volontari, turisti e vigili

Stamattina, con l'entrata in vigore dell'ordinanza, il clima lungo il SentierElsa è apparso più disciplinato del previsto. All'ingresso del percorso un volontario ha spiegato il nuovo divieto ai visitatori in arrivo: la stragrande maggioranza, composta soprattutto da turisti stranieri, ha accettato la novità di buon grado, senza creare tensioni. Non tutti, però, hanno rinunciato al bagno: diversi visitatori, una volta informati del divieto, sono tornati sui propri passi per dirottare su altre mete della zona, in particolare le Vene di Onci, dove però è già attiva una zona a traffico limitato (Ztl), e le Caldane, area dove la Ztl potrebbe essere introdotta nelle prossime settimane.

Sul rispetto dell'ordinanza hanno vigilato due agenti della polizia municipale, presenti lungo il percorso per monitorare la situazione ed eventualmente sanzionare i trasgressori. Un dispositivo di controllo che si inserisce in un'attività più ampia già condotta nei giorni scorsi dal comando della polizia municipale insieme ai carabinieri: i controlli congiunti coordinati dal comandante della polizia municipale Nicola Magni, condotti insieme ai carabinieri, hanno portato nelle scorse settimane a 176 sanzioni stradali, 145 multe per sosta irregolare e 43 verbali per violazione della Ztl nell'area del parco fluviale, a testimonianza della pressione a cui il territorio è sottoposto nei mesi estivi.

Cosa cambia per chi cerca refrigerio nella zona

Con lo stop al bagno lungo il SentierElsa, l'attenzione dei visitatori si sposta inevitabilmente sulle altre due mete storiche della Val d'Elsa: le Vene di Onci, già regolamentate da una Ztl per contenere gli accessi automobilistici, e le Caldane, dove il Comune starebbe valutando l'introduzione di una analoga zona a traffico limitato nelle prossime settimane. Un possibile effetto "domino" che l'amministrazione dovrà monitorare, per evitare che la pressione turistica si limiti a spostarsi da un'area protetta all'altra senza una reale diminuzione dell'impatto complessivo sull'ecosistema del fiume.

Il divieto resterà in vigore fino al 30 ottobre 2026: nei prossimi mesi il Comune valuterà l'efficacia della misura, anche in vista dell'eventuale inserimento del Parco fluviale dell'Elsa nella Rete Natura 2000.

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