26 Agosto 2026

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Rai Scuola chiude sul digitale terrestre: scatta la protesta

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Rai Scuola chiude sul digitale terrestre: scatta la protesta

Dal primo ottobre il canale 57 del digitale terrestre cambierà volto. Rai Scuola è destinata a lasciare spazio a “Italiana”, un nuovo canale fortemente voluto dai vertici di Viale Mazzini per raccontare il Paese sotto una luce identitaria. Una trasformazione, però, che non accenna a spegnere le polemiche, infiammando lo scontro politico e mobilitando il mondo web.

La mossa ha fatto scattare la reazione immediata del Partito Democratico. Il deputato dem Stefano Graziano è il primo firmatario di un'interrogazione a risposta orale — sottoscritta dai colleghi Manzi, Ascani, Bakkali, Peluffo, Stumpo, Nicita e Verducci — rivolta ai ministri delle Imprese e del Made in Italy e dell'Istruzione e del Merito.

"Chiediamo al governo di intervenire con urgenza per scongiurare la chiusura di Rai Scuola e garantire la continuità del canale 57 del digitale terrestre", tuona Graziano. Secondo il parlamentare, cancellare un presidio che da oltre vent'anni garantisce informazione, divulgazione scientifica e supporto alla didattica rappresenterebbe una scelta "grave e incomprensibile".

Le ragioni della Rai e il progetto "Italiana"

La nascita del nuovo canale affonda le radici nella presentazione dei palinsesti illustrata dall'amministratore delegato Giampaolo Rossi. In quell'occasione, l'ad aveva delineato i contorni del progetto: "Nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna, capace di valorizzare un patrimonio unico e di renderlo fruibile in forma crossmediale".

Da Viale Mazzini, di fronte alle accuse di smantellamento, replicano con fermezza che non vi sarà alcuna cancellazione dell'offerta editoriale. Fonti aziendali precisano che la funzione educativa e divulgativa verrà preservata e valorizzata tramite una modernizzazione delle modalità di distribuzione, puntando con decisione su una presenza rafforzata su RaiPlay. Un’evoluzione che rientrerebbe in un più ampio progetto di rivisitazione dei canali specializzati, pensato per intercettare i nuovi linguaggi e le abitudini di consumo delle generazioni digitali.

L'accusa di "TeleMeloni" e la petizione online

Per le opposizioni, tuttavia, la riorganizzazione nasconde ben altri fini. L'operazione viene letta come l'ennesimo colpo di mano riconducibile alla linea editoriale della destra. Sandro Ruotolo, responsabile informazione nella segreteria nazionale del Pd, non ha usato mezzi termini nei giorni scorsi: “Mancava solo il canale sovranista per certificare fino in fondo lo scempio che questa destra ha compiuto ai danni del servizio pubblico”.

Nel frattempo, la difesa del canale storico si sposta anche sulla rete. Una petizione lanciata su Change.org per chiedere il salvataggio di Rai Scuola ha superato in pochi giorni quota diecimila firme, accompagnata da centinaia di commenti di cittadini e docenti che sottolineano il valore insostituibile della programmazione tradizionale per la didattica quotidiana.

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