Sono passati quasi due mesi da quella notte del 20 dicembre 2025, quando un boato squarciò il silenzio di via Prato a Staggia Senese. Un assalto con "spaccata" e tecnica della marmotta che ha sventrato il bancomat, bottino quasi 50mila euro, e devastato i locali dell’ufficio postale. Da allora, per i residenti della frazione di Poggibonsi, la saracinesca non si è più alzata.
Quello che doveva essere un periodo di chiusura tecnica temporanea per i rilievi e i restauri si è trasformato in un’odissea burocratica che pesa, come un macigno, soprattutto sulla fascia più fragile della popolazione: gli anziani.
Una frazione isolata dai servizi essenziali
Per i cittadini di Staggia, l’ufficio postale non è solo un luogo di transito, ma un presidio sociale fondamentale. Con la chiusura prolungata, anche le operazioni più semplici sono diventate un’impresa. Ritirare la pensione, pagare una bolletta o effettuare un bonifico richiede oggi uno spostamento verso il centro di Poggibonsi o Colle di Val d’Elsa. E con il ponte di Bellavista chiuso da quattro anni, il disagio è ancor maggiore.
«Per chi non ha la macchina o non può contare sui figli, andare alla posta è diventato impossibile», racconta un residente settantenne. «Prendere l’autobus, fare chilometri e file interminabili in altri uffici già sovraccarichi è un'umiliazione che non meritiamo».
Il nodo della riapertura
Nonostante le sollecitazioni dei cittadini e l'attenzione delle autorità locali, il cronoprogramma dei lavori di ripristino appare ancora incerto. Se nell’immediatezza dell’evento si ipotizzava una riapertura rapida, i danni strutturali causati dall’esplosivo sembrano aver complicato i piani. Tuttavia, il silenzio di Poste Italiane sulle tempistiche certe alimenta il malumore in una frazione che si sente sempre più "periferia abbandonata".
La sicurezza e il futuro
Oltre al disagio logistico, resta il tema della sicurezza. L'assalto di dicembre è stato solo l'ultimo di una serie di episodi che hanno colpito la zona, riaccendendo il dibattito sulla necessità di maggiori controlli e sistemi di videosorveglianza più efficaci. Ma oggi, la priorità assoluta per Staggia è riavere il suo ufficio. Senza, la frazione perde un pezzo di autonomia e dignità.
