Momenti di forte tensione all'alba di oggi presso la Casa Circondariale di Sollicciano. Intorno alle 7,20, un principio d’incendio è divampato all’interno di uno dei padiglioni della struttura detentiva di via Girolamo Tartaglione, dove si è sprigionata una densa coltre di fumo che ha rapidamente invaso i corridoi e le celle che ha reso l'aria irrespirabile.
L'intervento tempestivo dei soccorsi
L'allarme è scattato immediatamente con l'intevento un massiccio e il dispiegamento di forze dal comando di Firenze. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Firenze Ovest, della sede centrale e del distaccamento di San Casciano.
Per gestire l'emergenza e garantire il ricambio d'aria, i vigili del fuoco hanno impiegato tre squadre di terra, un’autoscala, un’autobotte e un carro aria, fondamentale per le operazioni in ambienti saturi di fumi tossici.
Soccorsi cella per cella: 26 persone tratte in salvo
Le operazioni di salvataggio si sono svolte in stretta collaborazione tra i vigili del fuoco e gli agenti della polizia penitenziaria. I soccorritori sono entrati nelle celle dotando i detenuti di speciali maschere collegate agli autoprotettori, permettendo loro di respirare nonostante il fumo denso durante l'evacuazione.
In totale, sono 26 le persone estratte dal padiglione e portate in una zona sicura all'interno del perimetro carcerario. Grazie alla rapidità dell'intervento, non si registrano al momento feriti gravi o intossicati critici.
Situazione sotto controllo
Le operazioni di soccorso si sono concluse dopo circa due ore con la completa messa in sicurezza dei locali e l’estrazione meccanica dei fumi residui. Restano da accertare le cause che hanno innescato la combustione: i tecnici dei vigili del fuoco e le autorità competenti stanno effettuando i rilievi nel padiglione interessato per chiarire la dinamica del rogo.
L'episodio riaccende inevitabilmente i riflettori sulle condizioni di sicurezza e sulla gestione delle emergenze all'interno della struttura fiorentina, spesso al centro del dibattito pubblico per le criticità strutturali.
Emergenza Sollicciano: il salvataggio "cella per cella" e l'atto d'accusa dei sindacati
L'incendio ha messo a dura prova la macchina dei soccorsi. Mentre i vigili del fuoco operavano con il carro aria per garantire ossigeno nel padiglione invaso dai fumi, la polizia penitenziaria ha dovuto gestire una delle situazioni più critiche per un penitenziario: l'evacuazione coordinata di 26 detenuti in un ambiente a visibilità ridotta.
Reazioni sindacali: "Eroi nel caos"
Le sigle sindacali della polizia penitenziaria hanno espresso un duro monito, sottolineando come solo il "sacrificio del personale" abbia evitato un bilancio drammatico.
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Il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria): Ha evidenziato come l'ennesimo evento critico a Sollicciano sia il sintomo di un'amministrazione centrale "inerte". "Non si può continuare a gestire l'ordinario come se fosse un'emergenza perenne", denunciano i delegati, ricordando che la mancanza di sistemi di apertura automatizzati costringe gli agenti a intervenire manualmente cella per cella sotto i fumi.
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Uilpa Polizia Penitenziaria: Il segretario ha definito la situazione "insostenibile", puntando il dito contro il sovraffollamento e la carenza di organico. "Gli agenti rischiano la vita ogni giorno in una struttura che definire fatiscente è ormai un eufemismo", è il commento alla notizia del salvataggio con le maschere d'ossigeno.
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Osapp: Ha lodato la "prontezza e lo spirito di abnegazione" dei poliziotti intervenuti, definendoli "eroi silenti" che hanno evitato che il principio di incendio si trasformasse in una strage.
I dettagli del soccorso: l'uso dell'autoprotettore
L'intervento è stato tecnicamente complesso. Per permettere l'evacuazione dei 26 ristretti, i vigili del fuoco hanno utilizzato maschere a sovrappressione collegate ai propri autoprotettori. Questo sistema ha creato una "bolla d'aria sicura" per ogni detenuto durante il tragitto dalla cella al piazzale esterno, prevenendo l'intossicazione da monossido di carbonio.
Le criticità strutturali sotto i riflettori
L'episodio odierno si inserisce in un quadro di forti tensioni. Recentemente, associazioni come Pantagruel e autorità locali avevano già denunciato incendi nei reparti di tutela della salute mentale e condizioni igienico-sanitarie precarie (mancanza d'acqua e infestazioni). La Procura di Firenze e il Ministero della Giustizia restano sotto pressione per un piano di ristrutturazione radicale della struttura di via Tartaglione.
