29 Giugno 2026

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Il Palio di Siena fra monte e Monte: mentre la città guarda i fantini, Roma studia l'uscita da Mps

Il Palio di Siena fra monte e Monte: mentre la città guarda i fantini, Roma studia l'uscita da Mps

di Geronimo Merollo

A Siena c'è un momento dell'anno in cui la parola "monte" non indica una collina e nemmeno la Banca (quella con la B maiuscola: il Monte dei Paschi). Indica il valzer dei fantini. O meglio, la "monta" che, dopo la Tratta di oggi (29 luglio) ogni Contrada in piazza farà per il Palio del 2 luglio. Il rincorrersi di voci e indiscrezioni che, visto da fuori, sembra quasi gli ultimi giorni del calcio mercato, caratterizza i “quattro giorni di Palio”.

Questi quattro giorni, di luglio più che di agosto (perché anche i potenti sono in ferie a Ferragosto), sono da sempre pericolosissimi per tutte le posizioni in bilico. Era tradizionalmente in questi giorni, nella Siena del groviglio armonioso, che i tagliatori di teste licenziavano in tronco dirigenti e manager, che Siena e Mens Sana (quando erano in A) vendevano i pezzi pregiati, che se c’era da fare qualche magheggio sulla banca si faceva senza colpo ferire. Perché? Direte voi. Perché a Siena in questi giorni c’è un unico interesse: il Palio. Del resto pazienza, se ne parlerà dopo, anche dopo il Palio d’agosto, perché nel mezzo si va in ferie (possibilmente a Castiglione o Follonica).

Da oggi si parla solo di monte, non di Monte. Chi monterà la Torre? E la grande rivale l’Oca? Dove finirà Gingillo che sembrava già sul Montone? E Bartoletti tornerà in Civetta? Chi farà il colpo dell'ultima ora? A Siena, da adesso, si parla solo di questo.

Ed è proprio in queste ore che nei salotti finanziari romani e milanesi si lavora alacremente non alle monte ma al Monte con la M maiuscola.

Secondo indiscrezioni, il Ministero dell'Economia starebbe valutando di vendere in un colpo solo il residuo 4,863% della propria partecipazione attraverso un Accelerated Book Building (Abb), una procedura lampo destinata agli investitori istituzionali. Il Mef, ufficialmente, smentisce che l'operazione sia imminente. Ma le indiscrezioni continuano a rincorrersi e diverse fonti finanziarie confermano che l'Abb resta una delle opzioni tecniche sul tavolo.

La coincidenza temporale è pericolosissima: mentre Siena discute le monte, a Roma qualcuno potrebbe decidere la sorte del Monte.

Anche perché l'Accelerated Book Building è, in fondo, una corsa contro il tempo. Il meccanismo è semplice: dopo la chiusura della Borsa, gli advisor raccolgono in poche ore gli ordini di grandi investitori istituzionali, costruiscono il "libro" delle richieste e fissano il prezzo. Entro la mattina successiva il collocamento è normalmente concluso. Nessuna offerta al pubblico, nessun lungo road show: velocità, riservatezza e ridotta esposizione alla volatilità dei mercati. È la stessa tecnica utilizzata dal Tesoro per le precedenti dismissioni delle quote Mps nel 2023 e nel 2024.

È una strada percorribile anche stavolta? Sì, tecnicamente lo è. Anzi, probabilmente è la soluzione più lineare per una quota ormai limitata come il 4,863%. Proprio perché il pacchetto è relativamente piccolo rispetto ai precedenti collocamenti, un ABB consentirebbe al Tesoro di uscire rapidamente dal capitale senza dover affrontare un'operazione più complessa. Resta naturalmente una decisione politica oltre che finanziaria, e non manca chi osserva come il tempismo possa avere riflessi nel più ampio riassetto del sistema bancario italiano.

Siena potrebbe vivere un curioso doppio Palio: quello vero e quello della finanza, dove qualcuno potrebbe decidere di “smontare” definitivamente il Monte.