12 Giugno 2026

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Festival Piazze d’Armi a Poggibonsi: al Cassero arriva "Veglia"

Festival Piazze d’Armi a Poggibonsi: al Cassero arriva "Veglia"

Martedì 16 giugno il Festival Piazze d’Armi e di Città di Poggibonsi propone, dopo il successo riscosso dallo spettacolo Avanzi di Balera, un altro appuntamento di Atuttomondo, con “Veglia”, che si terrà alle ore 21 al Cassero della Fortezza.

Come nelle serate “a veglia”, tramandate dai racconti di nonni e bisnonni, in occasione dei venti anni di attività, Menoventi ha elaborato una serata che punta sul piacere dello stare insieme, sul gioco, sulla condivisione di pensieri e passioni che hanno segnato la poetica del gruppo teatrale.

 

Lo spettacolo di Consuelo Battiston, che lo interpreta con Gianni Farina, vede la partecipazione di un ospite musicale diverso per ogni città. A Poggibonsi si esibirà il musicista toscano Lorenzo Meazzini, in arte Muni. 

La scultura è di Oscar Dominguez, la consulenza sonora di Mirto Baliani.

Oggi poco praticata, la veglia era una serata trascorsa in compagnia, spesso intorno al focolare, un ritrovo in cui si raccontavano delle storie, si scambiavano pensieri, qualche volta anche occasione per giocare e ballare, oltre ad ascoltare un po’ di musica insieme.

La veglia però è anche la condizione dello stare svegli, è sinonimo di attenzione, una condizione che invita a non abbassare la guardia.

 

L’ironia filosofica dei racconti che verranno condivisi con il pubblico offre alcuni spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo. Il riferimento narrativo principale è “Le cercle des menteurs” di Jean-Claude Carrière, che dispensa fin dal titolo un suggerimento per una possibile disposizione dello spazio: uno o più cerchi di sedie attorno a un fuoco rigorosamente bugiardo, finto, led.

I racconti verranno intrecciati a indovinelli, sfide e scommesse, per non perdere il contatto con il tempo del presente. La veglia non ha bisogno di uno spazio codificato, basta un po’ di raccoglimento per aprirsi a un altro mondo: dal circolo intimo di sedie in un cortile alla visione frontale di un teatro. La sonorizzazione può emergere da una semplice playlist oppure da musicisti live.

L’opera di Carrière interroga il lettore su temi da sempre al centro dell’interesse di Menoventi: la percezione della realtà, la menzogna, la definizione dell’io, il libero arbitrio, il controllo, il rapporto con il potere, lo scherzo e la sorpresa, l’ironia come veicolo per riflettere sulle questioni più amare.

L’edizione italiana curata da Garzanti, “Il circolo dei contastorie. Storie, storielle e leggende filosofiche del mondo intero”, difficilmente reperibile, è uscita nel 1998.

“Nel corso dei suoi viaggi in tutti i continenti, scegliendo il meglio dalle sue sterminate letture, attingendo alle tradizioni dei popoli del mondo intero, Jean-Claude Carrière ha collezionato una incredibile quantità di storie - si legge in quarta di copertina -. Le più belle e affascinanti sono raccolte in questo Circolo dei contastorie: storielle ebraiche ed enigmi zen, illuminazioni sufi e apologhi indiani, leggende africane e fiabe irlandesi… A volte sono divertenti, a volte sono serissime, in genere sono l’una e l’altra cosa insieme. Spesso appaiono ambigue e inquietanti. Anche perché ci assomigliano, e rendono omaggio a una delle più antiche e importanti attività umane: raccontare, per capire sé stessi e il mondo.

Raccogliendo e ordinando queste storie preziose Carrière ha compilato un vero e proprio manuale di filosofia in forma narrativa: un cammino verso la saggezza sorprendente e piacevole. Perché queste storie che hanno attraversato il tempo per giungere fino a noi si occupano delle grandi domande che da sempre impegnano l’uomo: raccontano la vita e la morte, la giustizia e la logica, la follia e il sogno, il riso e il potere… E alla fine ci trasmettono la verità più segreta: quella che conoscono solo i grandi bugiardi”.