29 Giugno 2026

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Us Poggibonsi al bivio: tra debiti e incertezze il club rischia il collasso nell'anno del centenario

Us Poggibonsi al bivio: tra debiti e incertezze il club rischia il collasso nell'anno del centenario

POGGIBONSI – Il tempo stringe e le scadenze burocratiche non aspettano. Per l'Unione Sportiva Poggibonsi la partita più difficile e decisiva dell'anno si gioca lontano dal rettangolo verde dello Stefano Lotti, nei corridoi della politica locale e negli uffici dei commercialisti. Sul tavolo c'è la sopravvivenza stessa di una storia centenaria, minacciata da una crisi societaria entrata in un pericoloso cono d’ombra proprio mentre il club deve metabolizzare il verdetto del campo: la retrocessione dalla Serie D al campionato regionale di Eccellenza.

A quanto appreso, oggi (lunedì 29 giugno) si sarebbe dovuto tenere un incontro per cercare di definire il futuro della società giallorossa, incontro che sembra essere stato rimandato a domani, martedì.

Il paradosso dei numeri: un passivo da categoria superiore

La fotografia contabile della società restituisce una situazione complessa ed estremamente delicata, resa ancora più grave dal declassamento sportivo. La massa debitoria complessiva accumulata, a quanto dicono le voci che girano in città e speriamo la società smentisca o quanto meno indichi la cifra esatta per mettere a tacere il chiacchiericcio, avrebbe raggiunto la quota critica di 650mila euro. Un passivo enorme per la Serie D, ma che rischia di diventare un macigno tombale in Eccellenza, dove i ricavi da sponsorizzazioni, diritti e botteghino sono ridotti al lumicino.

A rendere ancora più stringente l'emergenza si aggiunge il fronte interno allo spogliatoio: ai calciatori e allo staff della passata stagione mancano infatti due mensilità arretrate. Un nodo, quest'ultimo, tutt'altro che secondario. Oggi, come da tradizione, scadono i contratti con i giocatori, e ci si aspetta almeno quanche mossa. Perché anche a livello regionale, per formalizzare l'iscrizione, la società deve blindarsi dal rischio di vertenze economiche presso l'Associazione Italiana Calciatori (Aic), che comporterebbero il blocco del mercato o, nello scenario peggiore, la non ammissione al campionato.

Le trattative arenate: crolla l'appeal commerciale

Nelle ultime settimane le speranze del tifo giallorosso si erano divise su due binari paralleli. Oggi, complice anche la perdita della vetrina della Serie D, entrambi i fronti sembrano bloccati in un preoccupante "grande freddo".

La trattativa con Paola Coia vive una fase di stallo profondo. L’ex presidente del Tuttocuoio aveva manifestato l'interesse a rilevare il club, ponendo tuttavia condizioni precise legate alla ristrutturazione del debito: la disponibilità era quella di accollarsi circa la metà del passivo, lasciando la restante quota a carico dell'attuale proprietà. Con la squadra in Eccellenza, l'accordo economico è diventato ancora più difficile da far quadrare.

Parallelamente, si sono perse le tracce della cordata di imprenditori locali che, caldeggiata anche dalle istituzioni cittadine, avrebbe dovuto costituire un pool di forze del territorio valdelsano per rilevare le quote. Da giorni non si hanno notizie concrete, alimentando il timore di un progressivo e definitivo disimpegno da parte delle forze produttive della zona. C'è da dire che le numeri che circolano sul debito sono comunque importanti tanto da far desistere eventuali acquirenti non propensi ad accolarsi cifre così alte e nei quali potrebbe essere entrata l'idea di far ripartire i giallorossi soltanto dopo un eventuale fallimento.

La clessidra del Comitato Regionale: le date e i costi

Se dal punto di vista burocratico la retrocessione in Eccellenza ha parzialmente allungato i tempi rispetto ai rigidi parametri della Serie D, la situazione resta d'emergenza. Il passaggio sotto la giurisdizione del Comitato Regionale Toscana (Crt) della Figc sposta la scadenza per le iscrizioni alla metà di luglio.

Anche i costi vivi dell'iscrizione sono più contenuti: la tassa d'iscrizione regionale si aggira intorno ai 4.000-5.000 euro e la fideiussione richiesta scende a soli 3mila euro (contro i 31mila richiesti a Roma). Questo alleggerimento formale, tuttavia, non risolve il problema strutturale: senza capitali freschi per garantire il piano di rientro dei 650mila euro di debiti e il saldo dei rimborsi ai giocatori, la domanda di iscrizione non potrà comunque essere garantita.

Gli scenari possibili: dall'accordo in extremis al baratro dell'Anno Zero

Con le scadenze di metà luglio ormai alle porte, il futuro dei Leoni si riduce a tre possibili percorsi.

Il primo scenario, il più auspicato, è un accordo in extremis entro i prossimi dieci giorni, con la riapertura del tavolo con Paola Coia o un colpo di coda della cordata locale. Questo permetterebbe di salvare il titolo sportivo, saldare i tesserati e programmare un campionato di Eccellenza d'avanguardia per tentare l'immediato rilancio.

Il secondo scenario prevede la continuità interna sacrificata: l'attuale dirigenza, pur senza un socio forte, potrebbe tentare di farsi carico delle spese minime di iscrizione per non far morire il titolo sportivo. Questa strada, tuttavia, preannuncerebbe una stagione di totale sofferenza, un budget ridotto all'osso e il costante spettro di penalizzazioni in classifica durante l'anno a causa dei debiti pendenti.

Il terzo scenario è il più drammatico: la mancata iscrizione e il default. Se nessuno coprirà le pendenze e i costi entro i termini regionali, l'Us Poggibonsi andrà incontro all'esclusione dai campionati e allo svincolo d'ufficio dei calciatori. In questo caso, per la città non ci sarebbe nemmeno la scialuppa di salvataggio dell'Eccellenza: una eventuale nuova società ("fenice") sarebbe costretta a chiedere l'ammissione in Prima o Seconda Categoria, sprofondando nel calcio provinciale e dilettantistico minore.

L'amministrazione comunale continua a monitorare la situazione nel ruolo di arbitro e facilitatore istituzionale, ma il verdetto finale spetta ai numeri. Poggibonsi aspetta di sapere se i suoi Leoni riusciranno a difendere almeno la categoria regionale o se la città dovrà rassegnarsi a ripartire da zero.