12 Marzo 2026

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Il filo della tradizione unisce le generazioni: alle Marmocchi di Poggibonsi si impara l’arte del cesto

Il filo della tradizione unisce le generazioni: alle Marmocchi di Poggibonsi si impara l’arte del cesto

Esiste un filo invisibile, ma robustissimo, che lega le mani di un ragazzino di oggi a quelle di un artigiano di ieri. Quel filo ha preso le forme flessibili del midollino tra i banchi della scuola media Marmocchi dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi. In un’epoca dominata dal digitale, le classi si sono trasformate in una bottega rinascimentale per un giorno e hanno ospitato un’attività di cesteria che ha saputo incantare studenti e docenti.

Il maestro e l’apprendista: una staffetta lunga 83 anni

Protagonista dell’incontro è stato Ferdinando Strambi, 83 anni, orgoglio di Certaldo. Una vita passata come ciabattino, Ferdinando ha saputo custodire un tesoro appreso dal padre quando era piccolo: l’arte di intrecciare i cesti con i materiali che la terra toscana offre. Accanto a lui, a testimoniare che l’artigianato non ha età, il ventottenne Benjamin Bartalesi, falegname e fabbro, che da dieci anni segue Ferdinando come un moderno apprendista, folgorato dalla stessa passione.

L’energia di Strambi ha contagiato immediatamente i ragazzi. Non è stata solo una lezione tecnica, ma un’immersione in un’atmosfera di altri tempi. Mentre le mani dei giovani alunni iniziavano a dare forma al loro primo manufatto, l’aula si è riempita di domande sugli attrezzi, sui nomi dei legni e sulla reperibilità delle materie prime nel territorio valdelsano.

Un confronto tra tre generazioni

Il laboratorio è diventato presto un ponte temporale. Ferdinando ha snocciolato aneddoti di tradizioni locali che rischiano di svanire, ma che hanno trovato terreno fertile nei racconti degli studenti, che hanno riportato in classe le storie ascoltate dai propri nonni. «Si è creato un legame indissoluto. Un momento in cui il tempo si è fermato per lasciare spazio alla condivisione pura», spiegano le insegnanti Laura Barbucci e Marina Cesani.

La manualità come terapia: il modello Bicocca

L’entusiasmo dei ragazzi di Poggibonsi non è un caso isolato, ma si inserisce in una tendenza pedagogica e scientifica sempre più marcata. Solo pochi giorni fa, l’Università di Milano-Bicocca ha fatto notizia introducendo laboratori di uncinetto e maglia per gli studenti universitari. Il motivo sta nel fatto che la manualità e i movimenti ripetitivi dell'intreccio agiscono come un potente antistress, migliorano l’umore e favoriscono un’empatia profonda tra i partecipanti.

Vedere un oggetto prendere vita dal nulla ha regalato agli alunni dell’Ic1 una soddisfazione che nessun device può offrire. La concentrazione richiesta dal midollino ha trasformato la giornata scolastica in un’atmosfera rilassata e collaborativa, dove l’aiuto reciproco è diventato naturale.

Il futuro: laboratori estivi in arrivo

L’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi conferma così la sua vocazione nel valorizzare le tradizioni locali come strumento educativo moderno. L'esperienza del cestaio è solo l'inizio: la scuola ha già annunciato la progettazione di nuovi laboratori estivi dedicati alla manualità e all'artigianato, per continuare a coltivare quel benessere psicofisico che passa attraverso il "saper fare".

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