31 Luglio 2026

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Addio Capitano, si è spento Franco Baresi. Il Milan: “Storia rossonera in lacrime”

Addio Capitano, si è spento Franco Baresi. Il Milan: “Storia rossonera in lacrime”

MILANO – «La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura». È il testo della nota diffusa dalla società rossonera Ac Milan. Franco Baresi aveva 66 anni.

Il leggendario libero rossonero combatteva da tempo con problemi di salute, dopo essere stato sottoposto nel 2025 a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo polmonare. La sua ultima apparizione pubblica risaliva al febbraio scorso quando, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, aveva sfilato sul prato del ‘Giuseppe Meazza’ portando la fiaccola olimpica fianco a fianco con lo storico rivale e compagno d’azzurro Beppe Bergomi.

Dalle giovanili fino ai vertici del calcio mondiale, la sua carriera si è svolta nel segno di un’incrollabile fedeltà alla maglia rossonera, anche nei momenti tristi della serie B, di cui erediterà la fascia da capitano a 22 anni.

GLI ESORDI A TRAVAGLIATO E L’ARRIVO AL MILAN

Cresciuto nell’Unione Sportiva Oratorio di Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi affronta giovanissimo la perdita di entrambi i genitori all’età di 14 anni. Scartato dai provini dell’Inter a causa di una corporatura ritenuta troppo esile, viene notato dal dirigente Italo Galbiati, che ne intuisce le doti tecniche e ne promuove l’ingresso nel settore giovanile del Milan nel 1974. Lì riceve il soprannome di ‘Piscinin, destinato ad accompagnarlo nei primi anni di carriera.

L’esordio in prima squadra arriva il 23 aprile 1978 sotto la guida di Nils Liedholm. L’anno successivo conquista da titolare lo scudetto della stella, trovando l’immediata stima di Gianni Rivera, che ne intuisce le qualità di guida sul campo. A soli ventidue anni gli viene affidata la fascia di capitano.

LE DIFFICOLTÀ, IL MONDIALE DEL 1982 E LA SVOLTA CON BERLUSCONI

Il percorso di Baresi non è privo di momenti complessi. Negli anni successivi affronta la doppia retrocessione del Milan in Serie B, intervallata da un grave problema di salute che lo tiene lontano dai campi per oltre tre mesi per una sospetta malattia del sangue. Nonostante le difficoltà societarie e le offerte di altri club, sceglie di rimanere legato alla società milanese.

Nel 1982 fa parte della spedizione azzurra guidata da Enzo Bearzot che vince il Mondiale in Spagna, ricoprendo il ruolo di alternativa a Gaetano Scirea. La svolta definitiva per la sua carriera di club arriva nel 1986 con l’acquisizione del Milan da parte di Silvio Berlusconi e l’arrivo in panchina di Arrigo Sacchi l’anno seguente.

I TRIONFI INTERNAZIONALI E LA FINALE DI PASADENA

Sotto la guida di Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi diventa il perno di una linea difensiva moderna e il punto di riferimento di una squadra capace di dominare in Italia e all’estero. Nel suo palmarès figurano sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e tre Supercoppe europee.

Parallelamente si afferma come colonna della Nazionale. Nel Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, dopo un infortunio al menisco subito nella fase a gironi, riesce a rientrare a tempo di record disputando da protagonista la finale contro il Brasile, persa poi ai calci di rigore.

L’ADDIO AL CAMPO E LA MAGLIA NUMERO 6 RITIRATA

Baresi conclude la carriera agonistica nel giugno del 1997, dopo aver collezionato oltre settecento presenze ufficiali con la maglia del Milan. In suo onore, la società decide di ritirare la maglia numero 6, primo caso nella storia del club rossonero.

Chiuso il capitolo da calciatore, ricopre diversi incarichi dirigenziali all’interno della società, occupandosi del settore giovanile e assumendo la carica di vicepresidente d’onore, salvo una breve parentesi nel 2002 come direttore tecnico del Fulham.

LA FIGC PIANGE LA SCOMPARSA DI BARESI, MALAGÒ: «UNA LEGGENDA»

Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, il direttore tecnico e presidente del Club Italia Claudio Ranieri e il ct Roberto Mancini piangono la scomparsa di Franco Baresi, tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi morto oggi all’età di 66 anni. Candidato per sette volte al Pallone d’oro, piazzatosi secondo nel 1989 alle spalle di Marco van Basten, l’ex difensore del Milan e della Nazionale occupa il 33° posto nella classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo stilata dall’Iffhs. Dal 2013 è anche nella ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’.

Bandiera del Milan, la squadra in cui ha militato per venti stagioni vincendo sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane, ha indossato per tredici anni la maglia della Nazionale, di cui è stato anche capitano laureandosi campione del Mondo nel 1982 in Spagna. Con gli Azzurri ha partecipato a tre Mondiali (1982, 1990 e 1994) e due Campionati Europei (1980 e 1988), collezionando 81 presenze e un gol.

«Il calcio italiano perde una delle sue leggende– dichiara il presidente federale Giovanni Malagò- un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra. Una scelta romantica, che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della Nazionale, quella Nazionale per la quale ha sempre dimostrato un attaccamento eccezionale diventandone uno dei simboli più gloriosi».

LEGA SERIE A: «BARESI UNO DEI PIÙ GRANDI DIFENSORI DELLA STORIA»

«Ci ha lasciati Franco Baresi all’età di 66 anni. Storica bandiera del Milan, uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio mondiale, ha disputato la sua intera carriera in maglia rossonera, con la quale è stato identificato come il Capitano. Col Milan ha vinto 6 scudetti, 3 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Supercoppe europee, 4 Supercoppe italiane, diventando simbolo indiscusso prima del Milan di Sacchi e poi di quello di Capello.

Di notevole prestigio anche i suoi trascorsi in Nazionale, essendo parte del gruppo Campione del Mondo del 1982 e poi delle belle Nazionali di Vicini, sfiorando anche il successo a Usa 94 con Sacchi. In poche parole, un calciatore che ha interpretato il ruolo del libero come pochi, diventando modello per intere generazioni. Tutta la Lega Serie A si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi ed esprime le più sentite condoglianze alla sua famiglia». Così la Lega calcio in una nota.

«Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro»: la lettera di addio di Paolo Maldini al suo Capitano

«Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano?»: inizia così la lettera di addio di Paolo Maldini a Franco Baresi, colui che gli passò al braccio la fascia di capitano. E non solo. I due hanno giocato oltre 450 partite e per 13 anni insieme con la maglia rossonera, condividendo anche gli anni d’oro del club:  cinque campionati e tre Champions vinte. fianco a fianco.

«MI HAI PROTETTO QUANDO ERO UN BAMBINO…»

«Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader- prosegue il ricordo dell’erede affidato a un post su Ig - Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti». E ancora: «Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato- sono le parole commosse dell’ex difensore- il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare». Quindi il pensiero va ai familiari e infine: «Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre». Promesso, da capitano a capitano.

fonte. Agenzia Dire