Sabato scorso i Cantori del Maggio della Montagnola Senese hanno onorato la vita della femminista colligiana, protagonista del libro di Anna Capitani “L’amore ai tempi del Pci”
di Simona Pacini
C’è una storia d’amore, vissuta ai tempi del PCI, che richiama alla memoria quella ben più nota tra Nilde Iotti e Palmiro Togliatti.
Una storia che andava contro alla moralità dell’epoca ma che l’amore ha tenuto in piedi, nonostante tutto.
La vera protagonista del libro di Anna Capitani, “L’amore ai tempi del Pci”, oggi ha quasi 99 anni.
Si chiama Fosca Massai e vive a Colle Val d’Elsa. Probabilmente sulla sua vita si potrebbe scrivere ben più di un libro, grazie all’impegno che ha sempre portato avanti militando nell’Udi, per l’emancipazione e la conquista dei diritti delle donne.
Quello che ha fatto l’Udi di Colle, l’Unione Donne Italiane, l’associazione femminista costituita subito dopo la Liberazione dell’Italia dal regime nazifascista, è ormai entrato nella storia. L’accoglienza ai bambini di Cassino, la scuola materna, solo per citare alcuni esempi.
Fosca Massai ha fatto parte di tutto questo e oggi, alla vigilia dei cento anni di vita, parla di ciò che ha vissuto con ironia e lucidità.
Fosca femminista colligiana
A Colle nessuno si dimentica di Fosca, che continua a ricevere le visite delle amiche, le donne dell’Udi, “capitanate” da Anna Capitani, con Graziana Barbato, Patrizia Bogi e tante altre.
Ma quello che è successo pochi giorni fa a Colle, in via Diaz sotto alle finestre della casa dove vive Fosca, è una storia che quasi supera tutte le altre.
Era il 24 maggio, sabato, quando sono scesi in città i Cantori del Maggio della Montagnola Senese, un gruppo che fa rivivere l’antica tradizione rurale dei riti di auspicio per un buon raccolto.
La prima tappa dei Cantori è stata proprio via Diaz. La “fanciulla” destinataria della serenata era proprio Fosca che, affacciatasi al balcone, ha seguito i canti a lei dedicati con gioia, gratitudine e tanta emozione.
Fosca ha ringraziato gli amici del Maggio e le amiche che le avevano fatto visita.
“Mi sento ancora capace di fare tante cose - ha detto - e mi interesso agli avvenimenti del mondo con partecipazione e determinazione, come ho fatto per tutta la mia lunga vita di donna”.
Gli applausi e i ringraziamenti hanno accompagnato l’esibizione musicale del gruppo che si allontanava, mentre al balcone restava una donna orgogliosa dello spirito combattivo che l’ha sempre accompagnata. Lo stesso con cui difese la sua grande storia d'amore contro i pregiudizi e il moralismo dilagante negli anni della sua gioventù.

