Gaza sommersa dai rifiuti e dai ratti: la crisi sanitaria invisibile che minaccia la popolazione
Nella Striscia di Gaza, accanto alle distruzioni della guerra, si sta consumando una seconda emergenza, più silenziosa ma altrettanto devastante: quella sanitaria e ambientale. Tra montagne di macerie, fogne distrutte e cumuli di immondizia che si estendono per interi isolati, la proliferazione incontrollata di ratti e topi ha trasformato la vita quotidiana della popolazione in una lotta continua contro infezioni, contaminazioni e paura.
Secondo le autorità sanitarie locali e i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei primi mesi del 2026 sono stati registrati circa 17.000 casi di infezioni correlate a roditori ed ectoparassiti. La situazione è aggravata dal collasso quasi totale delle infrastrutture igienico-sanitarie: reti fognarie distrutte, impossibilità di raccogliere i rifiuti, scarsità di acqua pulita e mancanza di pesticidi e materiali per la derattizzazione.
Nel mercato di Firas, nella città di Gaza, i rifiuti hanno raggiunto l’altezza di quattro piani. Interi quartieri vivono circondati da acque reflue stagnanti e discariche improvvisate. In queste condizioni, i roditori trovano un ambiente ideale per riprodursi. “I ratti si moltiplicano a un ritmo impossibile da controllare”, ha dichiarato Husni Muhanna, portavoce del comune di Gaza, descrivendo una situazione senza precedenti.
Per migliaia di famiglie sfollate, il problema non è soltanto ambientale, ma direttamente fisico e psicologico. Abeer Murad, madre di due bambini costretta a vivere in una tenda nel centro della Striscia dopo aver perso la propria casa, racconta di dover dormire con i figli stretti tra le braccia per proteggerli dai morsi dei roditori. I topi riescono ad aprire contenitori di plastica, contaminano il cibo e si infilano tra i vestiti durante la notte. Sua figlia di otto anni vive ormai in uno stato costante di paura.
Le testimonianze raccolte nei campi profughi descrivono bambini morsi alle dita delle mani e dei piedi mentre dormono. I medici parlano di un aumento significativo delle ferite da morso, soprattutto tra anziani e minori. In un contesto sanitario già devastato dai bombardamenti e dalla scarsità di farmaci, anche una lesione apparentemente piccola può trasformarsi in un’infezione grave.
I rischi biologici associati alla proliferazione dei roditori sono enormi. Le ricerche accademiche condotte negli ultimi anni sui ratti urbani dimostrano che questi animali costituiscono uno dei principali serbatoi di zoonosi, cioè malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. Tra le più pericolose vi è la leptospirosi, infezione batterica provocata dal contatto con urine o escrementi contaminati. I sintomi iniziali possono sembrare quelli di una normale influenza — febbre, dolori muscolari, stanchezza — ma nei casi più gravi la malattia può provocare insufficienza renale, danni epatici, emorragie polmonari e meningite.
I medici di Gaza temono soprattutto la diffusione silenziosa di queste infezioni tra una popolazione già debilitata dalla fame, dalla malnutrizione e dalla carenza di cure. I pazienti diabetici rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili. Molti di loro soffrono di neuropatie che riducono la sensibilità agli arti inferiori: un morso di ratto può passare inosservato, infettarsi rapidamente e degenerare fino a richiedere amputazioni.
Accanto ai roditori proliferano anche pulci, zecche e pidocchi. Nei centri medici sostenuti da Medici Senza Frontiere, il personale sanitario segnala un aumento di ectoparassitosi e malattie dermatologiche raramente osservate prima della guerra. Le cure sarebbero relativamente semplici, igiene, pomate, antibiotici, ma a Gaza persino sapone e medicinali di base sono diventati beni scarsi. I pazienti vengono curati e poi costretti a tornare nelle stesse tende contaminate dove hanno contratto l’infezione.
La crisi sanitaria si intreccia così con una tragedia umana fatta di perdita continua. A Khan Yunis, nel sud della Striscia, la ventenne Amani Abu Salma aveva trascorso mesi a raccogliere vestiti e oggetti per il proprio matrimonio dopo aver perso tutto in un bombardamento. Pochi giorni prima delle nozze ha scoperto che il corredo custodito nella sua tenda era stato completamente rosicchiato da ratti e topi. “La sera prima ero seduta con le mie amiche a guardare i miei vestiti”, ha raccontato. “La mattina dopo era tutto distrutto”.
Le autorità locali tentano interventi d’emergenza limitati: pulizia di alcune discariche improvvisate, trattamento delle acque reflue e campagne sporadiche di derattizzazione. Ma senza carburante, mezzi pesanti, sistemi fognari funzionanti e accesso regolare ai pesticidi, il controllo dell’infestazione appare quasi impossibile.
Le Nazioni Unite chiedono da mesi l’ingresso di macchinari per rimuovere macerie e rifiuti, sotto i quali si ritiene siano ancora sepolti migliaia di corpi. Nel frattempo, il degrado ambientale continua a produrre nuove condizioni favorevoli alla diffusione di epidemie. Gli esperti di salute pubblica avvertono che la combinazione di sovraffollamento, contaminazione dell’acqua, malnutrizione e presenza massiccia di roditori potrebbe favorire la comparsa di ulteriori focolai infettivi nei prossimi mesi.
A Gaza, oggi, i ratti non rappresentano soltanto un simbolo del degrado. Sono diventati una conseguenza biologica diretta del collasso urbano e sanitario, una minaccia quotidiana che entra nelle tende, contamina il cibo, morde i bambini e trasforma la sopravvivenza in una condizione sempre più fragile.
Di notte, nelle tende improvvisate di Gaza, molte famiglie non dormono più. Restano sveglie a turno per controllare il pavimento, ascoltare i rumori tra le lamiere, verificare che i bambini non vengano morsi mentre dormono. In numerosi campi profughi della Striscia, i ratti entrano nelle tende, scavano sotto i materassi, rosicchiano il cibo e attaccano soprattutto le estremità dei più piccoli: dita delle mani e dei piedi. Le organizzazioni umanitarie parlano ormai apertamente di una crisi epidemiologica in pieno sviluppo. (Save the Children International)
Secondo Save the Children, circa due terzi dei bambini presenti nei siti di sfollamento sono oggi esposti a infestazioni di roditori, insetti e parassiti. Oltre l’80% dei più di 1.600 insediamenti monitorati dalle Nazioni Unite ha segnalato la presenza costante di ratti o infestanti. (Save the Children International)
Le testimonianze raccolte sul campo descrivono scene estreme. Khalil Al-Mashharawi, padre di un bambino di tre anni, ha raccontato che il figlio è stato morso alle dita e ai piedi durante il sonno. Pochi giorni dopo, anche lui è stato attaccato. La famiglia vive tra le rovine della propria abitazione distrutta nel quartiere di Tuffah, nel nord di Gaza. Da allora, marito e moglie dormono a turni per sorvegliare i figli durante la notte. “Attaccano mentre dormiamo”, ha raccontato. (Reuters)
L’infestazione è il risultato diretto del collasso sanitario e urbano della Striscia. Le reti fognarie sono distrutte, migliaia di tonnellate di rifiuti si accumulano vicino ai campi, l’acqua contaminata scorre tra le tende e i sistemi di raccolta dei rifiuti sono praticamente inesistenti. Le alte temperature primaverili ed estive accelerano ulteriormente la riproduzione dei roditori. A Gaza si stima l’accumulo di circa 350.000 metri cubi di rifiuti solidi e oltre 61 milioni di tonnellate di macerie. (El País)
Dal punto di vista epidemiologico, la situazione viene considerata estremamente pericolosa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato nel 2026 circa 17.000 casi legati a infezioni provocate da roditori ed ectoparassiti. (El País)
I medici locali avvertono che la leptospirosi rappresenta una delle minacce più gravi. Si tratta di un’infezione batterica trasmessa tramite urine e feci di ratto oppure attraverso morsi diretti. In ambienti sovraffollati, privi di acqua pulita e caratterizzati da malnutrizione diffusa, la malattia può propagarsi rapidamente. I sintomi iniziali, febbre alta, dolori muscolari, spossatezza, nausea, vengono spesso confusi con altre infezioni virali. Se non trattata, però, la leptospirosi può provocare insufficienza renale, danni epatici, emorragie polmonari e infiammazioni cerebrali potenzialmente mortali. (El País)
I rischi aumentano nei pazienti già debilitati dalla guerra e dalla fame. I diabetici con neuropatie periferiche possono non accorgersi dei morsi subiti durante il sonno. Le ferite si infettano rapidamente e, in assenza di antibiotici adeguati, possono evolvere in necrosi e amputazioni. I bambini malnutriti risultano particolarmente vulnerabili alle infezioni sistemiche e alle complicanze respiratorie. (El País)
La crisi non riguarda soltanto i ratti. Le stesse condizioni ambientali favoriscono la diffusione di pulci, pidocchi, zecche e acari. Medici e operatori umanitari riferiscono un aumento massiccio di scabbia, dermatiti parassitarie, infezioni cutanee e diarree epidemiche. Nei rifugi sovraffollati si registrano anche focolai di varicella, epatite virale e infezioni respiratorie acute. (Save the Children International)
Secondo i dati epidemiologici raccolti negli ultimi mesi dalle agenzie ONU e dall’OMS, la Striscia di Gaza sta vivendo una delle più gravi crisi sanitarie moderne in un contesto di guerra urbana. In precedenza erano già stati documentati centinaia di migliaia di casi di malattie infettive legate al collasso dell’igiene pubblica: diarree acute, infezioni respiratorie, scabbia, impetigine e gastroenteriti causate da acqua contaminata. I bambini costituiscono la fascia più colpita.
La proliferazione dei roditori rappresenta oggi il simbolo biologico del collasso di Gaza: un ecosistema urbano devastato in cui rifiuti, fogne aperte, fame e sovraffollamento stanno creando le condizioni ideali per epidemie sempre più difficili da contenere. Gli operatori umanitari avvertono che, senza un ripristino minimo delle infrastrutture igienico-sanitarie e senza l’ingresso regolare di pesticidi, medicinali e mezzi per la raccolta dei rifiuti, l’estate potrebbe trasformare l’attuale emergenza in una catastrofe epidemiologica su larga scala. (Save the Children International)
