25 Luglio 2026

Icona Meteo 24 °C Pioggia leggera

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. A accusamus cumque excepturi illum iste magni minus quaerat rerum tenetur voluptatibus!

Empoli, intitolato il parco delle Collinette alla memoria di Emanuela Loi

Empoli, intitolato il parco delle Collinette alla memoria di Emanuela Loi

 Si è tenuta questa mattina, sabato 25 luglio, l’intitolazione del parco pubblico delle Collinette nella frazione di Santa Maria, a Empoli, alla memoria, al coraggio e al sacrificio di Emanuela Loi. Allo svelamento del cartello in suo nome, sulle note dell’Inno di Mameli, erano presenti il sindaco del Comune di EmpoliAlessio Mantellassi, il Questore della Provincia di FirenzeFausto Lamparelli, la vice Prefetto aggiunta Maria Trimboli, le più alte cariche delle Forze dell’Ordine, l'assessora alla LegalitàValentina Torrini, l'ex consigliere comunale Federico Pavese, la Polizia Locale, tante associazioni cittadine, tra gli altri una rappresentanza dell’associazione nazionale Polizia Penitenziaria (ANPPE) con il Gonfalone della città di Firenze, le Pubbliche Assistenze Riunite Empoli, i sindacati, rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale di Empoli e la comunità, sensibile e attenta.

Un momento solenne, profondo, forte, pieno di emozioni, commozione e riflessione.

 

Domenica 19 luglio 2026 è ricorso l’anniversario di una delle pagine più buie della storia della nostra Repubblica. Emanuela Loi, è stata una delle prime donne poliziotto italiane a far parte di una scorta e prima donna della Polizia di Stato italiana a cadere vittima per mano della mafia, nella strage di via D'Amelio all’altezza del numero civico 19 a Palermo nell'attentato al magistrato Paolo Borsellino da parte di Cosa Nostra: il 19 luglio 1992.

IL BUIO 

 Era una calda domenica il 19 luglio del 1992 quando, alle 16.58, un boato riecheggiò in una Palermo semi deserta: a distanza di 57 giorni dalla strage di Capaci, la mafia era tornata ad uccidere. Lo aveva fatto imbottendo di esplosivo un’auto posizionata sotto la casa in cui vivevano la madre e la sorella del giudice Borsellino. La deflagrazione travolse lui e i cinque poliziotti che lo proteggevano: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico agente sopravvissuto fu Antonino Vullo.

Emanuela Loi aveva 24 anni. Medaglia d’Oro al valor civile, coraggiosa testimone di fedeltà allo Stato, Emanuela Loi resta e resterà un simbolo nella lotta contro la mafia.

Prima di entrare nel servizio scorte, viveva con la sua famiglia a Sestu (Cagliari). Voleva fare la maestra Emanuela, per questo aveva scelto gli studi magistrali. Si diplomò ma decise di cambiare strada. Entrò nella Polizia di Stato nel 1989 e frequentò il 119º corso alla Scuola Allievi Agenti di Trieste. Poi, arrivò quell’incarico tanto atteso.

 

“Oggi aggiungiamo un capitolo alle storie significative che sono legate alla nostra Toponomastica – ha dichiarato il sindaco del Comune di EmpoliAlessio Mantellassi in apertura della cerimonia di intitolazione -. Abbiamo riconosciuto il merito dell'iniziativa all'opposizione, proposta che venne approvata con voto unanime, a dimostrazione che ci sono temi su cui si può trovare piena condivisione, l'unità delle istituzioni che va oltre le divisioni politiche e partitiche.

Emanuela Loi per età poteva essere un mio genitore ma il tempo si è fermato a quel 19 luglio 1992. Siamo di fronte a un polo scolastico ma nelle scuole diamo importanza alle storie della seconda guerra mondiale e fatichiamo a arrivare alla storia contemporanea degli anni '90 e a adeguare la programmazione scolastica. Per comprendere che la lotta alla mafia fa parte della storia di questo paese.  C'è tanto sangue sparso da parte di vittime innocenti e tanta storia positiva di quello Stato che non si arrende”.

 

“Nella storia di Loi  - ha proseguito il sindaco - c'è un senso civico profondo, un senso di comunità che va oltre il fatto storico e il fatto di cronaca. Dobbiamo avere il senso di appartenenza e di gratitudine verso chi ha servito il suo Paese e continua a farlo oggi, anche nell'attività ordinaria per la legalità e per la difesa delle istituzioni. C'è il senso di riconoscenza oggi e domani per chi combatte per la forza della democrazia e delle leggi, tutti i giorni nel silenzio, senza riflettori puntati. Non si rende pienamente merito di questo silente e importante lavoro. Di chi tutti i giorni con grande difficoltà opera nelle strade e nelle scorte. Dobbiamo voler bene a chi fa questo lavoro anche, sperando, non diventino martiri. Anche nella nostra città. Questo ce lo richiede la consapevolezza del ricordo di Emanuela Loi, che questa guerra contro la criminalità organizzata chiede”.

 

LE DICHIARAZIONI

 

Alle parole del primo cittadino si sono aggiunte quelle dell’assessora alla Legalità del Comune di EmpoliValentina Torrini: “Noi oggi abbiamo svelato una targa, intitolato a Emanuela Loi il nostro giardino, ricordato il suo coraggio e la sua dedizione assoluta per lo Stato. Un gesto bellissimo, simbolico, ma sarebbe un errore fermarsi a questo. Per fortuna non lo abbiamo mai fatto. Da anni il nostro comune promuove un festival, 'Battiti, difendiamo la legalità', che ha l'obiettivo di far vivere la legalità tra le persone, di coinvolgere istituzioni, scuole e cittadinanza, di tenere vivo il ricordo di Borsellino, di Falcone, di Loi, di tramandare un significato, accompagnare o far sorgere domande. Per me fare antimafia è soprattutto questo: lavorare sulla consapevolezza collettiva, prendere consapevolezza di cosa sono le mafie, di come lavorano e dotarsi di maggiori strumenti di libertà per il futuro. Di questo, soprattutto di questo, credo che Emanuela Loi oggi ci ringrazierebbe.

Il ricordo di Emanuela Loi, che è stata la prima ed unica donna a morire in servizio scorta nella lotta alla mafia e di cui non rimase praticamente nulla, deve trasformarsi in impegno quotidiano contro le mafie”.

 

In chiusura l’ex consigliere comunale Federico Pavese ha affermato: “Un giardino intitolato a Emanuela Loi a Empoli è una decisione importante. Scegliere di dedicarle uno spazio verde come questo è significativo: un luogo di socialità, di vita che passa e si rinnova. Ringrazio l’allora consiglio comunale 2019-2024 per l’unanimità con la quale fu approvata questa mia proposta per una memoria storica condivisa nel rifiuto di tutte le violenze mafiose passate. Emanuela, prima donna della Polizia di Stato a cadere in un vile attentato mafioso, medaglia d’oro al valor civile merita davvero un riconoscimento pubblico anche a Empoli”.