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Poggibonsi, la riflessione di Giuseppe Cangialosi: «Ripartire dal centro storico, servono parcheggi liberi e nuove attività»

Poggibonsi, la riflessione di Giuseppe Cangialosi: «Ripartire dal centro storico, servono parcheggi liberi e nuove attività»
Giuseppe Cangialosi

La riqualificazione del centro storico di Poggibonsi passa dal rilancio del commercio, da una maggiore attenzione ai residenti e da nuove politiche per favorire la presenza delle persone in città. È questa la riflessione di Giuseppe Cangialosi, che non abita a Poggibonsi realtà che però ha sempre frequentato, e che affida a www.nelquotidiano.news il proprio punto di vista sul futuro del cuore cittadino, proponendo un cambio di prospettiva: prima di pensare alle grandi opere, occorre ricostruire le basi della comunità.

Tutto nasce dopo che Cangialosi ha letto il nostro articolo Progetto Ri-generazioni in movimento: 14 idee d'impresa per rianimare il centro storico di Poggibonsi. Secondo Cangialosi, il centro storico di Poggibonsi ha vissuto negli anni una trasformazione profonda. Una realtà che in passato rappresentava un punto di riferimento per famiglie, giovani e lavoratori e che oggi deve affrontare la difficoltà della crisi economica e della progressiva chiusura di molte attività commerciali.

La proposta avanzata è quella di ripartire dalla quotidianità dei cittadini, favorendo il ritorno delle persone nel centro urbano attraverso scelte capaci di incentivare la socialità e la presenza commerciale.

Di seguito la riflessione integrale.

La riflessione di Giuseppe Cangialosi

Vorrei rivedere Poggibonsi come nel 2006. Via Maestra era una grande via, piena di attività e facevi le corse per aggiudicarti un fondo commerciale. Era un luogo dove gli amici, le famiglie e i ragazzi si ritrovavano dopo la scuola o il lavoro.

A causa della crisi economica che ha interessato il territorio molti negozi sono stati chiusi. Poi scelte a mio avviso sbagliate che sono state fatte hanno penalizzato il centro, tipo i parcheggi a pagamento.

Pensiamo solo che una famiglia residente voglia fare una passeggiata in paese per andare a prendere un gelato, un caffè o semplicemente fare una passeggiata: deve andare anche a pagare un parcheggio.

Poggibonsi è stata fondata sempre una piccola metropoli, il secondo comune della provincia di Siena per abitanti e, sempre secondo il mio punto di vista, il primo comune della provincia per industrie e attività generali.

Il core business di Poggibonsi non credo che sia il turismo e non possiamo prendere spunto per esempio da San Gimignano che campa principalmente sui turisti, parcheggi e ristorazione.

Noi bisogna invertire questa tendenza. Come? Dando al paese un primo segnale di vicinanza.

Esempio: il 90% delle strisce dovranno essere bianche e il 10% con strisce blu. L’obiettivo è ripopolare le attività del centro.

Se le persone tornano in centro le attività commerciali potranno rinascere e avranno un maggiore numero di ingressi e, di conseguenza, il punto di pareggio del conto economico sarà non solo sotto controllo ma molto più basso, con il risultato del rilancio di quello che era il grande territorio di Poggibonsi.

In sintesi:

  • più vicinanza da parte dell’ente Comune;
  • più nuove attività commerciali;
  • più entrate nelle casse comunali;
  • più crescita occupazionale;
  • più aumento di residenti sul territorio poggibonsese;
  • più attrazione di investimenti rivolti da un pubblico residente e non;
  • più crescita di nascite;

Da qui uguale tutti felici.

È un po' come se si vuol pensare a ricostruire una casa. Non bisogna pensare a rifare il tetto, ma ripartire rafforzando le fondamenta”.

Il dibattito sul centro storico

La riflessione apre nuovamente il confronto sul futuro del centro storico di Poggibonsi, sul rapporto tra commercio e vivibilità urbana e sulle strategie necessarie per riportare cittadini e attività economiche nel cuore della città.

Il tema dei parcheggi, del sostegno alle imprese e della capacità di attrarre nuovi investimenti resta centrale nel dibattito sulla rigenerazione urbana. La sfida, come sottolinea Cangialosi, è quella di costruire un modello capace di guardare non solo agli interventi strutturali, ma soprattutto alla quotidianità di chi vive e anima il territorio.