Bellavista, il Comitato Indipendente all'attacco: «Ponte sulla Cassia fermo da 5 anni e serve un medico di base»
A dieci giorni dalle dimissioni da presidente del Consiglio di Frazione, Roberto Bocchieri torna a farsi sentire, questa volta nelle vesti di portavoce del neonato Comitato Indipendente Bellavista. Con una Pec inviata alla Provincia di Siena e una mail alla Asl Sud Est Toscana, il Comitato denuncia due emergenze della frazione poggibonsese: i lavori del ponte sulla Cassia, ancora fermi dopo cinque anni di chiusura e nuovi annunci puntualmente disattesi, e l'assenza totale di un medico di base per i circa duemila abitanti di Bellavista.
Non si è fatto attendere il primo affondo del Comitato Indipendente Bellavista, l'associazione nata a inizio luglio dalle dimissioni di Roberto Bocchieri dalla presidenza del Consiglio di Frazione — di cui il nostro giornale aveva dato per primo notizia. A distanza di pochi giorni dal lancio della raccolta firme tra gli esercizi commerciali della frazione, Bocchieri ha scritto formalmente a due enti pubblici, sollevando questioni che definisce ormai «annose» e trascinate da anni senza soluzione.
Il nodo del ponte sulla Cassia
Il primo dossier riguarda la Provincia di Siena, destinataria di una Pec in cui il Comitato torna sulla vicenda del ponte sulla Cassia, chiuso ormai da cinque anni. Bocchieri ricorda che l'ultimo annuncio di imminente cantierizzazione risale all'assemblea pubblica del 18 giugno scorso, quando i lavori sembravano ormai a un passo dal partire. A un mese di distanza, però, la lettera denuncia l'assenza di «eventi concreti», in linea — sottolinea il Comitato — con una lunga serie di promesse precedenti rimaste senza seguito.
Il testo richiama anche il clima che si respira tra i residenti, descritto come un misto di rassegnazione e ironia amara, quest'ultima incarnata dalla pagina Facebook satirica "Quando c'era i'ponte di Bellavista", nata proprio per commentare i ritardi dell'opera. Il Comitato non esclude, se la situazione non dovesse sbloccarsi, iniziative pubbliche di protesta, definite comunque «civili ed equilibrate ma incisive».
Alla questione del ponte si lega, secondo Bocchieri, anche il tema della sicurezza sul tratto della Cassia verso Poggibonsi, percorso da pedoni in assenza di marciapiedi e illuminazione adeguata, complice anche un servizio di trasporto pubblico locale reso più fragile proprio dalla chiusura del ponte. Il Comitato torna a sollecitare la realizzazione di due attraversamenti pedonali in corrispondenza delle fermate del bus, richiesti da circa un anno e più volte annunciati, ma mai realizzati.
La carenza di medici di base
Il secondo fronte riguarda la sanità territoriale. In una mail indirizzata a Laura Tattini direttrice della Società della Salute Alta Val d’Elsa, Bocchieri rilancia una richiesta già discussa in passato: l'assegnazione di un medico di base per Bellavista, frazione di circa 2mila abitanti che, a differenza della vicina Staggia Senese — che ne conta due — non dispone di alcun medico di famiglia.
Pur riconoscendo le difficoltà nel reperire professionisti disponibili, anche tra i più giovani, il Comitato propone che un'indicazione politica chiara, condivisa con la Società della Salute, possa tradursi in incentivi mirati per colmare la carenza. Sul fronte logistico, Bocchieri indica una possibile soluzione per l'ambulatorio: gli spazi della ex sede della farmacia in Corso Italia n. 8, di proprietà comunale, previa intesa con la Farmacia Fabbrini.
Un impegno che continua fuori dalle istituzioni
Le due lettere confermano la linea tracciata da Bocchieri al momento delle dimissioni: lasciare l'esperienza dei Consigli di Frazione, giudicata da tempo poco incisiva, per proseguire la battaglia sui temi di Bellavista attraverso un canale indipendente e più diretto. Resta ora da vedere se Provincia e Asl Tse risponderanno alle sollecitazioni del Comitato, che si dice pronto a tornare alla carica in assenza di riscontri concreti.
