Il dovere della memoria e il diritto al futuro: premiati gli studenti del Roncalli di Poggibonsi
Si è tenuta oggi 15 aprile la cerimonia di premiazione che ha visto protagonisti i giovani studenti della scuola Secondaria di Primo grado di Piancastagnaio e della classe 3 Ari dell'Istituto Roncalli di Poggibonsi. Una mattinata intensa, dedicata al valore della testimonianza e alla riflessione profonda su ciò che la guerra sottrae all’umanità, in particolare ai più piccoli. Il concorso è stato bandito dall'Associazione Nazionale vittime civili di guerra.
I ricordi di ieri e il dramma di oggi
Gli studenti di Piancastagnaio hanno intrapreso un viaggio a ritroso nel tempo. Particolarmente toccante è stata l'intervista realizzata da un'alunna alla propria nonna, custode di frammenti di vita vissuta durante il secondo conflitto mondiale. Un dialogo tra generazioni che ha permesso di trasformare la storia dei libri in memoria viva, fatta di volti, paure e speranze quotidiane.
Spostandoci al presente, la classe 3 Ari del Roncalli, coordinata nel progetto da Silvia Cortigiano, docente di Lettere, e accompagnata dall'insegnante Monica Schiavone, ha presentato un’opera audiovisiva di forte impatto emotivo dal titolo "Infanzia Sospesa".
"Infanzia Sospesa": il video che dà voce ai bambini senza tempo
Il video realizzato dai ragazzi di Poggibonsi è un "racconto poetico" crudo e necessario. Attraverso immagini che contrappongono la spensieratezza di un gioco alla desolazione delle macerie, gli studenti hanno analizzato la realtà dei bambini che vivono nelle zone calde del pianeta: dallo Yemen all'Etiopia, dal Myanmar fino alla Cisgiordania e all'Ucraina.
"Perché i bambini non sono numeri... sono la vita"
È questo il messaggio che chiude il filmato, sottolineato dalle note malinconiche del violino suonato dall'artista poggibonsese Valeria Esposito. I ragazzi hanno saputo raccontare come la guerra non sia solo un evento politico, ma una forza brutale che ferma la crescita, mutila i sogni e "sospende" il diritto fondamentale di essere bambini.
La testimonianza di Aldo Ieraldi: un monito per le nuove generazioni
Il momento culminante della cerimonia è stato l’incontro con il signor Aldo Ieraldi. Gli studenti hanno avuto l'onore di intervistarlo, rimanendo profondamente colpiti dalla sua testimonianza. Ieraldi, con voce ferma ma carica di emozione, ha condiviso il proprio vissuto legato ai conflitti, diventando un ponte tra il passato e la sensibilità dei ragazzi.
La sua presenza ha ricordato a tutti che la pace non è una condizione scontata, ma un impegno quotidiano che richiede consapevolezza. Al termine dell'evento, a ogni studente è stato conferito un attestato di merito, riconoscimento non solo per l'impegno scolastico, ma per la maturità dimostrata nell'affrontare temi così complessi e dolorosi.
L'improvvisazione che incanta: il teatro di Gaia Del Vecchio e Francesco Burroni
A rendere la cerimonia del 15 aprile ancora più coinvolgente è stato il contributo artistico del gruppo teatrale composto da Gaia Del Vecchio e Francesco Burroni. I due artisti hanno saputo trasformare il palco in uno spazio di creatività pura, portando in scena l’antica e affascinante arte dell’improvvisazione teatrale.
Burroni, maestro riconosciuto dell’ottava rima e dell'improvvisazione, insieme a Del Vecchio, ha saputo interagire con la platea di studenti e autorità, tessendo rime estemporanee e sketch che hanno saputo alternare momenti di leggerezza a spunti di riflessione profonda. La loro performance non è stata solo un intermezzo ludico, ma una vera e propria lezione di "pronto intervento culturale", dimostrando come la parola e il ritmo possano diventare strumenti potenti per interpretare il presente e connettersi con il pubblico.
Il duo ha saputo omaggiare i temi della giornata — la memoria e l'impegno civile — con la maestria di chi sa che il teatro, anche quando nasce sul momento, è uno dei linguaggi più autentici per toccare le corde dell'anima.
L’iniziativa conferma ancora una volta quanto la scuola possa essere il luogo privilegiato per formare cittadini consapevoli, capaci di guardare al passato per non ripetere gli errori nel futuro.
