Colle di Val d’Elsa, al via i lavori sulla Traversa Maremmana. Bezzini (Pd): “Fondi della Regione Toscana, dal Governo zero risposte”
“L’avvio dei lavori per la riqualificazione della pavimentazione della Strada provinciale 541, la cosiddetta ‘Traversa Maremmana’, da parte della Provincia di Siena rappresenta un passo in avanti importante. Si tratta di un nodo strategico per la viabilità della Valdelsa, reso possibile grazie a un importante contributo regionale di 1,7 milioni di euro, approvato in Consiglio regionale nell’ultima variazione di bilancio della precedente legislatura dalla maggioranza di centrosinistra, con il voto contrario di tutte le forze di destra. Dietro a questo risultato c’è stato un lavoro significativo delle amministrazioni locali che si sono susseguite, sia della Provincia di Siena che del Comune di Colle di Val d’Elsa, e un confronto che ho seguito come rappresentante del territorio con tutti gli interlocutori coinvolti”.
È quanto dichiara Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale in merito all’avvio dei lavori sulla SP 541 a Colle di Val d’Elsa.
“Credo vada sottolineato l’impegno della Regione Toscana e del Presidente Eugenio Giani a sostegno delle infrastrutture della provincia di Siena, come avvenuto anche con il contributo straordinario da 13 milioni di euro per il Ponte Nove Luci – continua Bezzini - Parliamo di una componente infrastrutturale che sta rischiando un progressivo deterioramento e che, per questo, avrebbe bisogno di ulteriori risorse da parte dello Stato. Paghiamo invece gli effetti di politiche sbagliate che negli anni hanno indebolito il ruolo delle Province, lasciando problemi rilevanti. Servirebbe maggiore serietà da parte del Governo, perché viabilità e infrastrutture provinciali incidono concretamente sulla vita quotidiana delle persone e sulla competitività dei territori. Invece, a livello nazionale, si continua a privilegiare scelte assurde come quella del Ponte sullo Stretto, arrivando, come è accaduto lo scorso anno, persino a sottrarre risorse destinate alle strade provinciali, per poi tornare indietro dopo le proteste degli enti locali supportati dai territori. Sarebbe invece necessario destinare quegli investimenti a infrastrutture realmente utili ai cittadini e alle comunità”.
