Aperta fino a gennaio 2027 la mostra che riporta nel Chianti opere fiorentine del ‘300 e ‘400. Obiettivo: farle restare qui
E’ aperta la mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”. Così opere del tre e quattrocento fiorentino sono tornate a casa, nel Chianti, a Castellina, nel loro contesto d’origine. E qui rimarranno fino a gennaio prossimo 2027 dopo un lungo periodo, ben 25 anni, rimaste invece nei depositi, lontane da occhi che le potevano ammirare. Ora sono visibili a tutti, con i loro colori, i loro paesaggi, le loro storie. Per il dopo mostra si sta già lavorando. Obiettivo, la stabilizzazione a Castellina. Per un motivo semplice e lungimirante: fare in modo che queste opere tornino ad essere patrimonio della comunità per sempre.
“E’ un momento storico perché la sala del consiglio comunale, l’agorà, viene arredata con tre opere straordinarie, opere rinascimentali, Bicci di Lorenzo, Cosimo Rosselli, Pietro Gerini. Opere che per sicurezza sono state spostate. Il sindaco ha avuto la capacità di restaurarle e portarle qui – ha fatto notare il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – Tutto questo è importantissimo perché la bellezza si esprime in molte forme ed espressioni. Quindi nel Chianti Gallo Nero che vive i 310 anni dal bando di Cosimo Terzo, che per primo firmò la protezione del “bacco del Chianti”, ecco la bellezza dell’arte. Il Chianti è stato protagonista del Rinascimento che ha rappresentato una avanguardia mondiale. Qui ne abbiamo una espressione. A questo percorso portato a compimento va il plauso della Regione Toscana. Questa sala, vedendo questi quadri, è sicuramente una delle più belle della Toscana”.
“Sono davvero molto onorato e il mio grazie va davvero a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questa serata – ha detto il sindaco di Castellina in Chianti Giuseppe Stiaccini - Le opere danno anche valore alla Sala Consiliare che diventa così un qualcosa di davvero unico nel territorio. Rimarranno qui, in sala consiliare, perché gli abitanti di Castellina lo vogliono. Il Chianti è una perla artistica, culturale, ambientale. Noi vogliamo recuperare un senso di identità culturale che ci fa sentire sempre più comunità e la nostra capacità di riconoscerci”.
Tutto parla di storia e del rapporto tra Firenze e Siena qui. C’è una tempera su tavola del XV secolo, La Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo, esponente di una delle principali botteghe familiari fiorentine, originariamente presso la Pieve di Sant’Agnese (che risale al 1000) e poi rimasta per 25 anni nei depositi della Pinacoteca di Siena. Stesso destino per l’altra tempera su tela quattrocentesca, ovvero La Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli che originariamente trovava posto nella Chiesa di San Giorgio in Piazza, edificio di origine romanica consacrato nel 1084, situato nella frazione La Piazza del comune di Castellina. Rosselli è stato allievo dal maggio 1453 all'ottobre 1456
La mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo” si può visitare presso il Museo Archeologico di Castellina in Chianti, in Piazza del Comune, fino al 10 gennaio 2027, tutti i giorni, dalle 10 alle 18. Tutte le info sono sul sito www.museoarcheologicochianti.
L’esposizione arriva dopo cinque mesi di restauro, molto attento, grazie al lavoro e alla cura della restauratrice Monica Mancini, e allo studio condotto dalle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. I dipinti avevano uno strato di sporco ed erano interessati in alcuni punti da attacchi di tarli. Ciascuna tavola aveva poi necessità specifiche. La Crocifissione di Niccolò di Pietro Gerini da Gaiole in Chianti ha avuto bisogno in particolare di un consolidamento delle componenti lignee della cornice. Sulla Madonna col Bambino e santi di Bicci di Lorenzo sono stati fermati i sollevamenti di colore. Su due opere è stato necessario anche rimuovere uno strato di vernice ossidata da interventi passati per ridare una migliore visibilità ai delicati colori della superficie pittorica”.
La mostra è organizzata e promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo. E’ patrocinata da Regione Toscana e Provincia di Siena, con la collaborazione di Fondazione Musei Senesi. E’ curata da Nicoletta Matteuzzi, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Siena, e Marco Firmati, direttore del Museo Archeologico del Chianti di Castellina. A rendere possibile l’organizzazione ci sono la Soprintendenza, gli studiosi il cui lavoro scientifico sarà pubblicato nel catalogo, la gestione del Museo Archeologico del Chianti, le Diocesi proprietarie delle opere, ovvero la Diocesi di Fiesole e l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino, i Musei Nazionali di Siena, i finanziatori privati che hanno contribuito attraverso l’Artbonus.



