L’arte ritrovata: i diari della baronessa Camerini svelano il legame con Tito Chelazzi
Un ponte teso tra l’Ottocento e la contemporaneità, costruito su pagine ingiallite scritte in quattro lingue. È la storia di Maria Fortunata Scola Camerini (1864–1937), baronessa, scultrice del Risorgimento e talentuosa pittrice, i cui diari ritrovati vent’anni fa restituiscono oggi una verità storica e artistica inedita: il suo legame formativo con il maestro sancascianese Tito Chelazzi.
Il Tesoro dei Diari
Annotati con cura maniacale sin dall'età di dodici anni, i quaderni della baronessa non sono solo un registro di vita familiare e mondana. Tra le righe in italiano, francese, inglese e tedesco, emerge la figura di Chelazzi, l’artista che frequentava le residenze dei Camerini per educare la giovane all'arte floreale. Un rapporto maestro-allieva che influenzò profondamente la tecnica della nobile, capace di esporre tre busti in bronzo alla Biennale di Venezia del 1899.
L’evento al Museo Giuliano Ghelli
Domani, domenica 1 marzo, il Museo Giuliano Ghelli ospiterà il finissage della mostra "Con l’occhio del botanico", curata da Michele Amedei. Sarà un’occasione eccezionale: grazie alla pronipote Daniela Patella Scola, che ha curato la valorizzazione dei diari, il pubblico potrà ammirare opere inedite della baronessa e del suo maestro sancascianese.
Alle 10,30, la stessa Patella Scola condurrà una conferenza dedicata alla riscoperta di questo legame. In esposizione anche le riproduzioni delle vetrate di Chelazzi che ancora oggi adornano un nobile palazzo di San Pietroburgo, a testimonianza della fama internazionale del pittore toscano.
Un’eredità che parla
"Le opere di Maria Camerini, finora mute, oggi parlano attraverso una narrazione dettagliata", ha dichiarato Daniela Patella Scola. La valorizzazione di Tito Chelazzi promossa dal Comune di San Casciano ha agito da catalizzatore, spingendo gli eredi della baronessa a condividere un patrimonio di centodieci sculture e innumerevoli disegni.
Presenti alla chiusura della mostra anche il sindaco Roberto Ciappi e l'assessora Sara Albiani, a suggello di un percorso culturale che ha saputo gettare nuova luce sulla committenza russa e sul ruolo delle allieve nell’arte dell’Ottocento.
