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Infiltrazioni mafiose in Toscana: confiscati nel senese villa e terreni per 600mila euro legati alla ’Ndrangheta

Infiltrazioni mafiose in Toscana: confiscati nel senese villa e terreni per 600mila euro legati alla ’Ndrangheta

SIENA – Infiltrazioni mafiose in Toscana: confiscati nel senese villa e terreni per 600mila euro legati alla ’ndrangheta. Il blitz della Guardia di Finanza colpisce i beni di un prestanome contiguo alla cosca reggina "Tegano-De Stefano".

Nuovo duro colpo al patrimonio della criminalità organizzata radicato in Toscana. I militari del Gico della Guardia di Finanza di Firenze, in stretta sinergia con i colleghi di Reggio Calabria e con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico), hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino, su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (Dda). Nel mirino delle fiamme gialle sono finiti una villa, un'autorimessa e oltre 900 metri quadri di terreni situati in provincia di Siena, per un valore complessivo stimato in circa 600mila euro.

I beni, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sono formalmente intestati a un prestanome ritenuto contiguo alla potente cosca della ’ndrangheta "Tegano-De Stefano".

Le indagini e la "pericolosità sociale"

Il provvedimento arriva al termine di un'articolata e complessa indagine economico-patrimoniale. Gli elementi raccolti dai finanzieri hanno permesso di tracciare un quadro chiaro davanti al Tribunale della Prevenzione di Reggio Calabria, configurando a carico del soggetto proposto indizi di pericolosità sociale cosiddetta "qualificata".

La decisione dei giudici giunge a conferma della solidità dell'impianto accusatorio iniziale, resistendo ai ricorsi presentati dalla difesa e dai cosiddetti "terzi interessati". Di fatto, l'atto convalida l'efficacia dei sequestri preventivi che erano già scattati nell'aprile del 2025 su disposizione dello stesso Tribunale calabrese.

Nota di garanzia: È fondamentale specificare che il procedimento non ha ancora assunto carattere di definitività. La persona destinataria della misura patrimoniale potrà continuare a far valere le proprie ragioni e la propria difesa nei successivi gradi di giudizio previsti dal Codice Antimafia.

L'operazione odierna ribadisce la massima attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura nel monitorare i flussi finanziari e i passaggi di proprietà sospetti in Toscana, una regione storicamente considerata appetibile dalle consorterie criminali per il riciclaggio di capitali illeciti.