Valdarno, scacco al narcotraffico: la Gdf arresta un pusher e un latitante
Un chilo di marijuana pronto per lo spaccio e un latitante internazionale che per nove anni è riuscito a beffare i controlli alle frontiere cambiando identità. È il bilancio dell’ultima operazione di controllo del territorio condotta dai militari della Guardia di Finanza di San Giovanni Valdarno, che ha portato all’arresto di due uomini tra i comuni di Cavriglia e il capoluogo valdarnese.
Il primo colpo è stato messo a segno a Cavriglia, dove le Fiamme Gialle hanno intercettato un sessantenne italiano già noto alle forze dell’ordine. Durante il controllo della sua vettura, i finanzieri hanno scoperto una busta voluminosa contenente 1,065 chilogrammi di marijuana adagiata sul pavimento dell'auto. La successiva perquisizione domiciliare ha svelato un piccolo laboratorio della droga: in un capanno adiacente all'abitazione, l'uomo aveva allestito un impianto di coltivazione indoor completo di lampade e materiale per il confezionamento, dove crescevano altre 11 piantine di cannabis. Per lui sono scattati gli arresti domiciliari.
Ancora più clamoroso il secondo arresto, avvenuto durante un posto di blocco a San Giovanni Valdarno. I militari hanno fermato un’auto con a bordo due cittadini albanesi. Se il passeggero era già schedato per reati di droga, è stato l’atteggiamento del conducente a insospettire i finanzieri. L’uomo ha esibito documenti che sembravano regolari, ma i rilievi fotodattiloscopici hanno rivelato la sua vera identità: si trattava di un quarantenne latitante dal 2015, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo per traffico di stupefacenti emesso dal Tribunale di Firenze.
Per quasi un decennio, l’uomo era riuscito a muoversi indisturbato tra l’Italia e l’Albania grazie a un escamotage burocratico: aveva legalmente acquisito il cognome della moglie nel proprio paese d'origine, risultando così "pulito" ai controlli di routine. La sua fuga è terminata con il trasferimento nel carcere di Arezzo, dove dovrà scontare una pena residua di 2 anni e 7 mesi.
L’attività, coordinata dal colonnello Walter Mazzei e autorizzata dalla Procura della Repubblica di Arezzo, conferma la pressione costante delle autorità sul territorio per il contrasto ai traffici illeciti.
