Poggibonsi, faida tra famiglie degenera in violenza: coltellate, una sparatoria e l'assedio. Il blitz dei carabinieri evita il peggio
POGGIBONSI – Una violenta faida familiare, esplosa nella notte e culminata in un assedio armato, ha rischiato di trasformarsi in tragedia a Poggibonsi. Solo il tempestivo e rischioso intervento dei carabinieri della Compagnia locale ha evitato il peggio, interrompendo una rapida escalation di sangue tra due fazioni rivali. L'operazione, condotta in coordinamento con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, si è conclusa con vaste perquisizioni a tappeto e il deferimento in stato di libertà di sette persone.
La scintilla e la violenta aggressione
La tensione, secondo quanto ricostruito dai militari, covava da tempo ma è degenerata nella notte del 16 luglio, a seguito della recente scarcerazione di un giovane del posto, già noto alle forze dell'ordine per reati legati agli stupefacenti. Il ragazzo, supportato da due complici, ha aggredito a colpi di lama il parente di un rivale, ferendolo gravemente alla testa.
La reazione della fazione opposta non si è fatta attendere: un vero e proprio agguato punitivo sotto l'abitazione del giovane scarcerato, colpito violentemente con una mazza da baseball e bottiglie infrante. Uno scontro brutale che ha registrato feriti da ambedue le parti.
Dall'assedio agli spari: ore di puro terrore
La faida ha rapidamente contagiato l'interezza dei due nuclei familiari, trascinando nella spirale di violenza anche le donne delle due fazioni, protagoniste di pesanti minacce reciproche. La situazione è definitivamente precipitata quando il gruppo rivale ha cinto d'assedio l'abitazione del giovane. In quegli istanti di panico, dall'interno della casa sono stati esplosi diversi colpi di pistola a scopo intimidatorio.
L'arrivo immediato di una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile dell’Arma ha congelato la situazione. I militari si sono interposti tra i due fronti, presidiando l'area ad altissimo rischio e riuscendo a disperdere i violenti prima che la situazione diventasse irreparabile.
Il blitz e i sequestri
Subito dopo l'intervento d'urgenza, i carabinieri hanno avviato perquisizioni domiciliari a tappeto nelle abitazioni dei soggetti coinvolti. Il blitz ha permesso di rinvenire e sequestrare un vero e proprio arsenale: una pistola lanciarazzi, una pistola ad aria compressa e la pistola a salve utilizzata per fare fuoco durante l'assedio della notte precedente.
Al termine delle attività investigative, sette persone sono state denunciate a piede libero all'Autorità Giudiziaria. Dovranno rispondere, a vario titolo, di lesioni personali aggravate in concorso, porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere e detenzione illegale di arma comune da sparo.
