12 Luglio 2026

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Barberino Tavarnelle, la chiesa di San Filippo a Ponzano rischia l'asta: mobilitazione per salvarla

Barberino Tavarnelle, la chiesa di San Filippo a Ponzano rischia l'asta: mobilitazione per salvarla

BARBERINO TAVARNELLE - Una chiesa romanica del XIII secolo, il campanile e l'abside ancora in piedi nonostante secoli di storia e anni di abbandono, rischia di finire all'asta e di cambiare per sempre destinazione. È quanto accade a San Filippo, frazione del Comune di Barberino Tavarnelle, dove l'omonima chiesa è stata messa in vendita dall'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (Idsc) dell'Arcidiocesi di Firenze, con base d'asta di 275mila euro e scadenza per le manifestazioni di interesse fissata al 15 luglio. La notizia ha acceso una mobilitazione tra i cittadini e spinto il sindaco David Baroncelli ad attivarsi direttamente con l'ente religioso.

Un monumento simbolo del Chianti

La chiesa di San Filippo, edificata in stile romanico, risale al XIII secolo. Divenuta prioria nel 1530, conobbe un periodo di declino che portò il priore a rinunciare all'incarico. Nel Cinquecento fu quindi accorpata alla vicina chiesa di San Michele a Ponzano. L'aspetto attuale dell'edificio è frutto dell'ampliamento ottocentesco, mentre il campanile fu realizzato nel 1924. Il complesso, oggi ricoperto dalla vegetazione e in stato di abbandono, si estende su una superficie di 400 metri quadri, a cui si aggiungono circa 1,2 ettari di terreno circostante, la canonica su due piani e una cantina.

La mobilitazione dei cittadini

A dare l'allarme è stato un residente di Barberino Tavarnelle, Elia Pirola, promotore di una petizione online su Change.org (change.org/chiesasanfilippoaponzano) che in pochi giorni ha raccolto adesioni tra chi teme la perdita di un bene identitario per il paese. Insieme alla raccolta firme, sono state inviate comunicazioni al Comune, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e alla stessa Idsc, con la richiesta di valutare soluzioni alternative alla vendita a privati: dal diritto di prelazione pubblica alla verifica di un eventuale vincolo storico-artistico, fino a un progetto di recupero con destinazione d'uso pubblica o comunitaria.

La posizione del Comune

Anche l'amministrazione comunale si è mossa. Il sindaco David Baroncelli ha annunciato l'avvio di un dialogo con l'Istituto Diocesano e con la parrocchia che deteneva la titolarità del bene, per cercare di tutelare la destinazione dell'edificio. «Pur comprendendo le difficoltà e la complessità della situazione — ha dichiarato il primo cittadino — ritengo opportuno prendere contatti con l'istituto e la parrocchia e cercare di capire come tutelare la destinazione affinché la chiesa resti chiesa e non si trasformi in qualcos'altro». Baroncelli ha sottolineato di farsi portavoce non solo della propria posizione, ma di quella di un'intera comunità legata a un luogo che «rappresenta le radici di un luogo e testimonia la storia secolare che attraversa il borgo di San Filippo».

Cosa succede ora

Con la scadenza del 15 luglio ormai alle porte, la partita resta apertissima. Da un lato l'Istituto Diocesano, che deve gestire il sostentamento del clero anche attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare; dall'altro una comunità che chiede tempo e garanzie perché un pezzo di storia del Chianti non venga sottratto al suo territorio. Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi sia sul fronte del confronto istituzionale avviato dal Comune, sia sulla procedura di vendita gestita dalla Diocesi di Firenze.