Scuola e politica, Destra Sociale: «Serve chiarezza sull’incontro al Piccolomini e sul ruolo delle istituzioni»
«In merito all’incontro “Siamo tutti stranieri – Parole di Giustizia in aula”, previsto per venerdì 23 ottobre presso l’IIS Enea Silvio Piccolomini di Siena, abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di alcuni docenti che sollevano interrogativi sul pluralismo e sull’impostazione dell’iniziativa.
Non contestiamo il diritto di affrontare nelle scuole argomenti come immigrazione, accoglienza, conflitti internazionali e diritti umani. Riteniamo però indispensabile che tali questioni siano trattate attraverso un confronto aperto, nel rispetto delle differenti sensibilità culturali e politiche degli studenti.
Tra gli ospiti figura Aya Ashour, palestinese originaria di Gaza, attualmente ricercatrice presso l’Università per Stranieri di Siena, che ha svolto anche attività giornalistica.
Riteniamo importante evidenziare il rapporto istituzionale che lega Ashour al rettore Tomaso Montanari. Fu proprio Montanari a rendere pubblico l’invito rivolto dall’ateneo alla giovane palestinese come ricercatrice ospite e a impegnarsi affinché potesse lasciare Gaza e raggiungere Siena. Successivamente il rettore ne ha sostenuto pubblicamente l’attività, difendendola anche dalle offese ricevute sui social.
Un rapporto di sostegno accademico e umano che è documentato e che, naturalmente, non costituisce di per sé alcuna irregolarità.
Proprio per questo riteniamo necessario distinguere il legittimo impegno personale e accademico del rettore dalle responsabilità connesse alla sua funzione istituzionale.
Montanari non è soltanto un intellettuale o un commentatore politico: è il rettore di un’università pubblica, della quale è rappresentante istituzionale e legale.
Il suo incarico comporta responsabilità precise nella tutela del pluralismo, della libertà di ricerca e della libertà di espressione.
Le sue posizioni pubbliche sulla questione palestinese sono note e legittimamente discutibili nel dibattito democratico. Ciò che chiediamo è che, quando tali tematiche vengono affrontate in contesti educativi pubblici, sia garantita una distinzione chiara tra opinioni personali, attività accademica e rappresentanza istituzionale.
Non risulta dimostrato che Montanari abbia organizzato direttamente l’incontro al Piccolomini. È però documentato il suo ruolo nell’accoglienza accademica di Aya Ashour, così come la partecipazione di entrambi al programma più ampio della manifestazione “Parole di Giustizia”.
Alla dirigenza scolastica chiediamo quindi di spiegare quali criteri siano stati adottati per selezionare i relatori, se sia stato previsto un confronto tra prospettive differenti e come venga tutelata la libertà degli studenti di esprimere opinioni anche divergenti.
La testimonianza di chi ha vissuto la guerra merita rispetto e ascolto, ma un percorso educativo completo deve anche offrire strumenti di analisi critica e possibilità di confronto.
La scuola pubblica deve formare cittadini capaci di ragionare autonomamente, non chiedere loro di aderire a una determinata interpretazione politica.
Ribadiamo che la libertà d’insegnamento e l’autonomia delle istituzioni scolastiche sono principi fondamentali. Proprio per questo riteniamo importante che le iniziative educative siano organizzate con trasparenza, senza discriminare opinioni differenti e senza confondere l’autorevolezza istituzionale con l’adesione a una specifica posizione politica.
Destra Sociale chiede alla dirigenza dell’Istituto Piccolomini chiarimenti sull’impostazione dell’incontro e sulle modalità con cui sarà assicurato un confronto libero e rispettoso.
Il pluralismo non deve essere soltanto dichiarato: deve trovare concreta applicazione nelle attività formative.»
Comunicato stampa Destra Sociale

