10 Marzo 2026

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Terme di Gambassi, l’intervista al direttore sanitario Andrea Parri: «Un’acqua unica»

Terme di Gambassi, l’intervista al direttore sanitario Andrea Parri: «Un’acqua unica»

Un’acqua termale con caratteristiche chimiche rarissime, documenti storici che ne raccontano l’uso già nel Quattrocento e risultati terapeutici importanti soprattutto per le vie respiratorie e l’apparato digerente.

Le Terme di Gambassi, lungo la Via Francigena nel cuore della Toscana, custodiscono una risorsa naturale poco conosciuta , molto efficace e con grandi potenzialità.

Ne abbiamo parlato con il direttore sanitario dello stabilimento termale Andrea Parri che spiega perché quest’acqua è diversa da tutte le altre e perché il termalismo potrebbe avere un ruolo sempre più importante nella medicina moderna.

Perché oggi è importante rilanciare il termalismo?

«Non è un problema solo delle Terme di Gambassi. Le terme in generale hanno bisogno di essere promosse di più. Funzionano quando riescono a unire la parte medica con quella del benessere e del turismo. non è un problema solo delle Terme di Gambassi. Le terme in generale hanno bisogno di essere promosse di più. Funzionano quando riescono a unire la parte medica con quella del benessere e del turismo.
Qui a Gambassi le potenzialità ci sono. È una realtà piccola ma molto curata e negli ultimi anni sono stati fatti interventi interessanti, come una nuova vasca termale davvero molto suggestiva».

Cosa rende quest’acqua diversa dalle altre?

«È un’acqua con caratteristiche chimiche molto particolari: non è solfurea come molte sorgenti della Toscana, ma salso-bromo-magnesiaca solfato-calcica carbonica. Questo significa che ha un campo di applicazioni terapeutiche molto ampio.
Non esiste un’altra sorgente identica. Se la confrontiamo con alcune acque di Montecatini, per esempio, troviamo una composizione simile ma con un contenuto salino molto più basso. Qui invece la concentrazione è più elevata e questo la rende molto efficace».

Quali sono i benefici principali?

«L’applicazione più importante riguarda le vie respiratorie. Parliamo di sinusiti, riniti croniche, faringiti e bronchiti. Le terapie con aerosol e inalazioni funzionano molto bene, otteniamo risultati eccellenti.
Un altro utilizzo storico è la terapia idropinica, cioè bere l’acqua. È indicata soprattutto per la stipsi cronica e per problemi intestinali come la diverticolosi. Da ricordare che queste cure sono riconosciute e concesse dal servizio sanitario con il pagamento soltanto del ticket».

Esistono studi scientifici sui benefici delle cure termali?

«Sì, e sono numerosi. In molti Paesi europei è stato dimostrato che chi utilizza regolarmente le cure termali riduce l’uso di farmaci. In Francia, Germania e Spagna sono stati fatti grandi investimenti proprio perché il termalismo viene considerato parte integrante della prevenzione sanitariaSì, e sono numerosi. In molti Paesi europei è stato dimostrato che chi utilizza regolarmente le cure termali riduce l’uso di farmaci.
In Francia, Germania e Spagna sono stati fatti grandi investimenti proprio perché il termalismo viene considerato parte integrante della prevenzione sanitaria».

E in Italia?

«Da noi purtroppo c’è meno attenzione nonostante il patrimonio termale straordinario che abbiamo. Ci sono medici che prescrivono terapie termali ma molte persone arrivano alle terme di propria iniziativa».

Quanto è diffusa oggi la cultura delle cure termali?

«Purtroppo ancora poco. Dai dati che ho raccolto per il mio master, 1200 questionari, emerge che circa l’80% delle persone viene spontaneamente, mentre solo il 20% arriva su consiglio del medico. Il dato è chiaro: c’è una grande soddisfazione tra chi prova le cure termali, con un livello di fidelizzazione altissimo, le cure termali sono una grande opportunità per pazienti e per medici».

Sono indicate anche per i bambini?

«Certamente. Un esempio è l’ipertrofia adenoidea. Spesso si arriva all’intervento chirurgico, senza pensare che quando la patologia comincia a presentarsi si possono fare cicli di aerosol e docce micronizzate che possono arrestare la progressione e aiutare molto».

Le Terme di Gambassi hanno anche una storia molto antica

«Sì, ed è affascinante. Negli archivi comunali di Gambassi esistono documenti che parlano dell’utilizzo di quest’acqua già dal Quattrocento. La sorgente si trovava in un punto strategico tra la Valdelsa e la via del sale verso Volterra, quindi era frequentata da viaggiatori e mercanti già secoli fa, già gli Etruschi la conoscevano».

Qual è la sfida per il futuro?

«Prima di tutto bisogna informare meglio, far capire che non tutte le acque termali sono uguali. Ogni sorgente ha caratteristiche chimiche diverse e quindi indicazioni terapeutiche specifiche differenti. La Toscana ha un patrimonio termale straordinario. Se lo valorizzassimo di più potrebbe diventare una grande risorsa per la salute e per il turismo».

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