Molino San Matteo, a Castelfiorentino la filiera del grano diventa realtà
CASTELFIORENTINO – Il viaggio del grano toscano si accorcia e, con il nuovo Molino San Matteo, la filiera arriva direttamente accanto al forno. È stato inaugurato a Castelfiorentino l’impianto che completa il polo produttivo di Cerealia e porta la fase della molitura all’interno dello stesso circuito della panificazione. Un progetto che punta a collegare in modo diretto agricoltori, trasformazione e vendita, riducendo i passaggi e rafforzando la tracciabilità della materia prima.
Il molino entrerà in funzione con il raccolto 2026 e lavorerà grano tenero 100% toscano, coltivato senza glifosate e destinato a una produzione certificata a residuo zero. La filiera coinvolge oltre cento agricoltori e nasce dall’intesa tra Unicoop Firenze, Cerealia e Molini Popolari Riuniti, la cooperativa umbra che assume la gestione dell’impianto.
Dal campo alla panificazione
Il nuovo impianto si trova nella località San Matteo, a pochi metri dallo stabilimento Cerealia, società controllata al 100% da Unicoop Firenze e specializzata nella produzione di pane, pizze, focacce e prodotti da forno freschi e surgelati.
La vicinanza fisica tra molino e stabilimento permette di ridurre al minimo il percorso della farina dopo la macinazione. Il prodotto sarà destinato direttamente a Cerealia e ai 29 punti vendita Unicoop Firenze dotati di produzione interna. Circa il 70% dell’attività del molino sarà dedicato alla lavorazione del grano toscano destinato alla filiera, mentre la capacità restante potrà essere impiegata da Molini Popolari Riuniti per lavorazioni extra-filiera.
Il modello prevede un percorso articolato in cinque passaggi: il conferimento del grano da parte degli agricoltori, la selezione e molitura, la panificazione, la distribuzione e infine il recupero dell’invenduto. Il pane rimasto nei punti vendita viene infatti restituito a Cerealia e destinato alla rete dei mangimifici per la produzione di alimenti zootecnici, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi.
Oltre cento agricoltori e grano dalle campagne toscane
Il grano tenero arriva dalle aree agricole delle province di Firenze, Grosseto, Pisa e Siena, con ulteriori conferimenti dalla Valdichiana. L'obiettivo è costruire un rapporto più stabile tra chi coltiva e chi trasforma, garantendo il ritiro dei raccolti programmati attraverso specifici patti di produzione.
Il progetto nasce in un momento particolarmente delicato per la cerealicoltura, alle prese con oscillazioni dei prezzi, condizioni climatiche sempre più difficili e tensioni sui mercati. In questo scenario, una filiera più corta punta a trattenere una quota maggiore del valore sul territorio e a creare un rapporto diretto tra produzione agricola, industria alimentare e consumatore.
Giani: «Un valore aggiunto per l’agroalimentare»
All’inaugurazione, sabato 12 settembre, erano presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessore regionale all’economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, l’assessora alle politiche agricole della Regione Umbria Simona Meloni, insieme ai vertici delle realtà coinvolte e ai sindaci di Castelfiorentino, Certaldo, Empoli e Montaione.
Giani ha evidenziato il valore della collaborazione tra Unicoop Firenze, Cerealia e Molini Popolari Riuniti e il coinvolgimento degli agricoltori toscani, indicando nel progetto un esempio di collegamento diretto tra produzione agricola e consumatore.
Per Marras, invece, l'investimento assume un significato particolare per la cerealicoltura regionale perché unisce qualità, tracciabilità e trasformazione sul territorio. Il collegamento tra agricoltori, cooperazione, industria alimentare e rete commerciale, secondo l’assessore, può contribuire a generare maggiore valore per la materia prima e una remunerazione più equa per chi lavora nei campi.
Un percorso iniziato oltre vent’anni fa
Il Molino San Matteo rappresenta il completamento di un progetto più ampio. Il sito produttivo di Cerealia era stato avviato tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021; il molino, già presente all’interno del polo ma non utilizzato, diventa ora l’anello dedicato alla macinazione.
La scelta della farina 100% toscana non nasce con l'inaugurazione. Unicoop Firenze la utilizza nelle proprie produzioni interne dal 2005 e negli anni ha sviluppato disciplinari per escludere il glifosate. Nel 2026 il percorso si completa con l’introduzione della certificazione a residuo zero per le farine della filiera.
Per Castelfiorentino, il progetto rappresenta inoltre un investimento con ricadute sull’economia dell’Empolese Valdelsa. La sindaca Francesca Giannì ha sottolineato in particolare le prospettive legate alla produzione agricola locale, alla ricchezza e all’occupazione, oltre ai benefici per i consumatori in termini di origine e sicurezza del prodotto.
La prima esperienza fuori dall’Umbria per Molini Popolari Riuniti
Per Molini Popolari Riuniti, la gestione del Molino San Matteo rappresenta anche una novità strategica: è infatti il primo stabilimento produttivo amministrato dalla cooperativa fuori dall’Umbria. L’organizzazione porta a Castelfiorentino la propria esperienza nella molitura e nelle attività agricole e agronomiche, entrando così in un progetto di valorizzazione delle produzioni toscane.
Il risultato è una filiera nella quale il grano viene coltivato, conferito, macinato e trasformato sul territorio, prima di raggiungere i consumatori attraverso Cerealia e i punti vendita Unicoop Firenze. Un modello che punta a tenere insieme qualità della materia prima, tracciabilità, sostenibilità e tutela del valore riconosciuto ai produttori.

