Grandine su vigneti di Valdelsa, Chianti e San Gimignano: Coldiretti fa la conta dei danni
Dopo la tempesta di ieri si prova a fare la conta dei danni. Gli agricoltori non hanno potuto fare altro che guardare impotenti la grandine abbattersi con violenza sulle loro vigne nel momento cruciale dell’invaiatura. Sono stati minuti interminabili di pioggia tagliente, forti raffiche di vento e lampi quelli che hanno flagellato (Allagamenti e strade chiuse: difficoltà nel Comune di Barberino Tavarnelle) molte zone della Toscana.
La cella temporalesca che ha attraversato ieri pomeriggio (domenica 6 luglio) la regione ha lasciato dietro di se danni, sgomento e paura. La situazione più drammatica si registra tra la Val d’Elsa, in particolare i comuni di Certaldo e Castelfiorentino. Ed il Chianti, Greve soprattutto e San Gimignano (Grandine e alberi caduti per il maltempo a San Gimignano), ma anche nel volterrano.

A fornire una prima ricognizione è Coldiretti Toscana. Già sul posto la presidente regionale, Letizia Cesani che ha fatto visita ad alcune aziende raggiunte dall’ennesima calamità.
«Il grande caldo di questi giorni, con temperature ben oltre la media stagionale, si è rilevato fatale. I forti contrasti termini hanno creato le condizioni ideali per generare uno tra i più temuti eventi estremi dagli agricoltori: la grandine. In questa fase della stagione è l’evento meteo potenzialmente più distruttivo per le colture in campo aperto», spiega Letizia Cesani.
«I danni ai vigneti - continua - sono pesanti. Parliamo di decine e decine di ettari di coltivazioni completamente rovinati. La pioggia, tantissima caduta in poco tempo, si è schiantata sulla terra secca ed appena lavorata favorendone l’erosione. La ragione di questi fenomeni la conosciamo tutti ma conviverci è complicato. L’agricoltura è il settore più esposto alle conseguenze del surriscaldamento che sta mettendo in pericolo la competitività del settore e la nostra sicurezza alimentare».
L’impatto dell’evento grandinigeno è visibile ad occhio nudo. I chicchi di ghiaccio hanno colpito i grappoli, spaccato gli acini e troncato i rami. Le ferite aperte sulla buccia e sui tralci rischiano ora di aprire un’autostrada per molte malattie come la botrite e la temuta peronospora.

Ancora difficile una ricognizione degli ettari di vigne, dice Coldiretti Toscana. Ma la sensazione è che siano decine e decine in un’areale molto esteso specializzato nella produzione di vini pregiati come il Chianti Classico e la Vernaccia di San Gimignano. Ma anche per la produzione di olio.
Andrea Bussotti, viticoltore di Greve in Chianti, ha osservato il disastro dalla finestra di casa: «due ettari e mezzo di vigneti sono completamente andati persi. La grandinata di domenica è stata il colpo di grazia dopo quella dello scorso giovedì».
Nella zona della Val d’Elsa sono diverse le aziende che stanno provando a fare un primo bilancio. «La grandine ha lacerato e distrutto il 20%-30% dei grappoli quasi pronti per iniziare la maturazione», spiega Gianluca Gasparri, imprenditore e vice presidente provinciale di Coldiretti. «I cambiamenti climatici mettono sempre più a rischio i nostri raccolti».
Ma la grandine non viene mai da sola. Potenti raffiche di vento, miste a pioggia, oltre 80 mm in 24 ore nella zona di S. Gimignano, oltre 70 tra Montespertoli e Certaldo, hanno scoperchiato diverse coperture, abbattuto alberi e creato tantissimi disagi alle comunità.
In un’azienda di Cusona, nel comune di San Gimignano, la tempesta ha strappato via 800 metri di tetto da un magazzino. Lo stesso è accaduto a Volterra in un’altra azienda.
