29 Luglio 2026

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Certaldo, tra antifascismo e "caccia alle streghe": la condanna del linguaggio d'odio

Certaldo, tra antifascismo e

Certaldo, tra antifascismo e "caccia alle streghe": la condanna del linguaggio d'odio.

Quello che sta accadendo a Certaldo necessita una mia presa di posizione.

Esattamente un anno fa si concludeva la mia esperienza elettorale, esperienza portata avanti con grande onestà e certezza di quelle che erano le mie priorità: le donne. Questo è quello che continuerò a fare.

Certaldo antifascista

Premetto che non ho letto il post/commento incriminato, ma mi fido di quello che circola su Facebook. La consigliera di cui tanto si discute ha sicuramente ha sbagliato senza se e senza ma. Una frase inappropriata e offensiva ed è giusto che venga stigmatizzata e che vengano presi i provvedimenti adeguati. E' una frase che ritengo oltretutto sbagliata perché Certaldo è profondamente antifascista e gode non soltanto di un passato, ma anche di un presente culturalmente prestigioso.

Quello che assolutamente è inconcepibile è la tempesta di insulti in cui è stata trascinata la consigliera. Due giorni fa un post su un gruppo Facebook condannava la frase. Da quel momento è iniziata una caccia alle streghe. Tutti avevano bisogno di un nome. Ci ha pensato Più Certaldo che con un reel in modo subdolo ha chiarito qualsiasi dubbio e messo fine alla caccia. Sono rimasta basita perché un anno fa avevo sostenuto questa coalizione, coalizione dalla quale mi dissocio nettamente. Una volta svelato il nome gli insulti sui social diretti alla consigliera sono stati vergognosi e ignobili.

La violenza di genere è un fenomeno culturale e parte dal linguaggio che usiamo. Con troppa leggerezza e scarso coraggio vengono usate parole che hanno degli effetti sui nostri figli, sulla nostra società, sul nostro essere umani. Mi rammarico che associazioni femministe di Certaldo che erano indignate (come me) per un ipotetico concorso di Miss Maglietta Bagnata, oggi di fronte a questo carico di offese così pesante nei confronti di una giovane donna, sono rimaste in totale silenzio.

Il rispetto non è una questione di destra o di sinistra e neanche di “buon senso”. È ciò che ci rende persone capaci di vivere con gli altri e non contro gli altri.

Comunicato stampa di Elisabetta Lubrani Centro Antiviolenza "Donne della Valdelsa"