Addio Masanori, il soffiatore arrivato dalla Terra del Sol Levante
L’uomo, giapponese, aveva scelto di vivere a Colle Val d’Elsa per lavorare con il cristallo diventando uno dei vetrai più bravi. Il cordoglio di Giampiero Brogi e dei colleghi di ColleVilca
di Simona Pacini
Era stata la passione per il cristallo a portare Masanori Kamachi dal Giappone a Colle Val d’Elsa, tanti anni fa. Masanori, per tutti ormai Masa, giovanissimo, aveva attraversato mezzo pianeta da est a ovest per realizzare il suo sogno. Soffiare il vetro. Creare oggetti leggeri, trasparenti, eleganti e bellissimi con tutto se stesso, come solo un vero soffiatore sa fare.
A Colle aveva conosciuto il decano degli incisori, Boreno Cigni, scomparso da cinque anni, che lo aveva preso a lavorare nella sua bottega in Borgo. Poi la fortuna volle che Giampiero Brogi della Vilca organizzasse un corso per vetrai, per la crescita dei lavoratori più giovani.
Masa non perse l’occasione e partecipò.
«Purtroppo in quel periodo non eravamo in grado di fare assunzioni - racconta Brogi -, ma riconobbi subito le qualità e la passione di quel ragazzo, tanto che lo raccomandai talmente tanto alla Colle che furono costretti ad assumerlo loro».
Oltre venti anni di lavoro a ColleVilca

Nel 2003 le strade di Giampiero e Masanori si incrociano di nuovo. È quando la Cristalleria Colle viene acquisita da Vilca, con tutto il personale esistente, trasformandosi in quella che oggi è ColleVilca.
“Da allora ha lavorato con noi” racconta ancora Brogi, ricordando i numerosi pregi del dipendente giapponese. “Corretto, gentile, educato, appassionato, preciso, pignolo, dedito al lavoro. E, unico tra tutti i colleghi originari del posto, polemico zero, un aspetto che rendeva facile a tutti confrontarsi con lui”.
Il lavoro di Masanori, quello che aveva scelto di fare con tutto sé stesso, era il soffiatore. Ogni giorno, finché ha potuto, si è seduto alla sua postazione con in mano pinze e canna e ha modellato calici e bicchieri come un artigiano colligiano.
L’aneddoto dell’inchino con un connazionale
Da buon giapponese Masanori aveva un carattere schivo e riservato.
«Ricordo che un giorno venne a trovarmi in azienda un amico giapponese», è sempre Giampiero Brogi che parla. «Mentre gli mostravo i vari reparti vide che c’era un suo connazionale. Immaginando una situazione simile, con due italiani in Giappone, mi sarei aspettato baci e abbracci, domande del tipo che ci fai qui. Invece entrambi si alzarono, si fecero un inchino con un breve saluto, e finita lì».
Dal primo giugno Masanori non c’è più. Aveva 48 anni.

Da tre anni aveva scoperto di avere una malattia che non lascia scampo. Alla ColleVilca lo avevano visto a Natale, quando era passato a salutare i colleghi per gli auguri.
La “sua” azienda non lo aveva abbandonato nel momento della difficoltà, scegliendo di non approfittare della possibilità di licenziarlo dopo i lunghi mesi di malattia.
Ora la moglie e la figlia piccola sono rimaste sole, ma gli amici e tutti quelli che volevano bene a Masanori non le dimenticano.

L’omaggio a tutti i Soffiatori di Vetro
Chi arriva a Colle Val d’Elsa da nord viene accolto da un’opera in corten e acciaio, Il Soffiatore, di Maurizio Balducci. Da oggi penseremo tutti che quella statua contiene anche una parte importante della vita di Masanori, il giapponese che aveva scelto Colle e il suo cristallo.
foto tratte dalla pagina Facebook ColleVilca, Maestri del Cristallo dal 1960

