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Medico legale senese “risolve” il caso di Denis Bergamini

Medico legale senese “risolve” il caso di Denis Bergamini

Nel podcast di Pablo Trincia “Il cono d’ombra” Vittorio Fineschi conferma l’attendibilità della ricerca della glicoforina. La proteina dimostra infatti che si trattò di un omicidio e non di un suicidio come sostenuto per oltre trent’anni

di Simona Pacini

Il caso di Denis (Donato) Bergamini, il giocatore del Cosenza Calcio morto in circostanze sospette il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, sulla statale 106 verso il Mar Ionio, torna d’attualità grazie al podcast di Pablo Trincia “Il cono d’ombra”, realizzato per Sky Italia e Sky Tg24 in collaborazione con Sky Crime e il supporto di Tapeless Film.

Lo scorso ottobre l’ex fidanzata Isabella Internò è stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per l’omicidio del calciatore, che al momento della morte aveva 27 anni, dopo che per oltre trent’anni è stato sostenuto che Bergamini si fosse suicidato.

Nell’ultima puntata del podcast pubblicata ieri, 6 giugno 2025, interviene anche una voce senese, quella del medico legale Vittorio Fineschi, sentito in aula durante il processo in Corte d’Assise di Cosenza, come uno più grandi conoscitori della materia. Al centro del dibattimento, la prova che ha cambiato del tutto il corso della vicenda giudiziaria, il riconoscimento della glicoforina nel cadavere di Bergamini, riesumato nel 2017 per la seconda volta nel corso delle lunghe indagini sulla sua morte.

Fineschi ha confutato con sicurezza le tesi della difesa della Internò, che sosteneva inattendibile la ricerca della glicoforina come prova processuale, perché il procedimento sarebbe stato ancora a livello sperimentale.

«Invece è in grado di fornire un’assoluta bontà di risultato - ha detto Fineschi - anche a fronte di putrefazione del cadavere. Si tratta di una ricerca fondamentale e non sperimentale che viene eseguita in tutto il mondo, con risultati validi ai fini processuali».

Il ruolo della glicoforina

La glicoforina è una proteina ricercata ormai da anni a livello internazionale negli esami svolti a fini processuali. La sua azione è molto semplice, colora infatti la parte di osso, muscolo e tessuto se trova tracce di sangue di una persona viva, anche a distanza di tempo e su materiale decomposto. In caso contrario dà risultato negativo.

In questo caso la glicoforina si è illuminata nella zona della trachea, tra collo e lingua, (dove c’era un piccolo versamento di sangue conseguente all’asfissia) restando invece buia nella profonda breccia causata dal camion sul bacino del giovane.

Gli altri test, che hanno rilevato una dilatazione per mancanza di ossigeno nella zona polmonare, hanno completato il quadro, fornendo una ricostruzione attendibile sulle cause della morte di Bergamini. Il giocatore sarebbe stato stordito con del cloroformio (o una sostanza aleatoria simile), poi soffocato, forse con un sacchetto di plastica, e infine fatto investire parzialmente dalla ruota del camion, per simularne il suicidio.

Chi è Vittorio Fineschi

Vittorio Fineschi è molto conosciuto a Siena, dove ha lavorato dal 1993 al 2000 come aiuto nell’Unità operativa di Medicina legale dell’azienda ospedaliera senese con responsabilità del servizio interno di necroscopia forense.

Attualmente è professore di Medicina legale al Dipartimento di Scienze anatomiche, istologiche, medico legali e dell’apparato locomotore dell’Università La Sapienza di Roma, dopo una parentesi a Foggia. Il suo nome è stato scelto anche dalla commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi per una perizia collegiale insieme ai carabinieri del Ris. È stato inoltre consulente della famiglia di Stefano Cucchi e oggi lo è per i familiari di Liliana Resinovich.