Famiglia a Colle sfrattata e divisa, il babbo costretto a dormire in macchina
«Non ho fatto niente». Continua a ripeterlo Gabriel, mentre piange e racconta la sua storia incredibile che nel giro di pochi mesi lo ha visto sfrattato di casa con sua moglie e la figlia che frequenta la scuola elementare. Da gennaio moglie e figlia vivono in una casa famiglia a Colle mentre lui ha dormito prima in macchina, poi per qualche giorno è stato ospitato nel dormitorio della Caritas a Poggibonsi. Ma da domani sarà costretto a tornare a dormire in auto.
Gabriel ha sessant'anni, ha problemi di ipertensione e diabete, è cittadino italiano ma originario della Nigeria, sua moglie è più giovane di lui. Vivevano in un appartamento in centro a Colle Val d'Elsa. «Dal 2009 ero in quella casa, ho sempre pagato l'affitto regolarmente, mai un problema. Ho un lavoro fisso, prima alla Amadori, adesso in una azienda di cristallo a Colle».
I problemi sono iniziati quando la proprietaria di casa ha venduto l'appartamento. Il nuovo proprietario ha voluto la casa vuota e ha avviato la pratica per lo sfratto che nel giro di poco è arrivato. La sentenza del Tribunale di Siena è "sfratto per occupazione senza titolo dell'appartamento".
«Mi sono ritrovato senza un posto dove vivere perché non si trovano case in affitto nonostante abbia una busta paga. E mi sono ritrovato senza soldi perché dall'avvocato dei nuovi proprietari, mi è stato pignorato il conto corrente in banca e quindi non posso prelevare neppure un euro dello stipendio: non possiamo neppure mangiare».
Caritas: 1000 case vuote, ma nessuno affitta. E anche comprare non è facile
Gabriel si è rivolto alla Caritas di Poggibonsi, responsabile don Gianfranco Poddighe. «Ci siamo attivati, ma la situazione affitti in Valdelsa è davvero difficile. Non ce ne sono. Nessuno pare voglia affittare. Tra Poggibonsi, Colle e la Valdelsa ci sono più di 1.000 case vuote, ma non vengono affittate», spiegano dalla Caritas. «A Colle ci sono 3 appartamenti ristrutturati per le emergenze contro le 400 domande. E non ci sono alternative, non ci sono case popolari e non se ne fanno di nuove. Quindi o si compra, una casa, o niente. Ma anche comprarla nonostante un lavoro a tempo indeterminato, non è sempre facile».
Da qualche settimana la Caritas ha aperto, presso la chiesa dello Spirito Santo di Poggibonsi, un dormitorio. «Abbiamo tre posti letto e abbiamo già ospitato sei persone, 5 uomini e una donna. Il tempo di permanenza, da regolamento, è di tre giorni perché vogliamo dare una possibilità a più persone».
«Ogni giorno riceviamo richieste di aiuto, di persone che cercano casa, ma il mercato degli affitti è paralizzato. Occorre che tutti ci si metta una mano sulla coscienza. Casi come quelli di Gabriel toccano le coscienze di tutti».
nella foto la chiesa dello Spirito Santo di Poggibonsi
