Va al cimitero e trova la tomba del marito occupata da un altro
COLLE VAL D'ELSA Una donna denuncia la situazione assurda e dolorosa che le è capitata domenica mattina al camposanto di via dei Cipressi. «Dopo cinque giorni mi hanno restituito una scatola di cartone con solo delle ossa. Non posso essere nemmeno sicura che sia lui»
Va al cimitero a trovare il marito, ma la tomba è occupata da un altro. Nunzia Spinelli, vedova colligiana, è ancora sotto shock dopo quello che le è capitato qualche giorno fa al camposanto di via dei Cipressi.
«Domenica mattina sono andata al cimitero e la tomba di mio marito non c'era più». È la stessa donna a raccontare con un post su Facebook, nel gruppo Libera Colle, la situazione assurda e dolorosa in cui di colpo si è venuta a trovare.
«Nel posto era stata sepolta un'altra persona - continua -. Non sto a raccontare quanto sono stata male, non sapevo dove erano stati buttati i suoi resti e non capivo perché non eravamo stati informati per decidere quello che dovevamo decidere. Oggi è giovedì e sono quasi arrivata a risolvere il problema, ma ancora il fatto mi rode. Sembra che il Comune non gestisca più i cimiteri e che il servizio sia stato dato in gestione alla Multiservizi (così mi è stato detto quando sono andata a reclamare). La ritengo una cosa vergognosa, semplicemente. Così non può continuare, abbiamo a che fare con un colossale disservizio. Qualcuno, penso, dovrà rivedere questa decisione e riportare in Comune la gestione dei cimiteri».
Oggi, venerdì, abbiamo contattato la signora al telefono.
Nunzia, come sta?
«Se devo dire la verità, ancora non mi sento affatto bene».
È più che comprensibile. Ma la situazione si è chiarita?
«Non sono in grado di affermarlo con sicurezza».
In che senso?
«Nel senso che questa mattina sono tornata al cimitero con i dipendenti di una ditta di onoranze funebri e mi sono stati restituiti i resti di mio marito. Erano in una scatola di cartone, non c’era un bottone, una scarpa, un pezzo di stoffa, solo ossa. Come faccio a sapere che si tratta proprio di lui? In ogni caso, ho chiamato a raccolta tutto il mio cuore, e li ho fatti trasportare a Siena per la cremazione».
Ma ci sarà stato un nome scritto sopra?
«No, niente».
Era l’unica scatola?
«No. Sbirciando nel magazzino ne ho viste almeno altre tre o quattro…. Poi mi sono sentita mancare e ho dovuto cercare un posto per sedermi. Non auguro a nessuno di vivere una cosa del genere».
Ma ha parlato con qualcuno al cimitero o in Comune?
«Sì, con il custode del cimitero. Mi ha detto che loro mi hanno mandato due raccomandate, ma io non le ho ricevute. E in ogni caso non mi hanno fornito alcuna prova di quello che mi stavano dicendo».
Che cosa è successo domenica?
«Come ho già raccontato, sono andata a trovare mio marito al cimitero. In questo periodo ho avuto diverse difficoltà, per cui non sono potuta andare spesso. Sapevo che i tempi per l’esumazione erano vicini e mi aspettavo un avviso, come accaduto in passato per altri parenti deceduti. Non avrei mai immaginato di trovare quello che ho trovato. È stato uno shock indescrivibile».
Che cosa ha fatto quindi?
«Ho iniziato a cercare qualcuno a cui chiedere spiegazioni, ma si figuri, di domenica mattina era tutto chiuso, anche l’ufficio cimiteriale. Intanto mi chiedevo disperata che cosa era successo, dove potevano averlo buttato, in una fossa comune? Non sapevo darmi una risposta».
Non c’era nessun cartello al cimitero?
«Uno l’ho visto vicino agli uffici, alla fine, mentre cercavo. C’era scritto che sarebbe stato riesumato il tal lotto. Ma se qualcuno può pensare che basti, rispondo subito che non è così. Sono tantissimi i motivi per cui una persona può non recarsi al cimitero o pur recandovisi può non notare il cartello. Non è sufficiente. Le famiglie devono essere avvisate di quello che accade ai propri cari. Qui si parla di affetti, è un tema molto delicato».
Il caso ha suscitato un acceso dibattito sul social, con decine e decine di utenti che hanno dichiarato la propria vicinanza alla signora Spinelli ed espresso il proprio sdegno per una gestione così superficiale di una questione tanto sensibile.
Un assessore ha risposto pubblicamente, pur senza fare espliciti richiami alla vicenda resa pubblica dalla donna, e su un gruppo diverso. «In data 13 03 2021 - questo il laconico messaggio - l’Amministrazione Comunale, con i voti contrari dei gruppi di opposizione, decise di affidare la gestione dei cimiteri comunali alla Azienda Speciale Multiservizi».
La questione viene trattata dunque come politica e nulla più. Non solo non viene manifestata alcuna vicinanza alla donna che ha dovuto subire un fatto così assurdo da sembrare inventato. Si scarica il barile alla precedente giunta, come se questo fosse sufficiente ad assolvere quella attuale.
Naturalmente tra i compiti degli amministratori ci sono anche quelli di controllare come vengono eseguiti i compiti affidati e, in caso di errori o negligenza, anche di richiamare il concessionario ed eventualmente applicare delle sanzioni.
