Ostaggio dei cantieri sulla Siena Firenze, la protesta parte da Monteriggioni
Gli utenti della Siena-Firenze sono in ostaggio dei cantieri. Tutto questo nel silenzio di Anas e delle istituzioni. Sono i consiglieri del gruppo Per Monteriggioni a far sentire la loro voce e quella degli automobilisti.
Raffaella Senesi, Luca Passalacqua e Massimo Bencini, esprimono la loro preoccupazione per la situazione di disagio di cui ancora una volta sono vittime gli automobilisti che transitano sulla Siena-Firenze nel tratto di Monteriggioni. Dove sono attivi interminabili cantieri e dove avvengono chiusure improvvise e non segnalate agli utenti.
«Sembrava che finalmente i lavori nel tratto fossero giunti a conclusione nei mesi scorsi con la rimozione del famoso cantiere-fantasma», scrivono i tre consiglieri. «Ma improvvisamente e, ripetiamo, senza preavvisi o spiegazioni anche per quanto riguarda la durata, è stato chiuso l’ingresso di Monteriggioni in direzione Siena. E istituito un doppio senso di marcia nella carreggiata opposta. Con quanto ne consegue non solo per la scorrevolezza della circolazione, ma anche per la sicurezza e il rischio di incidenti, oltre a un sicuro aggravio di traffico sulla statale Cassia».
Sui cantieri silenzio di Anas e dei sindaci che dopo il voto hanno preso il volo
Ma non basta. «A questo si sovrappongono lavori di taglio dell’erba con restringimenti improvvisi delle corsie. I cantieri infiniti e i disagi che ne derivano sono ormai, e non solo a Monteriggioni, la caratteristica principale di un’arteria che per la provincia di Siena rappresenta l’unica possibilità di collegamento con la rete autostradale. E che ha bisogno di un ammodernamento radicale e definitivo, a partire dalla corsia di emergenza».
Per il gruppo Per Monteriggioni quello che è inaccettabile è che «il tutto avviene nel silenzio di Anas e nel disinteresse, ora che sono passate le elezioni, della Provincia, dei Comuni e dei sindaci in particolare. Sono passati da prendere il voto a prendere il volo».
Qualche mese fa era stato il Governatore della Misericordia di San Gimignano, Giacomo Bassi ad avviare una campagna di protesta per la presenza di cantieri senza programmazione e senza tempi certi di fine dei lavori.
