29 Luglio 2026

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Se la “salute” viene da Bruxelles

Se la “salute” viene da Bruxelles

La fragilità e l’importanza della nostra sanità secondo gli amministratori dem. Il candidato Riccardo Vannetti: “Le politiche di prossimità sono politiche di futuro”

Per il secondo appuntamento del 2024 con “Europa in circolo” il PD toscano sceglie Colle di Val d'Elsa

di Chiara Mannucci

La buona notizia, se c’è, è che dopo il Covid l’Europa si sente un po' più vicina.

Il secondo appuntamento di “Europa in circolo” per il 2024, format ormai consolidato del Pd toscano, sceglie Colle di Val d’Elsa per parlare di politiche di prossimità, in particolare salute, welfare e terzo settore, dopo il primo dedicato a Pmi e sviluppo socio-economico del territorio, tenutosi a Viareggio. Sabato pomeriggio, nel salone della Piscina Olimpia gremito di politici, amministratori, iscritti e simpatizzanti, si sono succeduti interventi su come le politiche di Bruxelles riguardino i cittadini molto più da vicino di quanto si sia portati comunemente a pensare.

L’incontro è stato moderato da Nicola Censini, del dipartimento alle politiche europee del Pd toscano, dopo il saluto del segretario del Pd colligiano Daniele Boschi che ha fatto gli onori di casa.

“L’Ue non definisce le politiche della sanità - ha detto Censini - è una competenza di supporto. Ma la pandemia ha messo in luce sia la fragilità del nostro sistema sanitario, sia la sua importanza”.

Anna Colombo (membro della consulta Asvis ed ex consigliere politico del gruppo S&D) collegata in video, ha detto a proposito del timore concreto che nei prossimi anni aumenti del 40% il rischio di nuove pandemie: “La crisi del Covid ha dimostrato che la sanità può essere il trait d’union tra chi si preoccupa della fine del mondo e chi invece si preoccupa per la fine del mese”.

Valeria Ronzitti (segreteria generale Sgi Europe) ha ricordato come, a partire dalla crisi economica del 2008, siano stati sistematicamente tagliati i fondi destinati alla sanità. “Ma l’Europa ha saputo reagire - ha detto Ronzitti - con l’acquisto congiunto di vaccini e i provvedimenti per la solidarietà”.

Compatto il fronte dei giovani Pd. “Abbiamo bisogno di percepire l’accessibilità di ciò che viene dall’Europa”, ha detto Elena Salviucci. Sabrina Boschi: “Finalmente si parla di Europa anche nei piccoli centri, dove l'informazione stenta ad arrivare”. Per Matteo Agostino, dottorando in Diritto dell’Unione Europea, “dopo il calo costante della fiducia verso l’Europa dovuto al diffondersi dei sovranismi, oggi sono gli stessi cittadini a chiedere a Bruxelles di occuparsi della salute”.

Tra i presenti, l’assessore regionale alla Salute Simone Bezzini, Marco Niccolai, referente del Pd Toscana, il senatore Silvio Franceschelli, l'eurodeputata Camilla Laureti, la consigliera regionale Anna Paris, il segretario del Pd Siena Andrea Valenti, e poi i sindaci David Bussagli, Andrea Marrucci, Francesco Guarguaglini, Andrea Peragnoli, Alessandro Donati (salutato, ma in realtà mai arrivato), Alice D’Ercole per la Cgil Siena, Riccardo Vannetti candidato sindaco per Colle di Val d’Elsa e Susanna Cenni, candidata a Poggibonsi, oltre a tanti rappresentanti del terzo settore.

Vannetti: Le politiche di prossimità sono politiche di futuro

“Ho fatto una riflessione dopo il lungo percorso delle mie visite nelle frazioni - ha detto Vannetti - le politiche di prossimità sono politiche di futuro. Un obiettivo che dobbiamo porci per raggiungere il benessere sociale. Per far questo occorre coinvolgere le imprese del terzo settore e la cittadinanza organizzata sul territorio”. Il candidato ha ricordato come uno dei grossi limiti della città sia rappresentato dall’essere costituita da un insieme di satelliti, Borgo, Piano, Castello, ma anche Gracciano, Campiglia, Le Grazie, La Badia.

Rifacendosi alle teorie espresse da Carlos Moreno in “La città dei 15 minuti. Per una cultura urbana democratica”, ha detto: “Ci sono quattro componenti da considerare. La vicinanza: il Covid ha mostrato come la vita di quartiere sia importante per costruire una rete di solidarietà. La diversità, o ibridazione: la Colle che mi immagino vorrei ne facesse la sua cifra distintiva. La densità: non esistono più comunità monolitiche, ma piccole comunità, unite dallo sport, dal volontariato. L’ubiquità: per la quale un edificio pubblico, come una scuola, che offre un servizio formativo fino alle 16, nelle ore successive può accogliere una o più associazioni.

Tutto questo per offrire a breve distanza le sei funzioni sociali urbane essenziali: vivere, lavorare, fornire, curare, imparare e appagare - ha continuato Vannetti - perché non bisogna solo diminuire il disagio, ma costruire l’agio. Quello di cui parliamo oggi mostra quello che sarà il percorso di #VannettiSindaco. La rotta che vogliamo segnare è quella di una città che guarda verso politiche europee e nazionali. Grazie ai fondi del Pnrr per le comunità e le persone, grazie alle amministrazioni locali ma con politiche di prossimità. A Colle sono oltre 126 le associazioni di volontariato culturali, sociali, sportive. Penso all’Auser Dirio Ciani, a LaGorà, al Centro Collaterale. Partecipazione è ascolto: lo dico dopo 23 tappe tra frazioni e quartieri e oltre trenta associazioni di volontariato, di cui ho incontrato i direttivi. È coinvolgere le imprese, le associazioni del terzo settore e la cittadinanza organizzata sul territorio”.

Il prossimo appuntamento con “Europa in circolo” sarà alla fine di febbraio a Livorno e sarà dedicato a infrastrutture e trasporti.