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Centinaia di like per la filastrocca di Asvero Pacini

Centinaia di like per la filastrocca di Asvero Pacini

Una poesia giocosa, scritta nel 1984 dallo scrittore colligiano scomparso nel 2008, fa il pieno di "mi piace" sul gruppo La Colligianità di Colle

«Nessun altro post ha ricevuto tanti commenti positivi e like come La nave va di Asvero Pacini», commenta Stefano Cinci, fondatore e amministratore del gruppo Facebook La Colligianità di Colle.

Questo 2024 sembra essere l’anno dei record per lo spazio che Cinci ha messo a disposizione dei colligiani e di chi ama Colle Val d’Elsa pur non essendoci nato. Il gruppo ha infatti da poco superato il tetto dei seimila iscritti. E ora sta registrando un’apoteosi di like, commenti e condivisioni per il post in cui la figlia Simona ha pubblicato una filastrocca scritta dal padre Asvero Pacini, scomparso il 6 dicembre 2008.

«Nel 1974 - scrive Simona - la classe 1924, di cui faceva parte il mio babbo, festeggiò i cinquant’anni con la Cena del Mezzo Secolo all’Astronave di Scorgiano. Dieci anni dopo lo rifecero, per i sessant’anni. E babbo per l’occasione scrisse questa filastrocca».

In quattro giorni il post ha raccolto ben oltre 400 like, più di sessanta commenti ed è stato condiviso una trentina di volte.

Stefano Cinci non nasconde la sua soddisfazione, sia per i risultati ottenuti dal gruppo che ha aperto il 27 febbraio 2009, sia per il tributo dimostrato ad Asvero.

«Asvero Pacini - dice - è stato un grande colligiano, nato e vissuto a Colle di Val d’Elsa. Asvero amava scrivere e raccontare la storia e la saga paesana della sua Colle. Nei suoi scritti l’amore per la sua città si alterna all’ironia, come capita a chi ha vissuto una vita insieme».

I volumi di Asvero Pacini sulla sua Colle

Asvero, maestro elementare, ha pubblicato diversi libri. Il primo, Quadri di fumo, una raccolta di due racconti colligiani, vinse addirittura il premio Il Ceppo proposte 1983”, dove fu selezionato da una giuria di personaggi del calibro di Carlo Bo e Geno Pampaloni.

Proprio Pampaloni scrisse, sulla fascetta che accompagnava il volume edito da Lalli di Poggibonsi, “Da Colle Val d’Elsa, città cara alle lettere, ecco un libro pulito e semplice come è il paesaggio toscano della nostra memoria”.

asvero
Asvero Pacini

A Quadri di fumo seguirono il romanzo Nulla, in cui Asvero rievocava un periodo particolarmente complesso della sua esistenza, quello degli eventi legati all’8 settembre 1943. Quando come migliaia di italiani, fu costretto a compiere una scelta particolarmente difficile, all’età di 19 anni. Poi c’è Fratello cane, una raccolta di racconti in parte dedicati a un grande amore di Asvero, gli animali, in particolare i cani. Un volume che chiunque può ricevere in omaggio a richiesta presentandosi al canile Una di Poggibonsi. Altre grandi passioni di Asvero erano la fotografia e il paracadutismo, oltre ai dischi e agli elettrodomestici. Aiutava spesso infatti il fratello Romano al negozio Radio Pacini.

In Cose di Colle, Pacini offre l’omaggio di una vita alla sua città, raccontando vecchie storie di personaggi scomparsi e ricostruendo alcuni eventi che hanno segnato la storia e l’evoluzione di Colle, come la produzione del cristallo, ma non solo.

Dopo la sua scomparsa i familiari hanno trovato il romanzo, compiuto, al quale Asvero lavorava prima di morire, che attualmente è ancora inedito.

Il valore storico e culturale delle opere di Pacini

La dedica di Asvero Pacini a Stefano Cinci

Una curiosità: il 6 febbraio 2024 Asvero Pacini avrebbe compiuto cento anni.

«Era un poeta, uno scrittore, un grande affabulatore - lo descrive Stefano Cinci - ironico, simpaticissimo, attaccato alla sua Colle, alle sue radici, alle sue tradizioni. Scriveva molto bene ed era una bella persona».

Tra le caratteristiche di Asvero Pacini, come ricorda Cinci, c’era l’ironia, la voglia di prendere in giro, soprattutto sé stesso, con affetto ma anche con una punta di sarcasmo.

Da questo modo di essere nascevano le poesie o meglio filastrocche che amava comporre per le occasioni che lo ispiravano.

In questo caso è stata la cena dei sessantenni, ma poteva essere anche il matrimonio di un amico, un battesimo, un evento di altro tipo.

Loriana Nencini, la moglie, racconta: «Quando andavamo al mare a Punta Ala, avevamo un gruppo di amici che ritrovavamo ogni estate. Asvero si divertiva a scrivere le sue poesie in cui prendeva in giro le donne della compagnia. Un anno, ricordo, una di queste si offese a morte perché non era stata citata».

«Asvero era un grande - conclude Cinci - tengo i suoi scritti, con tanto di dedica, gelosamente custoditi».