29 Luglio 2026

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«Il nostro è un gesto di disobbedienza, non siamo assenteisti»

«Il nostro è un gesto di disobbedienza, non siamo assenteisti»

Quella di non andare al consiglio comunale di Monteriggioni è stata una scelta precisa di Raffaella Senesi e di Fabio Lattanzio. Un gesto comunicato il giorno stesso dell'assise. «Stupisce di come la risposta sia arrivata dal gruppo del centro sinistra», spiega Raffaella Senesi.

Il gruppo “Per Monteriggioni Raffaella Senesi Sindaco” «aveva scritto al sindaco, al presidente del consiglio comunale, e al segretario comunale. Avevamo comunicato che non avremmo partecipato alla seduta del consiglio comunale presso il Complesso Monumentale di Abbadia Isola che si sarebbe tenuta in un locale non precisato».

Senesi spiega il motivo del gesto. «Compiamo questo gesto perché ancora non è chiaro quali siano le ragioni che portano il presidente del consiglio comunale, alla convocazione della massima assise democratica eletta dai cittadini, in un locale non specificato e comunque diverso da quello previsto dall’art.2 dello Statuto comunale che recita al secondo comma --omissis 2. Il Palazzo civico, sede comunale, è ubicato in via Cassia Nord n.150, dove si tengono di norma le adunanze degli organi collegiali” omissis-----, fino all’assurdo di riunire il consiglio in una sala destinata ad un bar, come successo per la scorsa convocazione».

«Con questo gesto che mai avremmo voluto compiere e che portiamo all’attenzione anche di altri enti e istituzioni dello stato, vogliamo porre l’attenzione al fatto che da diverso tempo a Monteriggioni la maggioranza tratta le istituzioni come un fatto privato, anche come in questo caso con spese maggiori, per lo svolgimento della seduta, prive di opportune spiegazioni».

«Alla luce dello Statuto comunale in vigore le sedute del consiglio si devono tenere presso la sede comunale. Se esistono motivazioni che richiedono il loro spostamento in altre sedi lo Statuto deve essere modificato e il nostro Gruppo sarà sicuramente disponibile e favorevole».

«Nel compiere il nostro gesto di disobbedienza alla convocazione, chiediamo scusa a tutti i nostri elettori. Ma questo è l’unico modo per denunciare pubblicamente il persistere di questa situazione e condizione».