Un museo per raccontare la storia del cristallo e i suoi protagonisti
Il direttore Baldini: “Abbiamo messo il vetraio al centro della narrazione”
L’edificio nell’area Boschi, dove sorgeva la vecchia vetreria, riaperto dopo una lunga ristrutturazione
di Simona Pacini
Finalmente Colle ha di nuovo un Museo del Cristallo. Aperto, agibile e visitabile. Completamente ristrutturato e cambiato, anche nella filosofia. «Il progetto del 2001 era valido - ha detto il direttore dei Musei colligiani Giacomo Baldini - ma dava più valore al prodotto che alle persone». Oggi al centro sono stati messi il vetraio, con la sua manualità, e la complessa gerarchia della produzione del cristallo.
Il Museo del Cristallo non parla solo della materia, ma anche delle tradizioni, delle storie, degli uomini e delle donne che hanno dato importanza a tutto il settore. Oltre alle creazioni in vetro e cristallo, sono esposti gli attrezzi utilizzati in vetreria,accanto a fotografie e filmati dedicati espressamente alle storie delle persone e del lavoro.
Il museo è allestito nello spazio sotterraneo di una delle fornaci dell'ottocentesca fabbrica di Cristallerie e Vetrerie Schmidt o ex vetreria Boschi, che dà il nome all’area. All’interno il percorso che ha fatto la storia dell’industria vetraria colligiana a partire dal 1820, anno dell'impianto della prima fornace, fino alla realizzazione del cristallo al piombo, avvenuta nel 1963, per arrivare all’attualità senza tralasciare esempi di produzione preindustriale e reperti del XIV e XV secolo.
«L'obiettivo del rinnovato Museo - ha detto il sindaco Alessandro Donati - è quello di consolidare nell’immaginario collettivo un prodotto eccezionale, fragile e potente allo stesso tempo che tocca la sfera intima di tutti noi. Per la nostra Città il cristallo non è solo economia, ma un vero e proprio substrato culturale che deve essere costantemente rinnovato e mantenuto nel tempo».
Cristiano Bianchi: Valore fortemente identitario
«Abbiamo deciso di investire sul rinnovamento di questo museo non solo per la consapevolezza del valore particolare, fortemente identitario, che riveste per la comunità colligiana, che intorno alla lavorazione del cristallo si è formata, ma anche e soprattutto nella convinzione che possa avere un ruolo fondamentale per proiettare questa storia nel futuro, proprio oggi che questo settore produttivo ci dà segnali incoraggianti» sottolinea l’assessore alla cultura e al turismo Cristiano Bianchi.
«Confidiamo che questo museo unico in Italia, grazie al nuovo concetto espositivo e alla forte crescita del turismo industriale, sarà la punta di diamante del nuovo sistema Colle Musei, che unisce il Museo del Cristallo, il Museo San Pietro e l’UMoCA, e andrà completandosi con il Museo Archeologico e la Casa Torre di Arnolfo».
L’evento, organizzato e promosso dal Comune di Colle di Val d’Elsa, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Città del Cristallo e l’Associazione Pro Loco di Colle di Val d’Elsa, con il supporto tecnico di Opera Laboratori, gestori del sistema Colle Musei.
Il taglio del nastro è stato anticipato da un buon numero di interventi politici, con la lunga sequela di ringraziamenti incrociati che ciò comporta, dal presidente della Provincia e sindaco di Poggibonsi David Bussagli, ai sindaci di Casole Andrea Pieragnoli e di Radicondoli Francesco Guarguaglini, alla consigliera regionale Anna Paris.
In un museo la storia economica della città: il racconto del decano dei maestri vetrai

Hanno quindi parlato Elisa Bruttini, della Fondazione Musei Senesi e Giacomo Baldini, direttore dei Musei colligiani. Oltre a Tommaso Vannini, presidente della Pro Loco e Stefano Di Bello, Art project manager di Opera Laboratori Fiorentini, che raccoglie dalla Pro loco il testimone per la gestione del museo.
Miriana Bucalossi, vice presidente dell’associazione Città del Cristallo, ha invitato a tenere presente come prossimo obiettivo, il riconoscimento del cristallo colligiano come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, motivo principale della nascita dell’associazione.
Alla cerimonia era presente Silvano Giusti, decano dei maestri vetrai, che dall’alto dei suoi novant’anni ha collaborato alla realizzazione dell’allestimento museale, indirizzando e approvando i diversi passaggi del comitato scientifico.
Dopo l’apertura il pubblico ha invaso le sale del museo, diviso in scaglioni, per vedere quanto realizzato.
Il momento è stato purtroppo funestato da un piccolo incidente. Un fotografo è inciampato in uno scalino, cadendo e battendo la testa contro un tabellone, riportando un taglio ben visibile.
La prima inaugurazione del Museo del Cristallo risale al 2001 con progetto scientifico di Tiziana Secchi e progetto strutturale di Duccio Santini. In collaborazione con il Consorzio del Cristallo, oggi non più attivo, fu realizzato in un luogo simbolico, dove sorgeva la Vetreria Boschi. La parte interrata dell’enorme ciminiera è stata trasformata in installazione artistica con l’utilizzo di una serie di mattoncini di vetro.

