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Papa Francesco riposerà accanto al presepe di Arnolfo di Cambio

Papa Francesco riposerà accanto al presepe di Arnolfo di Cambio

La scelta del pontefice di essere sepolto in Santa Maria Maggiore anziché nelle grotte di San Pietro riporta l’opera del celebre architetto e scultore colligiano al centro dell'attenzione

di Simona Pacini

Papa Francesco ha scelto: la sua tomba non sarà in Vaticano, nelle grotte della basilica di San Pietro come da tradizione. Ma a Santa Maria Maggiore, una chiesa alla quale è strettamente legato fin da prima dell'elezione a pontefice.

Oltre al significato religioso di questo gesto e al messaggio che Francesco vuole dare facendo una scelta, ancora una, controcorrente possiamo evidenziare un aspetto strettamente legato alla storia di Colle di Val d’Elsa. Santa Maria Maggiore infatti è la basilica romana in cui è custodito il primo presepe del mondo cattolico realizzato nel 1291 da Arnolfo di Cambio, il figlio più illustre della città valdelsana.

«Voglio essere sepolto a Santa Maria Maggiore a causa della mia grande devozione», ha dichiarato papa Francesco alla giornalista messicana Valentina Alakraki.

Francesco, che ha già visitato 115 volte la basilica romana, spiega di avere un legame molto profondo con questa chiesa. «Prima, quando venivo, ci andavo sempre la domenica mattina. Quando ero a Roma, ci andavo per un po’».

Papa Francesco

La mattina dopo l’elezione a Sommo Pontefice, per esempio Bergoglio si è recato subito in Santa Maria Maggiore per dedicare il pontificato alla Madonna. D’altra parte la chiesa è la stessa in cui il fondatore dell’ordine dei gesuiti cui appartiene Bergoglio, Sant’Ignazio di Loyola, celebrò sull’antico altare nell’Oratorio del Presepe la sua prima messa nella notte di Natale del 1538.

Il primo presepe del mondo cattolico realizzato da Arnolfo di Cambio

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Arnolfo di Cambio

Il presepe fu invece realizzato da Arnolfo nel 1291 su richiesta di papa Niccolò IV per la cappella del Sacramento di una delle quattro basiliche papali romane, Santa Maria Maggiore. La Natività era già stata rappresentata una settantina di anni prima, quando San Francesco d’Assisi mise in scena a Greccio, in provincia di Rieti, nella notte di Natale del 1223, un presepe con personaggi e animali in carne e ossa. Ma non esistevano ancora testimonianze permanenti.

Nel 2005 il presepe di Arnolfo fu smurato dalla nicchia sotterranea dove era custodito dal 1590 e sistemato temporaneamente nel Museo della Basilica Liberiana per essere sottoposto ad un’opera di restauro curata da Sante Guido e Giuseppe Mantella.

L’opera rappresenta due episodi distinti della tradizione cattolica cristiana. Oltre alla Natività, ci sono i tre Re Magi che adorano il Bambin Gesù insieme a San Giuseppe. Sulla statua di Maria, l’unica seduta e scolpita a tutto tondo, grava il dubbio che si tratti di una copia realizzata dopo che l’originale, in cui la Madonna sarebbe stata distesa come una puerpera, era andato perduto.

Uno dei due restauratori, Sante Guido, però non concorda con questa teoria. Sostiene infatti che l’opera di Arnolfo sia stata rilavorata nel tardo '500 sul fronte, mentre sul retro sono ancora evidenti i panneggi in stile duecentesco. Il bambino Gesù inoltre non ha quasi più il naso, forse ridotto nell’intervento cinquecentesco. La Madonna ha infine i piedi abbozzati (uno quasi mancante) mentre Arnolfo usava farli grandi e delle stesse dimensioni. Sante Guido esclude anche che Maria apparisse distesa davanti ai Re Magi in una posizione sicuramente poco dignitosa.

Tutti i segreti del presepe e della mangiatoia di Santa Maria Maggiore

La basilica di Santa Maria Maggiore è nota anche perché custodisce la mangiatoia in legno in cui secondo la tradizione sarebbe venuto alla luce Gesù. La realizzazione del presepe, nell’intenzione di papa Niccolò IV, era destinata quindi a decorare il preesistente oratorio dedicato alla Natività del Cristo nella navata destra della chiesa.

Dal Natale del Duemila, il presepe di Arnolfo di Cambio è tornato ad essere oggetto di culto. La Basilica romana di Santa Maria Maggiore, detta anche Sancta Maria ad Presepe, è tra l’altro la chiesa in cui veniva celebrata originariamente la messa di mezzanotte.

Da pochi anni, inoltre, il Museo San Pietro di Colle di Val d’Elsa conserva una copia del famoso presepe di Arnolfo, un calco in gesso dell’originale scolpito nel marmo. La copia è stata realizzata in occasione dell’ultimo restauro e oggi esposta in una cripta chiusa da inferriate, all’interno del Conservatorio.

Al museo, inaugurato il 18 marzo 2017, è esposto nella galleria dei personaggi illustri di Colle anche un busto di Arnolfo di Cambio, figura centrale della cultura artistica del Medioevo.